domenica 16 gennaio 2022

Tutto è creato attraverso una vibrazione

" Gli Dei sono canti".
Prima di . essere figure e volti,gli Dei furono un ritmo e una melodia,perché l 'origine è sonora,una vibrazione
(La musica primitiva, editrice Adelphi di Marius Schneider)
I "Suoni" del Cosmo: come funziona?

mercoledì 12 gennaio 2022

IL PECCATO


Immagini - QUMRAN NET - Materiale pastorale online

Cerca di staccarti dall'idea di Dio che ti ha inculcato la Religione.
Non c'è nessuno da nessuna parte che giudica ciò che tu sei e fai...a parte le leggi (necessarie) che servono per una vita sociale
Dobbiamo calarci nelle nostre "profondità" applicando l'arcinota frase riportata sul santuario greco di Delo "Conosci te stesso conoscerai il mondo e gli dei",ovvero ricercare il Dio interiore , la legge che è dentro ognuno di noi legata alla salvezza dell'anima di platonica memoria.
"ogni uno ha ciò che ha donato", ovvero la legge del Karma.
Le religioni sono sempre legate al potere, prendi le leggi delle varie religioni con distacco ed in maniera critica.
La religione induce troppi sensi di colpa, il peccato viene usato come un grimaldello per violare l'equilibrio e la ricerca individuale,
affinché ogni uno agisca sempre con il senso del peccato e di colpa mettendo in crisi la libertà e la serenità di decidere secondo la profonda coscienza.
Certamente serve anche la religione in mancanza di strumenti spirituali o di capacita di autolimitazione da parte della persona. Dobbiamo essere in grado invece di far leva sul Sé interiore e sulla nostra capacità di discernere tra Bene e Male è molto più utile per farci vivere serenamente, è una ginnastica affinché le regole comportamentali nascano dentro di noi e non siano imposte dall'esterno.
Si cade..si sbaglia..ci si rialza e si spera di fare meglio..senza flagellarci col peccato e la colpa.
Siamo esseri in cammino verso la salvezza della nostra anima

Ambedue amici di Federico Fellini

Tullio Kezich è morto, aveva 80 anni - Corriere della Sera

Tullio Kezich, noto sceneggiatore, produttore e critico cinematografico e televisivo, pochi giorni dopo la morte di Rol aveva scritto sul Corriere della Sera:
«Giuro di dire la verità e nient'altro che la verità sull'unica visita che feci a Gustavo Adolfo Rol in compagnia di un comune amico, l'editore Giuseppe Sormani. (...) Correva l'anno 1970, lo ricostruisco dal fatto che Dino De Laurentiis stava allestendo il film “Waterloo”, e Rol si doleva che il produttore non l'avesse chiamato come consulente. Di quella battaglia affermava, infatti, di sapere tutto in qualità di “testimone oculare”; e quasi a comprovarlo appena entrati nella sua casa torinese, dopo una cena a tre in un ristorantino, ci accolse un'alzata di tamburi napoleonici che sembravano ancora ricoperti dalla polvere dell'epoca. (...)
...una volta seduti intorno a un tavolinetto quadrato, maneggiando due mazzi di carte con virtuosistica abilità, il mago ci fece assistere a una serie velocissima, prolungata ed elegantissima di trasformazioni a vista: ora il mazzo era tutto di assi di cuori, ora erano tutti re o fanti o dame. Non avevi il tempo di stupirti che già stavi dentro a un'altra mutazione. Quando attaccò il gioco di mettere una carta coperta sul tavolo e farti scegliere mentalmente una carta qualsiasi, per poi coprirla e sorprenderti con l'apparizione di quella che avevi pensato, mi tornò in mente un incidente capitato a Fellini. Curioso come sempre, il regista aveva allungato la manina per sbirciare la carta in via di trasformazione intravedendo così un magma indefinibile in atto di scomporsi e ricomporsi, un'immagine da dissolvenza incrociata che gli aveva provocato seduta stante un urto di vomito. Stavo appunto meditando di imitare Fellini, per decidere una volta per tutte quanta retta si dovesse dare a lui e a Rol, quando il cartaio avendomi letto nel pensiero mi pervenne: “Non vorrà mica fare come il suo amico...”.
Provai un brivido e da quel momento non riuscii più a pensare che a una sola cosa, tagliare la corda. L'anfitrione locale capì al volo e, congendandoci poco dopo, mi disse: “Avrei voluto farle vedere qualche altro gioco, per esempio trasferire un oggetto da una stanza all'altra, ma lei ha troppa paura”. Allontanandomi dall'antro dello stregone per le vie notturne di Torino, città magica, conclusi che come visita al pianeta dell'irrazionale l'esperienza mi sarebbe bastata a lungo. E sull'argomento, da allora, penso più che mai che abbia ragione il prestigiatore in frac di “8 ½” quando alla domanda di Mastroianni-Fellini sull'esistenza del soprannaturale, risponde enigmatico: “Qualcosa c'è”».
(Kezich, T., “Quella sera a Torino con il mago di Fellini”, Corriere della Sera, 24/09/1994, p. 17)

