A metà luglio del 1518, una donna nota come Frau Troffea uscì di casa e iniziò a ballare da sola in mezzo alla strada, in modo frenetico e senza alcuna musica. Ballò per giorni interi nonostante i piedi sanguinanti e lo sfinimento evidente. Il fatto passò alla storia come la piaga o l'epidemi del ballo del 1518, rimane uno dei pochi casi più documentati e inquietanti di coreomania, in realtà potremo parlare di isteria di massa. Nel giro di una settimana si unirono a lei circa 34 persone. Entro un mese, il numero di "ballerini" crebbe fino a coinvolgere circa 400 cittadini. Moltissimi partecipanti ballarono fino a svenire per la disidratazione e la fatica. Le cronache del tempo riportano che diverse persone morirono effettivamente a causa di attacchi cardiaci, ictus e sfinimento estremo.
Origene non sosteneva la reincarnazione nel senso classico (la trasmigrazione dell'anima in altri corpi terreni o animali per scontare delle colpe), ma credeva fermamente nella preesistenza delle anime, questo fu uno dei motivi perché non fu fatto santo nonostante sia morto dopo aver subìto una dura e lunga prigionia con pesanti torture durante le persecuzioni di Decio (253-254 d.C.), ma morì in seguito a Tiro nel 254 d.C., probabilmente a causa dei postumi delle ferite e delle privazioni, senza però essere giustiziato. Sul rifiuto di santificare Origene influí anche un altro fatto: secondo il racconto dello storico Eusebio di Cesarea nella sua Storia Ecclesiastica, Origene compì questo atto in privato, ad Alessandria d'Egitto, quando era un giovane insegnante poco più che ventenne. I motivi attribuiti furono due. Fu però elevato a Dottore della chiesa. Inoltre il pensiero di Origene (185-254 d.C.) è profondamente affine a quello di Plotino (205-270 d.C.). Entrambi i filosofi furono allievi di Ammonio Sacca ad Alessandria d'Egitto e condivisero l'intento di unire la speculazione greca classica (soprattutto platonica) con una visione spirituale e mistica della realtàhttps://luigi-pellini.blogspot.com/2026/07/il-pensiero-di-origene-profondamente.html








