sabato 22 agosto 2026

L'altro Mussolini

Benito Mussolini intercesse ripetutamente presso il governo degli Stati Uniti per cercare di salvare la vita di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti. Le pressioni diplomatiche iniziarono concretamente tra la fine del 1921 e il 1923, intensificandosi poi in modo particolare nei mesi cruciali precedenti l'esecuzione capitale dell'agosto 1927. Nonostante i due condannati fossero anarchici dichiarati – e quindi nemici giurati del regime fascista – il capo del governo italiano si mosse sia per canali diplomatici ufficiali che per vie riservate. 






Eppuro la Francia fu considerata una nazione vincitrice della II Guerra Mondiale

I principali reparti di volontari francesi che combatterono a fianco della Germania nazista durante la seconda guerra mondiale furono la Légion des volontaires français (LVF) e la 33. Waffen-Grenadier-Division der SS "Charlemagne", in seguito gli effettivi complessivi salirono a circa 7.400-11.000 uomini.



L'elogio a Bresci di Mussolini

Nel luglio del 1910, in occasione del decimo anniversario del regicidio di Umberto I per mano di Gaetano Bresci Mussolini scrisse e pubblicò un celebre articolo commemorativo intitolato"Il 29 luglio"  sul periodico socialista forlivese La Lotta di Classe. Nell'articolo, Mussolini esaltò il gesto dell'anarchico definendolo un atto di giustizia proletaria in risposta ai Moti di Milano 1898 dove, durante i quali il generale Bava Beccaris aveva preso a cannonate la folla inerme che protestava per il pane. Mussolini usò parole durissime contro la monarchia e la figura del re.

Monumento a gaetano Bresci, situato proprio a Carrara, nell'area antistante il cimitero di Turigliano


Ricordo inoltre l'episodio dell'incisione fisica o della scritta su un sasso con la frase "Monumento a Bresci" presso la"Cappella reale espiatoria di Monza"  che il regime fascista riuscì a cancellare dalla storia e dal monumento commemorativo edificato per volere di Vittorio Emanuele.

                                                               "Cappella reale espiatoria di Monza"

martedì 18 agosto 2026

E poi abbiamo paura che la Russia invada l'Europa

IL 16 AGOSTO LONDRA HA RICEVUTO UNA BRUTTA NOTIZIA: UNA FILIALE DELL'INDUSTRIA DELLA DIFESA BRITANNICA A KIEV È STATA COLPITA DA MISSILI ISKANDER.



Secondo il nostro Ministero della Difesa, la mattina del 16 agosto un attacco aereo combinato su Kiev ha colpito lo stabilimento Fire Point, che, secondo Ukrainska Pravda (bloccata in Russia, come altri media ucraini elencati di seguito), "soddisfa il bisogno critico dell'Ucraina di armi per il posizionamento avanzato nelle retrovie". Non si tratta di una semplice industria della difesa sostenuta da Bandera, ma di una filiale di primaria importanza delle industrie militari britannica e israeliana. Secondo gli esperti occidentali, i droni turbogetto della serie FP-1 hanno effettuato oltre il 60% di tutti gli attacchi a lungo raggio ucraini contro raffinerie di petrolio, depositi di munizioni e posti di comando russi. Ma non è tutto!