domenica 9 gennaio 2022

Autoritratto di fra Paolo

Ricordiamo la nascita, il 9 gennaio del pittore Augusto Mussini, a Reggio Emilia nel 1870, noto anche come fra' Paolo perchè fu una singolare personalità di frate pittore.
Questo è uno dei suoi autoritratti, visse solo fino a 48 anni e la sua pittura si dimostra molto abile nel gestire un particolare registro che mescola un lontano pre-raffaellismo con il simbolismo, il divisionismo e suggestioni Liberty.
PITTURA DEL '900
Augusto Mussini, detto fra' Paolo
(Reggio Emilia, 9 gennaio 1870 – Roma, 1º novembre 1918)
Autoritratto
1910 c.
Chiesa dei Cappuccini, Ascoli Piceno

Un altro intellettuale francese che amo fortemente l'Italia

La nobiltà decadente di Montecalvello, dimora segreta di Balthus |  Itinerari nel Lazio dei misteri
Castello di Balthus...Klossowski
Il borgo di Montecalvello è situato nel cuore della Teverina Viterbese, in quella parte della Valle del Tevere che delimita per qualche decina di chilometri il confine fra Lazio ed Umbria, Montecalvello con il Castello di Balthus, ultima dimora del pittore franco-polacco Balthasar Klossowski de Rola, celebre con il nome di Balthus... Questo grande artista, dall’animo raffinatissimo, fu definito dall’amico Federico Fellini “un signore del Rinascimento”: e la percezione di arcana bellezza che si ha in molti luoghi del Lazio, dove visse per anni, lo colpiva profondamente...Balthus fu soprattutto uno tra i più originali ed enigmatici maestri del Novecento, il primo pittore che ancora in vita ebbe il privilegio di vedere esposte le sue opere al Louvre. Ancora oggi nell’ultimo piano del Castello, in “soffitta” ci sono i colori, le terre, l’olio di lino, i pennelli lasciati lì proprio da Balthus, che ammirava dalla finestra del suo rifugio, il panorama romantico del fitto bosco di Piantorena, ove un tempo sorgeva un antico villaggio etrusco-romano.


La incantevole figlia del grande pittore
Harumi Klossowski de Rola (figlia del conte Balthazar aka Balthus)  partecipa alla festa di apertura della nuova boutique 'Blumarine' del  designer di moda italiano Anna Molinari, Avenue Montaigne a Parigi,  Francia, il

Christian Schad, 1928, Zwei Mädchen


Potrebbe essere un'illustrazione raffigurante 1 personaÈ una tela attualissima.

Vi è tutto l'abisso dello iato tra la condizione psicologica e l'impulso vitalistico che soffrì una generazione segnata dalla prima Grande Guerra e le abominazioni che covavano, come fiamme sotto la cenere, durante gli anni della repubblica di Weimar.
Si percepiscono la loro solitudine, lo straniamento, l'incapacità di esperire i valori ormai plastificati tipici di quella perdita di identità a noi così vicina.
Solo nel pube e nei suoi colori, nel gesto d'autoerotismo delle modelle vi è un atto di ribellione e di vera umanità.
Ma tutto rimane freddo, tagliente, analitico.
Eppure i simboli -tipici del realismo magico Schadiano- resistono e nella loro purezza fanno sentire tutta la loro forza eversiva e restauratrice.
Gli occhi e le mani.