giovedì 5 agosto 2021

Allen Ginsberg con un atto magro lancia da Berkeley l'onda, lui si sentiva l'allievo stregone di Pound (anche se il vecchio poeta rifiutava)

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I rito o l'onda, che apparentemente innesco il "Sessantotto" veniva dall'Adriatico e non dal Pacifico, si volle farlo partire da Ginsberg, dalla California per poi approdare a Parigi e contaminare l'Europa e il mondo intero. Erano però le idee della REGGENZA DEL CARNARO, del Vate, come a dire che l'innesco nacque dall'esperienza esoterica coagulata da Ariel, passata a Pound, dopo la fine della I° Guerra

La Reggenza Italiana del Carnaro | STACHANOVBLOG.ORG

La straordinaria mostra su Iside voluta da Philippe Daverio

Il pesante Catalogo della mitica mostra organizzata da Daverio a Milano Palazzo Reale era il 1997 dedicata completamente ad ISIDE che ha aperto un mondo archeologico divino inaspettato e carico

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IL NOME DELLA CITTA' DI VELZNA E' BOLSENA1 Aveva visto giusto Giovanni Feo

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FOTO IN FONDO.....IL COSIDETTO FANUM VOLTUMANE DI ORVIETO?


La zona sacra di orvieto, dove pochissimi archelogi e qualche studente, per motivi di esperienza e di scavo,....credono che quel posto sia il cosidetto ""fanum voltumnae""", bene, prendiamo in considerazione 14 anni di scavo ad orvieto, che cosa di prove scientifi che hanno trovato per dire e dimostrare che quel posto è il fanum voltumnae (3 -4 ettari di scavo tò anche 5), LA PRIMA CONSIDERAZIONE, tutte le città etrusche più o meno grandi avevano un luogo sacro,TARQUINIA,CERVETERI, VULCI, VETULONIA, VEIO, VOLTERRA, ecc. anche città che non facevano parte delle 12 che formavano il tessuto sociale del popolo etrusco. TALAMONE, FALERI, SURRINA,FERENTO, MURLO, SORANO, SOVANA, ECC., orvieto (sarà stata l'antica SALPINUIM, i famosi castella che stavano in difesa della città SACRA DI VELZNA-VOLSINI-BOLSENA?), IN SINTESI la domanda viene spontanea, in che posto si stà scavanda e che cosa devono cercare o trovare, qualora si sappia, il che cercare, la prova che oggi dimostri ciò che fino ad oggi in 14 anni non hanno trovato? LA SECONDA VALUTAZIONE che alla base di questo progetto, manca a priori una ricerca scientifica, la quale ricerca si è mossa solo per esclusione, quindi senza nessun criterio, si è andati avanti con la speranza sempre di trovare qualcosa ma mai si sapeva cosa, è qui la carenza della ricerca scientifica, perchè ogni anno, si cercava a fine scavi, di trovate il ""fatto"", la ""circostanza"", il ""ritrovamento"", quel motivo attinente alla scoperta in modo che il prossimo anno, gli scavi riprendessero di nuovo ed allora, dal 2006 sono iniziati i messaggi ...cosidetti di propaganda, uno -....trovato il tempio etrusco del fanum, 20-30 metri quadrati? con intorno una serie di reperti (vedi corriere della sera, del 2006 e dovevas venire l'allora ministro RUTELLI,), poi non si è fatto niente, poi qualche anno dopo ....trvata una scritta dove si richiama un divinità """tinia"" luce celeste, e poi un'altra divinità di secondo ordine come importanza, tant'è vero che nessuno nè ha mai parlato più, il prof.A, MORANDI (UNO DEI PROFESSORI MIGLIORI CHE HA L'ITALIA, IN MERITO ALLA CONOSCENZA DELLE LINGUE ANTICHE E SOPRATTUTTO SULLA LINGUA E SULLA SCRITTURA ETRUSCA), sottolineò in maniera scientifica che quella scritta e quella divinità trovata ad ORVIETO, non era così importante la quale importanza non aveva niente a che cosa fare con il fanum-voltumnae, e gli anni passavano, e poi """trovato un'altro tempio"" foto sempre di reperti romani, di etrusco poco, ed infine nel 2014 ritirata fuori verso la fine dell'estate un testa trovata qualche anno prima......fatta resuscitare come la testa di """"VOLTUMNAE""", ogni anno aveva il suo """pezzo""di annata da dimostrare che quel reperto era collegato al fanum-voltumnae. ORA siamo nel 2015 AD AGOSTO,riprenderanno gli scavi, quale sarà l'ogetto """misterioso""" che ridarà i nuovi motivi che ad ORVIETO E LA SEDE DEL FANUM? UNA TARGA, UN'ALTRA TESTA, UN'ALTRO TEMPIO, UN MURO, UN FRAMMENTO, DI UNA SIMA, DI UN ACROTERIO, CHI PIU' Nè HA LE METTA....dimenticavo .....DOVE C'ERA IL FANUM VICINO C'ERA LA CITTA' ETRUSCA DI """V E L Z N A""", EBBENE le uniche (tre) scritte in erusco che riporta il NOME DELLA CITTA' DI VELZNA E' BOLSENA E NON ORVIETO, se questa prova, non è presa in considerazione, la quale insieme ad altre ultime scoperte sempre scientifiche, che attestano sempre di più che BOLSENA SIA VELZNA, LA DOMANDA SORGE........QUANTE CITTA' ETRUSCHE C'ERANO CON IL NOME DI VELZNA?
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Monte Sarandîb (Picco di Adamo) – Sri Lanka


