mercoledì 4 novembre 2020

Le streghe della galilea

In Galilea, culla delle religioni monoteiste, è stato scoperto un sito dove era sepolta una maga Gli archeologi israeliani hanno trovato gli oggetti per i riti soprannaturali: gusci, corni e ciotole
Avevano il compito di guarire e accompagnare le anime dei defunti
Prima di diventare terra santa, il medio oriente era terra di sciamani. In quella Galilea che oggi è il fulcro dell´archeologia ebraica e biblica, dalla terra è spuntato inaspettato il più antico sciamano mai conosciuto.
Era una donna bassa e zoppa, vissuta 12mila anni fa, madre di un rito ancestrale e primitivo che si svolgeva negli stessi luoghi in cui alcune migliaia di anni più tardi i monoteismi si sarebbero affermati. Ali di aquila, corni di gazzella, crani di martora, code di bue, carapaci di tartaruga e zampe di cinghiale erano i parafernalia della maga, disposti ordinatamente attorno al suo corpo anche nella sepoltura per preservare i poteri soprannaturali nell´aldilà.
«L´aquila è l´uccello sciamanico per eccellenza, che sa guardare la luce del sole senza abbassare gli occhi. Gli altri animali sono gli spiriti aiutanti. Uno sciamano è tanto più potente quanti più ne ha accanto a sé» spiega Carla Corradi Musi, che dirige il Laboratorio di studi sullo sciamanesimo dell´università di Bologna ed è autrice di "Sciamanesimo in Eurasia".
La tomba della sciamana del 10mila avanti Cristo è stata scoperta da due archeologhe dell´Università ebraica di Gerusalemme, Leore Grosman e Anna Belfer-Cohen in uno sperone di roccia rivolto verso est, a 150 metri di altezza dal fiume Hilazon e a metà strada circa fra il Mediterraneo, che dista 14 chilometri, e il mar di Galilea.
I primi sciamani avevano il compito di guarire e accompagnare le anime dei defunti e per dispiegare tutti i loro poteri si travestivano da animali indossando ossa, pelli o penne. «Erano il punto di riferimento della comunità, il raccordo con la parte spirituale del mondo. Conoscevano l´albero genealogico della tribù ed erano anche i primi scienziati della storia. A differenza di una religione vera e propria, lo sciamanesimo aveva credenze flessibili e per esercitarlo occorreva il consenso della comunità»
Anche se stupefacenti in una terra dove l´archeologia cerca soprattutto di districarsi fra gli indizi storici contenuti nelle sacre scritture, i resti di Hilazon Tachtit non hanno però nulla di incoerente rispetto al cammino che l´umanità stava compiendo 12mila anni fa. La civiltà natufiana, oltre ad essere la prima a sposare la vita sedentaria, introdusse l´abitudine di seppellire i propri defunti accanto alle città dei vivi, adornando le tombe con gli oggetti che erano stati importanti durante la vita. "Ma l´altissima considerazione in cui gli sciamani erano tenuti nella loro società giustifica la ricchezza della sepoltura di Hilazon Tachtit, così ricca di simboli sciamanici e di oggetti, come le ciotole, usate per le guarigioni o i gusci di tartaruga, probabilmente residuo di un banchetto funebre" spiegano le archeologhe di Gerusalemme.

La grandiosità di Alatri

LE PASSEGGIATE" Tra le strade della bellezza e l'arte nascosta di Alatri |  VisitLazioSTRAORDINARIO
Durante il ritrovamento di 20.000 tavolette presso Tellhariri 2.900 A.C. in Siria, negli scavi del palazzo reale di Zimri-lim , la traduzione di una tavoletta rivela una lettera inviata dal re di Mari Shamsi-adat a suo figlio Ysmakh per informarlo dell'ottimo stato delle poderose fortificazioni di ALATRI. Il re aveva ordinato al figlio di incendiare la città di ALATRI. Ma Tabeliummanisu, che era stato ad ALATRI, gli aveva riferito che: " ALATRI è forte i suoi bastioni sono quelli antichi, è costruita su una altura i suoi bastioni sono enormi". FORSE MI SFUGGE QUALCOSA? O TANTA STORIA é DA RISCRIVERE?

domenica 25 ottobre 2020

La chiesa di Santa Maria Maggiore


La chiesa si trova a Lanciano nell’antico quartiere Civitanova. La sua costruzione risale al 1227 sulle rovine di una chiesa precedentemente eretta su un tempio di Apollo, anche se la maestosa facciata gotica è stata realizzata dal maestro lancianese Francesco Petrini nel XIV secolo.E' la chiesa più interessante della città ed uno dei monumenti più importanti dell'intero Abruzzo. Sorge all'interno dell'antico quartiere Civitanova, tra via Santa Maria Maggiore e via Garibaldi. Di architettura borgognona-cistercense, con grandioso presbiterio,fu eretta nel 1227, modificata nel sec. XIV e poi di nuovo intorno al 1540. La splendida facciata, tutta in pietra arenaria, è divisa in due parti: in quella di sinistra, alla sommità di un'ampia gradinata, si trova un magnifico portale, opera di Francesco Petrini , arricchito da eleganti colonnine e, nella lunetta, da un rilievo della crocifissione mentre, in quella di destra, che si apre al livello della strada, vi è un portale ogivale assai semplice. I lavori di restauro condotti alla fine degli anni sessanta hanno restituito all'edificio la sua immagine duecentesca, con l'eliminazione delle due navate aggiunte in periodo cinquecentesco, riportando così l'impianto da cinque navate alle tre originarie. L'interno si presenta con una navata principale separata dalle altre due da agili colonne sormontate da volte a crociera.L'abside è caratterizzato da un corpo ottagonale con quattro archi . Nella chiesa si conserva una magnifica croce, alta m.1,49, d'argento cesellato che l'orafo Nicola da Guardiagrele eseguì nel 1422 e un trittico, attribuito al bergamasco Girolamo Galizzi, con la Madonna e il Bambino tra San Nicola e San Tommaso. Sul prospetto posteriore, verso l'attuale via Garibaldi, si eleva il campanile, a pianta quadrata con quatto piani, dall'aspetto solenne ed elegante. è considerata uno dei Siti Sacri Globali....

