mercoledì 2 settembre 2026

Il tesoro di Dongo se lo sono fregato i Partigiani

L'oro di Dongo fu sequestrato dai partigiani della 52ª Brigata Garibaldi il 27 aprile 1945, durante la cattura di Benito Mussolini e dei gerarchi fascisti in fuga sul Lago di Como. 



Il tesoro fu portato nel municipio di Dongo e inventariato da due partigiane, Giuseppina Tuissi ("Gianna") e Bianca Bosisio, sotto la supervisione del "capitano Neri" (Luigi Canali)

Negli anni successivi, figure chiave legate all'inventario (come il capitano Neri e Gianna) furono uccise in circostanze misteriose. Un processo si aprì a Padova nel 1957, ma si interruppe senza una sentenza definitiva. Come capo di stato maggiore della 52 Brigata Garibaldi, d'indole idealista e rigorosa, entrò in aperto conflitto con i vertici comunisti locali e con i servizi d'intelligence partigiani. Si oppose fermamente all'appropriazione e alla sparizione dei beni sequestrati alla colonna fascista in fuga 

Il Duce: l'uomo mandato da Dio

 il Pontefice Pio XI pronuncio a Roma il 13 febbraio 1929, in occasione del suo discorso alla Cattolica, commentando la recente firma dei Patti Lateranensi, definì Benito Mussolini come "l'uomo [...] che la Provvidenza Ci ha fatto incontrare"


Il cardinale Schuster, insediatosi come arcivescovo di Milano proprio nel 1929, mantenne  un atteggiamento di forte vicinanza e supporto formale al regime. Fu tra i più ferventi sostenitori cattolici della politica coloniale fascista. Durante la guerra d'Etiopia, definì l'opera del governo come una missione cattolica e di civiltà, benedicendo i gagliardetti neri e parlando apertamente di una cooperazione provvidenziale per la grandezza d'Italia. Definendo il Duce; l'uomo mandato da Dio.  
                            

        
Mentre il Cardinale Adeodato Piazza (Patriarca di Venezia): Arrivò a dichiarare pubblicamente che l'opera di Mussolini rispondeva a «un segno della protezione di Dio» e che il Duce agiva guidato da una dote quasi soprannaturale per il bene della nazione.

giovedì 27 agosto 2026

Fellini frequentava ambienti kremerziani, con il suo musicista Rota che conviveva con Verginelli

                                                Fellini e il musicista Rota

Federico Fellini intuì fin dall'inizio del loro rapporto professionale la profonda natura iniziatica di Nino Rota, definendolo come una sorta di "angelo" o "mago". Tuttavia, la dinamica di questo avvicinamento richiede una precisione storica: mentre Nino Rota era un membro effettivo della Fratellanza di Myriam (la scuola ermetico-alchimistica fondata da Giuliano Kremmerz), Fellini mantenne sempre un ruolo di affascinato osservatore e "compagno di indagini" spirituali, senza mai integrarsi formalmente in quegli specifici ambienti rituali.

Vinci Verginelli


mercoledì 26 agosto 2026

L'Amerigo Vespucci ha una gemella consegnata alla marina russa per compensare e danni della Seconda Guerra Mondiale

l'Amerigo Vespucci aveva una nave gemella quasi identica: il Cristoforo Colombo. Il Cristoforo Colombo fu varato nel 1928 nel cantiere navale di Castellammare di Stabia, tre anni prima della Amerigo Vespucci. Alla fine  della Seconda guerra mondiale, in base al Trattato di pace di Parigi del 1947, l'Italia dovette cedere diverse unità navali all'Unione Sovietica come risarcimento dei danni di guerra, così nel febbraio del 1949, il Cristoforo Colombo fu consegnato ai sovietici, i russi ebbero curadi ribattezzare la nave con il nome Dunai (che in russo significa Danubio) e lo usò come nave scuola dislocata nel Mar Nero, in seguito verso il 1964 la nave con le vele fu radiata e in seguito demolita



Paolo VI e il suo amore sottolineato da un famoso articolo




Fu pubblicato un articolo in cui lo scrittore francese Roger Peyrefitte mosse accuse e considerazioni sul pontefice Paolo VI fu pubblicato nell'aprile del 1976 sul settimanale italiano Tempo.L'articolo in cui lo scrittore Roger Peyrefitte accusò Papa Paolo VI di aver avuto una relazione con l'attore Paolo Carlini. Lo scrittore sosteneva che il pontefice avesse scelto il proprio nome pontificale in omaggio al presunto amante risalente agli anni milanesi.


lunedì 24 agosto 2026

la cittadina vicentina legata alla tutela protettiva del dio romano Giano patrono di Arzignano, come di Arcugnano, Verona, Genova e molte altre città del centro Italia




Secondo gli eruditi vicentini del Settecento (e alcuni studi umanistici precedenti), il nome stesso di "Arzignano" deriverebbe dal latino Arx Jani (ovvero "Rocca di Giano" o "Tempio di Giano"). Si ipotizzava che sulla spianata collinare del colle di San Matteo, o dove oggi sorge il castello scaligero, esistesse in antichità un grande tempio pagano dedicato al dio degli inizi e degli dei, il culto di San Matteo è fortemente legato al culto Giano dato che alcune chiese dedicate al santo cristiano sono nate sopra antichi templi romani del dio bifronte. L'esempio più noto è la statua a due volti di San Matteo a Salerno, che richiama l'iconografia di Giano, come a Verona la dismessa chiesa, oggi pizzeria, nei pressi di Portoni Borsari dedicata a Matteo costruita non a caso sopra un piccolo tempio, un sacello oggi ubicato sotto il livello del pavimento e tutt'ora visibile dagli avventori della pizzeria dove gli archeologi hanno sancito che era dedicato a Giano. la chiesa di San Matteo a Nocera Inferiore è stata edificata nel X secolo sopra i resti di un antico sacello o tempio romano dedicato al dio Giano

sabato 22 agosto 2026

L'altro Mussolini

Benito Mussolini intercesse ripetutamente presso il governo degli Stati Uniti per cercare di salvare la vita di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti. Le pressioni diplomatiche iniziarono concretamente tra la fine del 1921 e il 1923, intensificandosi poi in modo particolare nei mesi cruciali precedenti l'esecuzione capitale dell'agosto 1927. Nonostante i due condannati fossero anarchici dichiarati – e quindi nemici giurati del regime fascista – il capo del governo italiano si mosse sia per canali diplomatici ufficiali che per vie riservate.