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Kothon di Mozia presenta notevoli similitudini con il santuario termale di San Casciano ai Bagni, poiché entrambi i siti archeologici hanno rivoluzionato la comprensione dell'uso dell'acqua sacra nel mondo antico.Ecco i punti di contatto principali emersi dalle recenti ricerche archeologiche:
Da Porto a Piscina Sacra (Il cambio di paradigma): Per decenni, il Kothon di Mozia (il bacino artificiale fenicio) è stato considerato un porto o un bacino di carenaggio. Studi recenti condotti dall'Università di Roma "La Sapienza" (diretti da Lorenzo Nigro e in continuità con Sebastiano Tusa) lo hanno reinterpretato come una piscina sacra (o tempio dell'acqua) collegata a un santuario, dedicata al culto di Baal.
- Ruolo dell'Acqua Dolce: Analogamente al Bagno Grande di San Casciano, dove le acque calde termali erano centrali per il santuario etrusco-romano, anche il Kothon di Mozia era un bacino alimentato da acque dolci e sorgive (non salate, nonostante la posizione nella laguna dello Stagnone) destinato a rituali.Santuario e Culto: Entrambi i luoghi erano centri di culto e cura: Mozia focalizzata sulla sacralità dell'acqua nel contesto fenicio, San Casciano su quello etrusco-romano. Il Kothon è circondato da templi e segnacoli.Contesto Sacro e votivo: A San Casciano la scoperta eccezionale è stata il deposito votivo di bronzi (statue e organi anatomici). Anche a Mozia, l'area del Kothon era un luogo di sacrificio e offerte, e l'area è considerata un "specchio delle stelle" come il calderone per osservare il cielo


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