venerdì 18 settembre 2026

Il rapimento Orlandi secondo il Cardinale Oddi, Mario Bacchiega e padre Amorth



Secondo il cardinale Silvio Oddi Emanuela Orlandi sarebbe rientrata in Vaticano la sera stessa della sua scomparsa (il 22 giugno 1983) a bordo di un'auto scura di lusso.       L'alto prelato ebbe un ascolto casuale nel luglio 1993: in un'intervista al quotidiano Il Tempo, raccontò di aver origliato una conversazione tra due membri della Gendarmeria Vaticana.           Il rientro in Vaticano: la ragazza sarebbe entrata in auto,  uscendo poco dopo a bordo della stessa vettura scura che l'aspettava fuori. I giudici non approfondirono.  


                                 Anche l'avvocato Mario Bacchiega di Rovigo, nelle sue trasmissioni televisive ebbe  arricchire le dichiarazioni di Oddi, affermando che in Vaticano un gruppo isolato organizzava festini particolari. 

                                                     


                                                                                                                       
 Per completare il quadro nel maggio 2012, il celebre esorcista della diocesi di Roma padre Gabriele Amorth rilasciò dichiarazioni forti sul caso, poi riprese anche nel libro L'ultimo esorcista.   Il prete parlo dei  festini e di gendarme, dove sosteneva che Emanuela fosse rimasta vittima di un giro di adescamento e di incontri a sfondo sessuale, indicando come presunto "reclutatore" di ragazze un appartenente alla gendarmeria vaticana. Amorth fu dettagliato e rincarò la dose parlando di un  coinvolgimento diplomatico: in questi incontri illeciti erano coinvolti anche alti esponenti del clero e personale appartenente a un'ambasciata straniera accreditata presso la Santa Sede. Secondo la sua tesi, Emanuela sarebbe stata dapprima adescata, poi uccisa in relazione a quegli stessi ambienti e dinamiche di ricatto o corruzione morale.

mercoledì 9 settembre 2026

La politica in fondo è una presa per il culo, tutti vogliono fare i comodi loro........

Da un po' di verifiche in rete risulta tutto confermato in più dal 2005 al 2006 avrebbe lavorato per Glodman Sachs come analista.
Questo qualche dubbio su AfD come partito antisistema lo pone.

 

mercoledì 2 settembre 2026

Il tesoro di Dongo se lo sono fregato i Partigiani

L'oro di Dongo fu sequestrato dai partigiani della 52ª Brigata Garibaldi il 27 aprile 1945, durante la cattura di Benito Mussolini e dei gerarchi fascisti in fuga sul Lago di Como. 



Il tesoro fu portato nel municipio di Dongo e inventariato da due partigiane, Giuseppina Tuissi ("Gianna") e Bianca Bosisio, sotto la supervisione del "capitano Neri" (Luigi Canali)

Negli anni successivi, figure chiave legate all'inventario (come il capitano Neri e Gianna) furono uccise in circostanze misteriose. Un processo si aprì a Padova nel 1957, ma si interruppe senza una sentenza definitiva. Come capo di stato maggiore della 52 Brigata Garibaldi, d'indole idealista e rigorosa, entrò in aperto conflitto con i vertici comunisti locali e con i servizi d'intelligence partigiani. Si oppose fermamente all'appropriazione e alla sparizione dei beni sequestrati alla colonna fascista in fuga 

Il Duce: l'uomo mandato da Dio

 il Pontefice Pio XI pronuncio a Roma il 13 febbraio 1929, in occasione del suo discorso alla Cattolica, commentando la recente firma dei Patti Lateranensi, definì Benito Mussolini come "l'uomo [...] che la Provvidenza Ci ha fatto incontrare"


Il cardinale Schuster, insediatosi come arcivescovo di Milano proprio nel 1929, mantenne  un atteggiamento di forte vicinanza e supporto formale al regime. Fu tra i più ferventi sostenitori cattolici della politica coloniale fascista. Durante la guerra d'Etiopia, definì l'opera del governo come una missione cattolica e di civiltà, benedicendo i gagliardetti neri e parlando apertamente di una cooperazione provvidenziale per la grandezza d'Italia. Definendo il Duce; l'uomo mandato da Dio.  
                            

        
Mentre il Cardinale Adeodato Piazza (Patriarca di Venezia): Arrivò a dichiarare pubblicamente che l'opera di Mussolini rispondeva a «un segno della protezione di Dio» e che il Duce agiva guidato da una dote quasi soprannaturale per il bene della nazione.

giovedì 27 agosto 2026

Fellini frequentava ambienti kremerziani, con il suo musicista Rota che conviveva con Verginelli

                                                Fellini e il musicista Rota

Federico Fellini intuì fin dall'inizio del loro rapporto professionale la profonda natura iniziatica di Nino Rota, definendolo come una sorta di "angelo" o "mago". Tuttavia, la dinamica di questo avvicinamento richiede una precisione storica: mentre Nino Rota era un membro effettivo della Fratellanza di Myriam (la scuola ermetico-alchimistica fondata da Giuliano Kremmerz), Fellini mantenne sempre un ruolo di affascinato osservatore e "compagno di indagini" spirituali, senza mai integrarsi formalmente in quegli specifici ambienti rituali.

Vinci Verginelli


mercoledì 26 agosto 2026

L'Amerigo Vespucci ha una gemella consegnata alla marina russa per compensare e danni della Seconda Guerra Mondiale

l'Amerigo Vespucci aveva una nave gemella quasi identica: il Cristoforo Colombo. Il Cristoforo Colombo fu varato nel 1928 nel cantiere navale di Castellammare di Stabia, tre anni prima della Amerigo Vespucci. Alla fine  della Seconda guerra mondiale, in base al Trattato di pace di Parigi del 1947, l'Italia dovette cedere diverse unità navali all'Unione Sovietica come risarcimento dei danni di guerra, così nel febbraio del 1949, il Cristoforo Colombo fu consegnato ai sovietici, i russi ebbero curadi ribattezzare la nave con il nome Dunai (che in russo significa Danubio) e lo usò come nave scuola dislocata nel Mar Nero, in seguito verso il 1964 la nave con le vele fu radiata e in seguito demolita



Paolo VI e il suo amore sottolineato da un famoso articolo




Fu pubblicato un articolo in cui lo scrittore francese Roger Peyrefitte mosse accuse e considerazioni sul pontefice Paolo VI fu pubblicato nell'aprile del 1976 sul settimanale italiano Tempo.L'articolo in cui lo scrittore Roger Peyrefitte accusò Papa Paolo VI di aver avuto una relazione con l'attore Paolo Carlini. Lo scrittore sosteneva che il pontefice avesse scelto il proprio nome pontificale in omaggio al presunto amante risalente agli anni milanesi.