Adamo, quando cadde sulla montagna di Sarandîb, comprese il valore dell’azione che aveva compiuto, seppe di aver peccato contro Dio. Stupefatto, non seppe che fare. Si prostrò faccia a terra e pianse.
Si racconta che egli rimase prostrato in adorazione per cent’anni. Lacrime scesero come ruscelli dai suoi occhi, scorsero sulla montagna di Sarandîb, e ancor oggi le lacrime che colarono dagli occhi di Adamo fanno crescere grandi alberi …
Adam’s Peak o Sri Pada è il nome di una montagna conica alta 2.243 metri, situata nello Sri Lanka centrale.Essa si trova esattamente a circa 40 km a nord-est della città di Ratnapura e 32 km a sud-ovest della città di Hatton.Il monte è famoso in quanto luogo di pellegrinaggio per buddisti, induisti, musulmani e cristiani.Sulla sua vetta, infatti, si trova un santuario, dove si può ammirare la cosiddetta Sri Pada (impronta sacra), ovvero per tale si intende una grande rientranza rocciosa lunga 1,8 metri, molto simile ad un’impronta di piede, che viene venerata dai buddisti come quella lasciata da Buddha.Per gli induisti invece è l’impronta di Shiva, mentre i musulmani vi vedono in essa quella di Adamo, lasciata dopo la sua cacciata dall’Eden, infine per i cristiani sarebbe quella lasciata da San Tommaso, il primo apostolo cristiano, che predicò nel sud dell’India. Ecco un luogo mistico il Picco di Adamo
una montagna solitaria e misteriosa .....Adamo, esiliato e punito, se ne stava lì su un piede per un migliaio di anni, fino a quando Allah avrà misericordia di lui....
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mercoledì 4 agosto 2021

Il profondo pensiero di Simone Weil

Sono da ponderare queste parole di una filosofa odiata dal cristianesimo dato che ha messo il dito sulla piaga di fondo della teologia e del messaggio cristiano romano

