domenica 19 luglio 2026

Il pensiero di Origene profondamente affine a quello di Plotino

Origene non sosteneva la reincarnazione nel senso classico (la trasmigrazione dell'anima in altri


 corpi terreni o animali per scontare delle colpe), ma credeva fermamente nella preesistenza delle anime, questo fu uno dei motivi  perché non fu fatto santo nonostante sia morto dopo aver subìto una dura e lunga prigionia con pesanti torture durante le persecuzioni di Decio (253-254 d.C.), ma morì in seguito a Tiro nel 254 d.C., probabilmente a causa dei postumi delle ferite e delle privazioni, senza però essere giustiziato. Sul rifiuto di santificare Origene influí anche un altro fatto: secondo il racconto dello storico Eusebio di Cesarea nella sua Storia Ecclesiastica, Origene compì questo atto in privato, ad Alessandria d'Egitto, quando era un giovane insegnante poco più che ventenne. I motivi attribuiti furono due. Fu però elevato a Dottore della chiesa. Inoltre il pensiero di Origene (185-254 d.C.) è profondamente affine a quello di Plotino (205-270 d.C.). Entrambi i filosofi furono allievi di Ammonio Sacca ad Alessandria d'Egitto e condivisero l'intento di unire la speculazione greca classica (soprattutto platonica) con una visione spirituale e mistica della realtà

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