LA CITTA' DI PELTUINUM


Un’antica città collocata su un altopiano della Piana di Navelli, intorno le montagne del Gran Sasso, del Velino-Sirente, della Majella e al centro la Via Claudia Nova costruita dall’imperatore Claudio per facilitare gli spostamenti. Peltuinum, oggi inclusa nei territori comunali di Prata d’Ansidonia (AQ) e di San Pio delle Camere (AQ), nasce in questo suggestivo scenario nel I secolo a.C. su un territorio un tempo abitato dal popolo italico dei Vestini e poi assoggettato dai Romani.I Roma edificarono la città di Peltuinum in un punto strategico: lungo un tratturo già utilizzato in epoca preromana e sopra una falda acquifera. Questi due punti di forza furono utili per sfruttarne le potenzialità agricole e per farne uno dei punti di sosta per le greggi che si spostavano verso la Puglia. Il controllo dei proventi della transumanza era d’altronde fondamentale per il popolo romano e Peltuinum fu costruita su questo pianoro a presidio degli interessi della Roma imperiale.,,, Il sito archeologico è di grande pregio...sono stati rinvenuti i resti di molte Domus romane, un tempio e le gradinate del Teatro.
I vani sono stati adattati nel medioevo quando, appunto, il tratturo coincideva con la via romana e l’antica porta veniva utilizzata per il pagamento del dazio delle greggi.
L’antica porta romana di ingresso a Peltuinum è stata, infatti, utilizzata per il dazio delle pecore, in latino ‘ansario‘ da cui è derivato ‘ansidonia‘.

sabato 24 ottobre 2020

La Basilica Cisterna di Istanbul

Nessuna descrizione della foto disponibile.La Basilica Cisterna, Yerebatan Sarnici, che in turco significa “il palazzo inghiottito” è uno dei monumenti più visitati di Istanbul. È stata costruita dall’imperatore Costantino nel IV secolo e fu poi ampliata dall’imperatore Giustiniano nel 532.
Scoperta per caso sul finire del XIX secolo la cisterna è stata sottoposta a ristrutturazione nel 1985 ed è stata aperta al pubblico solo nel settembre del 1987.
Lunga 143 metri e larga 70 metri, la Cisterna forniva acqua per il palazzo imperiale con un serbatoio di 80.000 metri cubi. Era alimentata dall’acquedotto di Valente che convogliava le acque dalle colline circostanti, si trattava di uno degli acquedotti più lunghi costruiti nel tardo periodo romano, utilizzato addirittura fino agli anni ’50 e ben visibile ancora oggi nei pressi di Aksaray per la lunghezza di 900 metri.
Il serbatoio della Cisterna oggi si presenta come un enorme spazio sotterraneo in cui trovano spazio 336 colonne alte 9 metri e distanziate l’una dall’altra di 4,90 m. I capitelli sono un misto tra gli stili Ionico e Corinzio, con alcune eccezioni rappresentate da colonne Doriche o addirittura di colonne non decorate.
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TEMPIETTI DEVOZIONALI ROMANI

Nel relitto di una nave romana naufragata tra il 19 e il 12 a.C. nei pressi di Comacchio (ce ne siamo occupati qualche giorno fa a proposito del carico di lingotti di piombo) sono stati trovati cinque templi in miniatura che avevano la funzione di oggetti di devozione.
Si tratta di tempietti che per la tecnica di lavorazione e lo stile decorativo erano destinati all’acquisto da parte di devoti per essere esposti all’interno del larario domestico, come si deduce dalla presenza dell’anello di sospensione. Erano prodotti in serie mediante la fusione di piombo argentifero e la colata in stampo degli elementi principali, montati infine con punti di saldatura o a incastro.
Riproducono esempi generici di tempio su podio con colonnine ioniche, con piedi a forma di zampa di leone. La realizzazione effettuata con cura riproduce sulle pareti e sui tetti gli elementi caratteristici della propaganda politica di Augusto: il SIDUS IULIUS, la cometa che è attestata su Roma alle idi di marzo del 44 a.C., giorno della morte di Cesare, i trofei delle vittorie in Gallia, l’ibis, l’uccello simbolo dell’Egitto sottomesso a Roma.
I tempietti sono muniti di porte apribili e mostrano Venere, progenitrice della famiglia Giulia, ritratta assieme a Priapo o con un trofeo di armi, e Mercurio con una borsa di monete, identificato spesso con Augusto.
Il relitto da cui provengono è quello della nave di Valle Ponti, attualmente in restauro, il cui carico è esposto al MUSEO DELTA ANTICO di Comacchio.

venerdì 23 ottobre 2020