SIMONE WEIL, LA SOVVERSIVA - Gay.it
« Quel che Simone rimprovera al cristianesimo, nella forma che ha assunto attraverso il precisarsi della sua dottrina mediante i dogmi, è proprio il fatto di aver puntato troppo sui concetti di persona, libertà e storia, anziché su quelli di impersonale, necessario ed eterno. Ciò a suo avviso, ha creato una grande distorsione del messaggio originario di Cristo. Quando Egli, infatti, insegna che per essere suoi seguaci è necessario 'rinunciare a sé stessi', intende dire che la condizione essenziale per essere cristiani è l'abdicazione a tutto ciò che è personale, ossia particolare e contingente. È la rinuncia alla volontà propria, nella quale si radica il nostro io, per metterci nelle mani della volontà divina. Occorre dunque capire, attraverso l'umiltà, che finché non ci spogliamo del tutto dal nostro attaccamento all'io personale, sempre storicamente determinato, non potremo mai essere liberi davvero, né essere capaci di amare veramente, disinteressatamente, così come Cristo ha amato noi. Rimanere legati all'io, alla persona, alla volontà, ci condanna dunque a essere sempre agiti dalla ' pesanteur ', subendone il peso fino a esserne schiacciati, ridotti in schiavitù. Ciò risulta particolarmente evidente quando è la ' bestia sociale ' - il ' grosso animale ' platonico - ossia uno dei prodotti della dimensione sociale, a imporci come dobbiamo essere per servire ora questa moda, ora questa ideologia, ora qualunque altro idolo del momento. Ebbene, solo quando si è fatta esperienza di tutta questa catena di condizionamenti, si affaccia chiaramente la consapevolezza di esserci illusi sul nostro valore e la nostra libertà, si capisce di essere un nulla; si prende cioè coscienza della miseria della condizione umana e si aspira sinceramente alla salvezza. Questa può essere data solo dall'intervento della grazia, che, appunto, è gratuita, non condizionata; essa viene a sostituire le tenebre in cui ci troviamo e a illuminarci sulla seguente verità: ' due forze regnano sull'universo: luce e pesantezza'. »
Passo tratto dall' Introduzione di S. Moser, in S. Weil "L' attesa della verità", Garzanti, Milano 2014, pp. 22-23

sabato 31 luglio 2021

Il santuario di Artemide a Brauron in Attica

Il Santuario dedicato ad Artemide presente già nell'età del bronzo in Attica, fu un luogo sacro importante. La città era Brauron.Il sito fu abbandonato nel III secolo a.C. ed interrato dai depositi del torrente Erasino; come al solito sul luogo venne poi costruita una basilica cristiana e quindi una chiesa dedicata a San Giorgio (XV secolo), attualmente il paese si chiama Vravrona.

San Giorgio dei Greci - Wikipedia

mercoledì 28 luglio 2021

La Moschea di Damasco

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Sulle fondamenta del tempio di Giove Damasceno..
Patrimonio della Siria e cuore spirituale di Damasco, la moschea ci riporta ai tempi del viaggiatore Ibn Battuta e alle sue parole alate scritte nel XIV: "Damasco è il paradiso d’Oriente Agghindata di fiori di piante odorose e avvolta in drappi di broccato …. I giardini la circondano come l’alone che cinge la luna, sembrano petali tutto intorno a un fiore. La moschea, è la più bella al mondo, la più magnifica dal punto di vista architettonico, la più squisita per grazia."
Considerata dall’Islam come una delle meraviglie della cultura musulmana, la Moschea di Damasco è la più antica pervenutaci nelle sue strutture fondamentali. Fu costruita durante la dinastia Omayyade dal califfo Al-Walid , tra il 706 e il 715 d.C., ed eretta sulle fondamenta del tempio di Giove Damasceno che ne ha condizionato la realizzazione. Difatti la moschea sorge sull’antico temenos romano che ne ha determinato le dimensioni di 157x100 metri nonché il basso corso di alcuni muri nelle zone orientali e meridionali della moschea, così come le entrate posizionate ad est e ovest. Nel muro meridionale una possibile porta romana è ora nascosta dai mercati...Nella zona dell’attuale moschea, durante il periodo aramaico veniva adorato il dio Hadad, signore della tempesta, dispensatore di pioggia e protettore dei raccolti. Un ortostato in basalto raffigurante una sfinge e datato al I millennio a.C. è stato ritrovato nell’angolo nord-est della moschea. Lo stile di questo importante ritrovamento sembra essere quello in voga in Siria e in Palestina nel IX secolo a.C. Ciò testimonierebbe la presenza di un antico santuario dedicato al dio cittadino tra i più importanti dell’antichità. Purtroppo la presenza della moschea e la situazione urbanistica di Damasco non permettono un approfondimento dal punto di vista archeologico.