lunedì 31 marzo 2025

Mitreo Barberini




Barberini Mithraeum; un gioiello nascosto nel centro storico di Roma, Italia.
Mithraeum è stato scoperto per caso nel 1936 nei sotterranei della Palazzina Savorgnan di Brazzà, nel giardino sul retro di Palazzo Barberini, ed è uno dei luoghi meglio conservati dedicati al dio Mitra a Roma.
Proprio in virtù del suo stato di conservazione, rappresenta una preziosa documentazione del culto misterioso di origine iraniana particolarmente diffuso tra le legioni romane del Medio e Tardo Impero.
All'epoca aperto solo ai fedeli di Mitra, il piccolo edificio sotterraneo risale al III secolo anche se riutilizzava gli edifici precedenti del II secolo d.C.
Si compone di una lunga sala rettangolare (di circa 11 metri x 6) coperta da volta a botte, e presenta una complessa ed interessante decorazione affrescata che a Roma presenta confronti solo con il contemporaneo Mithraeum di Santa Prisca.
Sulla parete posteriore, dieci piccole tavole votive collocate intorno ai segni zodiacali fanno luce sulla storia e sulle imprese sacre di Mitra con le personificazioni di Sol (il Sole) e Luna (la Luna).
L'attenzione converge sulla scena centrale del taurobolium, una rara scena di iniziazione dove Mitra, affiancato come al solito da Cautes e Cautopates, uccide ritualmente il toro.
Due panchine (la cosiddetta praesepia) sono disposte lungo i lati della sala: qui gli iniziati probabilmente sedevano durante le cerimonie segrete e il sacro banchetto celebrato in memoria del pasto consumato da Mitra insieme al dio Sole.

domenica 30 marzo 2025

Bacco e il Vesuvio




Affresco dal Larario della Casa del Centenario dell'antica Pompei. I sec dC.
Museo Archeologico Nazionale di Napoli
Bacco sotto forma di grappolo d' uva regge un tirso.
A destra il Vesuvio ricoperto di filari di viti,
in quanto era ritenuto una montagna
In basso il serpente Agatodemone, considerato portatore di buoni auspici..

sabato 29 marzo 2025

Scendere è facile e il risalire quasi impossibile, solo per gli Heroi

Scendere agli Inferi è facile: la porta di Dite è aperta notte e giorno; ma risalire i gradini e tornare a vedere il cielo, qui l'opera, qui la vera fatica.

Facilis descensus Averno: noctes atque dies patet atri ianua Ditis sed revocare gradum superasque evadere ad auras, hoc opus, hic labor est.
Virgilio, Eneide VI, 126-129
Dite era un antica divinità latina, corrispondente al greco Ade.
Nell’ambito delle genealogie della mitologia greca, Dite fu detto figlio di Saturno e di Ops e fatto signore, insieme con Proserpina, del mondo sotterraneo e dei tesori che la Terra cela. In suo onore si celebravano in Roma i giochi secolari.
Immagine: Pietra votiva a Dis Pater e a Proserpina.
Museo archeologico romanico-germanico, Colonia.

venerdì 28 marzo 2025

Battiato esoterico

 "La musica per me non è altro che l’impossibilità a trattenere il mio senso di meraviglia nei confronti del mistero e del miracoloso che ci circonda...la musica ha un potere incredibile, terapeutico, e... nella sua espressione più elevata essa conduce al silenzio, ma un silenzio che vibra, che danza, che canta, non il silenzio dei cimiteri. (...)

Le mie canzoni piacciono a intellettuali e analfabeti, bambini e adulti, perché offrono una doppia chiave di lettura. Per tutti e per nessuno, come diceva Nietzsche del suo Così parlò Zarathustra; in superficie favola, in profondità viaggio nel pensiero cosmico."
Franco Battiato, All'essenza, 2025 (postumo)


Le acropoli di Arezzo e Verona accomunate da sitazioni simili, in entrambi i casi: luoghi ipogei dedicati a culti antichi misterici



                                                 Arezzo la fortezza di san donato costruita sopra l'acropoli

Un luogo legato a culti misterici, dove si officiavano riti di una antica religione, siamo sotto la parte più elevata di Arezzo, il colle di San Donato, dove nell’antichità c’era l’acropoli, all'interno mosaici, are, nicchie e ossa. Una somiglianza con il colle di San Pietro a Verona

 L'antica acropoli di Verona dove sopra è stata costruita la caserma austriaca, attorno  e sotto di essa tutta una serie di luoghi usati per officiare nell'antichità culti pagani



Prima la Grande Madre Mediterranea

 

Prima di Roma, prima della Grecia, prima ancora delle piramidi... a Malta si innalzavano templi di pietra dedicati al mistero.


