domenica 20 febbraio 2022

Kurentovanje in Ptuj, Slovenia


i kurenti di Ptuj sono, senza dubbio, il volto più inquietante del Carnevale sloveno. Maschere orripilanti, ricoperte di pelli di capra, sembrano incarnare, alla perfezione, il più puro spirito dionisiaco, a metà strada tra i mammuthones sardi e gli uomini-capra del Carnevale greco. Caricature ben riuscite del grande spirito maligno, annidato nell’inconscio della civiltà contadina occidentale. Residui di una religione della natura che, in questo caso, si rifà a Mitra, il grande dio solare che proprio a Ptuj vanta il più antico tempio dell’area danubiana. Un culto che sembra rivivere, metaforicamente, nel grande falò dell’ultima sera di Carnevale, intorno al quale i kurenti intrecciano danze sfrenate, dal sapore arcaico, ancestrale. Bevendo ‘slivovitz’, la tipica grappa di prugne, e cibandosi di ‘krofi’, che ricordano dei piccoli soli dorati, queste maschere mostruose cercano di esorcizzare il freddo, di scacciare ‘nonno gelo’, aprendo le porte al sole, alla primavera.
Il Carnevale sloveno è, in pratica, una festa della natura, un rituale agrario nel quale i kurenti hanno il ruolo di purificatori, mentre gli oraci, altro importante gruppo di maschere, addobbate con costumi coloratissimi e riccamente fioriti, interpretano il ruolo degli aratori.A Lancova Vas il gruppo è guidato da una vecchia, preceduta dagli schioccatori di frusta, che agiscono prima, durante e dopo ciascuna fermata del giro di questua; seguono i kurenti, animali ancestrali scampanatori che arrivano per spaventare la gente, e infine i kujekj, ieratici e marziali, che mettono in scena di fronte a ogni abitazione l’aratura rituale trascinando un aratro sormontato da un piccolo abete adornato da due pupazzetti che rappresentano una coppia di sposi. Come in altre località d’Europa, l’aratura e il matrimonio per finta rappresentano motivi simbolici centrali nell’ambito dell’antico rito di fertilità.. A guidare il corteo degli aratori sono un uomo e una donna che incarnano l’unione ancestrale tra cielo e terra, seguiti dal giovane Jurij che sconfigge Rabolj, il demone invernale. Nel corteo spicca la figura dell’orso, che, presso tutte le società arcaiche, incarnava lo spirito della selvaggia Natura, della Natura indomita..

Potrebbe essere un'immagine raffigurante 1 persona, in piedi e attività all'aperto

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