Proprio in virtù del suo stato di conservazione, rappresenta una preziosa documentazione del culto misterioso di origine iraniana particolarmente diffuso tra le legioni romane del Medio e Tardo Impero.
All'epoca aperto solo ai fedeli di Mitra, il piccolo edificio sotterraneo risale al III secolo anche se riutilizzava gli edifici precedenti del II secolo d.C.
Si compone di una lunga sala rettangolare (di circa 11 metri x 6) coperta da volta a botte, e presenta una complessa ed interessante decorazione affrescata che a Roma presenta confronti solo con il contemporaneo Mithraeum di Santa Prisca.
Sulla parete posteriore, dieci piccole tavole votive collocate intorno ai segni zodiacali fanno luce sulla storia e sulle imprese sacre di Mitra con le personificazioni di Sol (il Sole) e Luna (la Luna).
L'attenzione converge sulla scena centrale del taurobolium, una rara scena di iniziazione dove Mitra, affiancato come al solito da Cautes e Cautopates, uccide ritualmente il toro.
Due panchine (la cosiddetta praesepia) sono disposte lungo i lati della sala: qui gli iniziati probabilmente sedevano durante le cerimonie segrete e il sacro banchetto celebrato in memoria del pasto consumato da Mitra insieme al dio Sole.
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