sabato 20 luglio 2013

FISICA QUANTISTICA E BUDDISMO

FISICA QUANTISTICA E BUDDISMO Vi sono molte analogie tra i principi alla base della meccanica quantistica e la filosofia buddista (e induista),uno di questi afferma che non si può studiare un sistema prescindendo dall’osservatore. L’oggetto non puòessere isolato dal resto del mondo e la sua osservazione modifica l’oggetto stesso. Non possiamo affermareche un sistema esista fino a che non l’osserviamo, questo processo fa collassare la funzione d’onda nellostato in cui noi lo vediamo. In parole povere è l’osservatore che crea la realtà che osserva e questa dipendedal modo in cui egli sceglie di osservare. Nel Buddismo vi è il concetto di Maya, tutto è illusorio e la realtàultima la si può percepire ponendosi in uno stato di profonda meditazione. Quando si cambia il modo diosservare un oggetto allora cambia anche l’oggetto stesso. Alcuni fisici credono che queste analogie abbiano un significato molto profondo, qualcosa in laboratoriodimostra sperimentalmente che i veggenti del passato avevano ragione, che esiste una realtà spirituale. Enon solo in laboratorio, i computer, la TV e altri congegni vengono costruiti usando la meccanica quantistica.Per quanto mi riguarda non voglio schierarmi a favore o contro questa affermazione. Bisogna anche dire cheesiste un ristretto numero di teorici che cercano modelli alternativi più vicini alla fisica classica per spiegarequesti strani fenomeni, ma il fatto è che la fisica moderna funziona. Come tutte le teorie ha dei limiti diapplicabilità e non si può dire che sia completa, anzi fa a botte con la relatività di Einstein. Certamente infuturo ci sarà un’altra teoria che sostituirà sia la relatività sia la meccanica quantistica, ma a quel punto chene penseranno i buddisti?Isidoro. Vedi anchehttps://www.facebook.com/pages/Isidoro/364433583577659