sabato 5 febbraio 2022

Un mistero tutt'ora irrisolto

La tavoletta cuneiforme mesopotamica del Capo Giuseppe: un mistero irrisolto.
Quando il capo indiano della tribù del Nasi Forati, Hin-mah-too-yah-lat-kekt (Tuono che rotola giù dalla montagna), meglio noto con il nome cristiano di Capo Giuseppe, si arrese all’esercito statunitense nel 1877, diede uno speciale dono al Generale Nelson Appleton Miles: era un ciondolo che si è rivelato in seguito essere nientedimeno che un’antica tavoletta cuneiforme mesopotamica.
Decifrazione della tavoletta

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La tavoletta è stata recentemente tradotta da Robert Biggs, docente di assiriologia presso l'Istituto Orientale dell'Università di Chicago, che ha dichiarato che si tratta di una ricevuta di acquisto per un agnello risalente al 2042 a.C.
Il testo è il seguente: “Nalu riceve un agnello da Abbashaga l’undicesimo giorno del mese della festa di An, nell’anno in cui Enmahgalanna fu nominata somma sacerdotessa di Nanna.”
La ricercatrice Mary Gindling ha scritto sul portale Helium’s History Mysteries, “Il Capo disse che la tavoletta era stata tramandata nella sua famiglia per molte generazioni, e che l’avevano ereditato dai loro antenati bianchi. Capo Giuseppe disse che uomini bianchi erano venuti tra i suoi antenati molto tempo fa.”
Va precisato che Capo Giuseppe era un uomo d'onore, e non vi era alcun motivo per lui di inventare una storia così arzigogolata sulle origini del suo dono. Inoltre, la Gindling ha escluso la possibilità di contraffazioni basandosi sul fatto che la scrittura cuneiforme non era stata decifrata fino al 1846, e un potenziale falsario avrebbe dovuto avere “familiarità non solo con l'antica lingua in sé, ma con la forma delle tavolette create dagli antichi scribi.”
Tavoletta cuneiforme in Georgia

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Oltre tutto, il ciondolo di Capo Giuseppe non era l'unica tavoletta mesopotamica ritrovata in Nord America. Il sito Native Village menziona un'altra tavoletta cuneiforme ritrovata nel 1963 in Georgia, dalla signora J. Hearn. È scritta in lingua sumera e datata a circa 2040 a.C. Secondo alcuni studiosi, la tavoletta scoperta dalla Hearn era una ricevuta per l’acquisto di diverse pecore e capre per un sacrificio cerimoniale.
La pietra di Hogden

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Gloria Farley, una ricercatrice indipendente da Oklahoma, che si è sempre interessata alle ricerche su visitatori precolombiani nel Nord America, ha scritto di numerosi episodi, in cui sono stati trovati in Nord America manufatti originari del Mediterraneo e del Medio Oriente. Per esempio, quando, nel 1980, le fu portata, per un suo parere, una piccola ma pesante pietra nera rinvenuta nei pressi di Hodgen (in Oklahoma), con un elaborato disegno di un fiore.
La Farley aveva consultato il dottor Barry Fell, che, oltre ad essere uno zoologo ad Harvard, era anche un esperto di antiche iscrizioni, e quest’ultimo concluse che il disegno assomigliava ai sigilli dell’antica Dilmun nel Golfo Persico. L'iscrizione, secondo il dottor Fell, sembrava che utilizzasse gli ideogrammi impiegati dai scribi Dilmun, specialmente quelli che descrivevano “Inanna, dea dell'amore e Regina del Cielo.”
Ipotesi su come siano arrivate sul continente americano
La storia di queste tavolette ci lascia con un mistero. Come hanno fatto questi antichi manufatti assiri ad arrivare sul continente americano? Dimostrano che commercianti e/o esploratori viaggiavano tra gli emisferi occidentali e orientali molto prima che Colombo mise il suo piede sulla terra americana? Forse i Fenici/Cartaginesi, secondo molti studiosi tra cui Alexander von Humboldt oppure Lucio Russo nel suo libro L’America dimenticata? O i Vichinghi, che potrebbero aver acquistato le tavolette sul mercato di Bisanzio (dove erano noti come Variaghi) e averle portate nelle loro spedizioni in Nord America? O anche i mercanti Cinesi (che commerciavano da sempre con il Medioriente), al seguito della flotta dell’ammiraglio Zheng He, che, secondo l’autore inglese Gavin Menzies, sarebbe arrivato in Nord America nel 1421?
Gli studiosi stanno ancora arrovellandosi in cerca di una spiegazione.
Bibliografia
L'episodio viene citato nel libro "Lost Cities and Forgotten Civilisations" di Michael Pye e Kirsten Dalley, e nell'articolo di Park, Edwards; "Where Did Chief Joseph Get a Cuneiform Tablet?" pubblicato sull'autorevole Smithsonian Magazine nel febbraio 1979 (dove si ipotizza che la tavoletta possa essere stata regalata a Capo Giuseppe da un missionario).

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