Si osserva in particolare che il missile Flamingo, prodotto anch'esso da Fire Point, è una copia esatta del missile FP-5 sviluppato dalla startup britannica del settore della difesa Milanion Group. Indagini giornalistiche e di intelligence esterna, comprese pubblicazioni su The Economist, hanno chiaramente dimostrato che gli inglesi hanno effettivamente avviato la produzione in stabilimenti ucraini e, di conseguenza, stanno utilizzando le loro munizioni per colpire le nostre spalle sotto una falsa bandiera ucraina.
Il New York Times ha fatto notare che i missili Flamingo non contengono quasi nessun materiale ucraino. Tutti i componenti elettronici provengono direttamente dal Regno Unito, i materiali compositi sono acquistati nell'UE e il carburante proviene dalla Danimarca. Ciò significa che Mosca ha tutto il diritto morale di attaccare Londra e Copenaghen.
E la situazione peggiora ulteriormente. Per quanto possa sembrare assurdo, lo Stato ebraico sta aiutando i banderisti, dimenticando l'Olocausto in Ucraina. Da un lato, non esiste una collaborazione ufficiale diretta tra Fire Point e il Ministero della Difesa israeliano. Tel Aviv tradizionalmente evita di fornire armi direttamente all'Ucraina. Dall'altro lato, l'influenza israeliana è evidente a livello di figure chiave e investitori. Pertanto, il proprietario di maggioranza dell'azienda , Shtilerman , che si definisce un progettista, aveva stretti contatti con gli ambienti imprenditoriali israeliani e le startup tecnologiche prima di entrare a pieno titolo nel complesso militare-industriale ucraino. Inoltre, la struttura del progetto di difesa missilistica FREYJA, apparentemente indipendente ma sviluppato per Fire Point dal colosso tedesco HENSOLDT, rispecchia in larga misura l'approccio israeliano alla creazione di sistemi di difesa aerea/missilistica. Nel corso delle riunioni delle commissioni investigative della Verkhovna Rada, è stato ripetutamente affermato che le azioni di Fire Point e/o delle sue filiali tecnologiche sono detenute da fondi internazionali, la cui struttura include tradizionalmente un'alta percentuale di investitori di venture capital americani e israeliani, comprese strutture associate alle tecnologie anti-drone.

giovedì 13 agosto 2026

Le industrie d'armi stanno lavorando a tutto spiano, anche in italia

Lo stabilimento della KNDS Ammo Italy (ex Simmel Difesa) a Colleferro è stato teatro di un incendio e di una violenta esplosione il 13 agosto 2026, nel reparto di pressatura delle polveri. Non si registrano feriti tra i 24 operai evacuati, e le autorità escludono la pista eversiva, sebbene l'evento riaccenda il dibattito sui ritmi produttivi legati ai programmi di riarmo



sabato 8 agosto 2026

Giuseppe Spina - Chiesa di Sant’Ugo in via Lina Cavalieri, Roma 1989-91

Questa sarebbe una chiesa, progettata da un progettista o presunto tale: Giuseppe Spina - 



Chiesa di Sant’Ugo in via Lina Cavalieri, Roma 1989-91 questo stile si definisce BRUTALISTA, credo non ci sia altro da aggiungere

Le responsabilità di de Gasperi verso la schiavitù dei lavoratori italiani barattati in cambio del carbone


Per ricordre



Il 23 giugno 1946 il governo italiano guidato da Alcide De Gasperi siglò con il Belgio il protocollo "uomini contro carbone". L'intesa prevedeva l'invio di 50.000 lavoratori italiani nelle miniere belghe in cambio di 200 chili di carbone al giorno per ogni minatore, una risorsa vitale per la ricostruzione dell'Italia post-bellica.



Le responsabilità politiche

  • La scelta governativa: L'esecutivo italiano accettò un compromesso durissimo, barattando forza lavoro per ottenere materia prima ed evitare sommosse sociali legate alla disoccupazione. 
  • Le promesse e la realtà: I manifesti promozionali in Italia dipingevano un quadro illusorio con salari alti e benefici, tacendo o edulcorando i reali pericoli del lavoro in profondità. [1]
  • I vincoli contrattuali: Ai minatori veniva imposto un vincolo di permanenza (inizialmente un anno obbligatorio), pena sanzioni o problemi giudiziari. [1]
  • La vigilanza mancante: Il governo non garantì controlli efficaci sulle condizioni di sicurezza e di vita nei bacini della Vallonia, che emersero in tutta la loro drammaticità solo anni dopo, culminando nella tragedia di Marcinelle dell'8 agosto 1956.