giovedì 21 maggio 2026

Martelli sull'affare Moro

“Perché Moro non fu salvato? Nella prima lettera di Moro indirizzata a Cossiga, ministro degli interni , Moro, che era un cultore di anagrammi, rebus, aveva anagrammato l’indirizzo in cui si trovava . Quella frase che colpì l’immaginazione di molti ,” mi trovo sotto un dominio pieno e incontrollato”, anagrammata significa “ sono in via Montalcini n8 primo piano “. Quindi altro che fantoccio o uno smarrito senza coscienza . Moro era perfettamente lucido e aveva avuto l’intelligenza e il coraggio di sfidare i suoi carcerieri inserendo nel suo messaggio l’indirizzo del luogo in cui era tenuto prigioniero (…). Perché la inviò a Cossiga? Non solo perché lo conosceva e perché era il ministro degli interni ma perché sapeva anche che al ministero degli interni per questo tipo di indagini sui messaggi cifrati in codice dispone di una struttura che era quella del Sios Marina , il servizio segreto della Marina militare italiana dove c’era un gruppo di specialisti. In teoria Cossiga avrebbe dovuto portarla al Sios Marina , io non so se lo ha fatto . In ogni caso non l’hanno capito . Il che è stupefacente perché quarant’anni dopo un dilettante invece l’ha capito . E lo ha dimostrato in modo inconfutabile. . Questa è una prova per così dire matematica . Quel messaggio contiene l’indirizzo di dove Moro era tenuto prigioniero . E questo smentisce tutte le bumbole sul fatto che Moro fosse un fantoccio nelle mani delle brigate rosse . Sul fatto che non fosse lucido. Sul fatto che non avesse coraggio . Tutte falsità, menzogne calunnie, tese a non prestare ascolto all’urto disperato del prigioniero . E si scoprirà che la fermezza per esempio di Andreotti dipendeva dal fatto che voleva conservare il suo governo . E temeva che ove avesse mostrato un filo di “indulgenza “ o di “ clemenza”, i comunisti avrebbero tolto l’appoggio “.
Claudio Martelli





martedì 19 maggio 2026

La sirena dell'antica pieve di Pienza

A mio parere la sirena di Corsignano con l'inguine messo in evidenza sta a significare che chi entra nella chiesa e come ritornasse nell'utero materno, un monito per chi vuole ripercorrere e ritrovare l'origine, ma anche avere esperienze misteriche superando l'esistenza terrena fugace e transitoria.



giovedì 14 maggio 2026

Il meccanismo di salvezza della tragedia, il capro canta il suo sacrificio

La messa cristiana è da paragonarsi alla tragedia, la rievocazione mitica, la rievocazione  un sacrificio dove il dio viene mangiato, nel rito si schiudono delle forze che in maniera omeopatica aiutano l'uomo


 

martedì 12 maggio 2026

san Giacomo al Grigliano a Verona

Nella cripta sono sepolti i Battiato, credo siano parenti del cantante mistico di Catania, ma non ci sono notizie, però si segue solo la questione alquanto incerta, delle possibili reliquie di San Giacomo presenza incerta nel sarcofago. Ricordo che l'opera Don Calabria ne è la proprietaria ed il luogo fu dominato per un ventennio da fratel Vittorino che impiantò il Pollo Arena dei fratelli Grigolini, ma anche don Verze che inizio la sua opera nell'Opera Don Calabria tentò trasformare il luogo in clinica privata come sede staccata del san Raffaele a Verona.



domenica 10 maggio 2026

Il tempio segreto a Roma

Un nome segreto impronunciabile per gli uomini. Un tempio interdetto a chiunque non fosse donna. Vino travestito da miele ed erbe curative. Benvenuti nel misterioso e affascinante culto della Bona Dea.


Siamo a Roma, alle pendici dell'Aventino, in un luogo chiamato Remoria. Qui sorgeva un edificio avvolto nel mistero. Oggi l'ipotesi più accreditata è che sia stato eretto nel 123 a.e.v. dalla vestale Licinia (o Claudia).
Questa divinità era chiamata così per un motivo preciso: il suo vero nome era un segreto assoluto, noto solo alle donne e usato unicamente durante i suoi riti misterici.
Le regole per accedere allo spazio sacro erano severissime e fuori dal comune per l'epoca. Agli uomini era categoricamente vietato l'ingresso e il mirto era bandito. E il vino? Formalmente non poteva entrare. Eppure, le donne romane usavano un trucco geniale: lo introducevano di nascosto in vasi speciali chiamati "mellaria", fingendo che fosse semplice miele!
I riti più importanti in onore della Dea si svolgevano in dicembre, non nel tempio, ma nella casa di un console o di un pretore. Erano officiati solo da donne: in quel giorno specifico, tutti gli uomini venivano allontanati dall'edificio.
Come appariva questa potente Dea? Era rappresentata con uno scettro nella mano sinistra, simbolo di regalità che la assimilava a Giunone, ed era coronata di vite. Identificata con Opi, Cerere e Proserpina, le veniva sacrificata una scrofa.
Il tempio nascondeva anche un lato mistico guaritore. Al suo interno vi erano serpenti e numerose erbe con cui i sacerdoti preparavano rimedi e pozioni. Un sacello della Dea si trovava anche a Trastevere.
L'esclusione degli uomini dal culto e l'assenza della data nei calendari epigrafici fanno dedurre che l'edificio sacro non fosse un tempio pubblico, bensì un luogo di culto privato.
E voi, conoscevate questo affascinante culto segreto tutto al femminile? Quale dettaglio vi ha colpito: il vino travestito o le pozioni magiche? Vi aspetto tutti qui nei commenti!
Ripostate e condividete questo post per far conoscere quest'antica divinità a chi ha la vostra stessa passione per Roma e la sua storia!

mercoledì 6 maggio 2026

L'uomo e il mondo

"Il mondo è all'uomo, la più parte del tempo, un nemico, un problema, non fonte di gioia gratuita, non occasione di lode; ahimè, fin quando si rimanga così ostili, il mondo appare altresì inintelligibile, senza luce. Vi si sta, allora, come laceranti parassiti invece che come sapienti intenditori. (...)
Vivere è assorbire luce. (...)
La vita sulla terra è luce che ritorna luce.
Come potrebbe, la luce che illumina il mondo, non essere lume a se stessa come è lume a noi? E noi, quando si giunga ad abbracciare l'intero ciclo della luce, quando si sia cioè illuminati, siamo il luogo dove la luce torna a se stessa e sa di tornare a se stessa. (...)
È questo il segreto che muove la vita intera, mysterium simplicitatis; l'uomo trova pace e senso soltanto nutrendo in sé questa conoscenza, mangiandola."
Elémire Zolla, "Le meraviglie della natura", 1975