𝙂̲𝙜̲𝙖̲𝙣̲𝙩̲𝙞̲𝙟̲𝙖̲, 𝙃̲𝙖̲ġ̲𝙖̲𝙧̲ 𝙌̲𝙞̲𝙢̲ e 𝙈̲𝙣̲𝙖̲𝙟̲𝙙̲𝙧̲𝙖̲ sono tra i più antichi complessi megalitici dell’umanità. Costruiti tra il 3600 e il 2500 a.C., furono eretti da una civiltà di cui non conosciamo né il nome né la lingua, ma che lasciò dietro di sé un’eredità straordinaria di architettura, culto e simboli legati alla fertilità e al cosmo.
Alcuni dei templi sono allineati con precisione ai solstizi e agli equinozi, suggerendo conoscenze astronomiche raffinate. Al loro interno sono stati trovati altari, statue votive femminili, bassorilievi con spirali e animali sacri. Un mondo arcaico, profondamente connesso con il ciclo della natura.
Ġgantija, sull’isola di Gozo, deve il nome alla leggenda secondo cui sarebbe stata costruita dai giganti. Le sue mura monumentali raggiungono i 6 metri di altezza.
Ħaġar Qim e Mnajdra, affacciati sul Mediterraneo, si aprono in spazi curvilinei e asimmetrici, come uteri di pietra destinati al sacro.


Visitare questi luoghi significa entrare in una dimensione senza tempo, dove l’uomo ha parlato agli dèi con la pietra prima ancora di farlo con la parola scritta.
Templi megalitici di Malta (Ġgantija – Gozo | Ħaġar Qim e Mnajdra – isola di Malta)
@ggantijaofficial e @hagarqim_mnajdra on IG

giovedì 27 marzo 2025

Il poco conosciuto santuario

Nascosto tra i canneti e l’acqua che affiora dalla terra, 𝗖𝗹𝗮𝗿𝗼𝘀 custodisce la voce sommersa di Apollo.


La parola Claros significa attrazione o terra nella lingua ellenica, ma la sua origine originale si dice provenga dalla parola luvia Kalara, che significa "costa" o "molo".

Il santuario di Claros funzionava come Centro di Conoscenza, dalla sua fondazione nel XIII secolo a.C. fino al suo abbandono con la diffusione del cristianesimo nel IV secolo d.C. Non è mai stata una città indipendente, si è sempre sviluppata sotto Colofone. Nell'antichità, il dio Apollo aveva 3 centri di divinazione. Delfi in Grecia, il Tempio di Apollo a Didima e Claros a Didim. Per questo motivo, Claros è un santuario e centro di divinazione molto importante.
Pochi oggi conoscono il nome di Claros, ma in età ellenistica e romana era uno dei più importanti santuari oracolari del Mediterraneo, al pari di Delfi e Didyma.
Qui, nella Ionia meridionale, il dio Apollo parlava attraverso i suoi profeti: non donne, come a Delfi, ma uomini, spesso presi in trance dall’acqua sacra sotterranea che ancora oggi emerge nei resti del tempio.
Il vaticinio avveniva in modo enigmatico, immerso nel buio, mentre il supplice attendeva la risposta in versi. Secondo Tacito, anche l’imperatore Germanico si recò a Claros in cerca di verità.
Un oracolo dimenticato, ma potente: non aperto al popolo, ma riservato a pochi.
Il tempio monumentale, costruito in epoca ellenistica, era affiancato da un santuario sotterraneo e da un colonnato ionico, oggi parzialmente sommerso. La presenza dell’acqua era parte del rito, della purificazione e dell’attesa.
Visitare Claros oggi è come entrare in una soglia perduta, dove natura e sacro si intrecciano in silenzio.