Sotto Firenze si nasconde una vera e propria città sotterranea fatta di gallerie, cunicoli e serbatoi monumentali.
A metà del XIX secolo Firenze deve affrontare il problema dell'incremento e della qualità delle acque sorgive e del fiume Arno.
L’approvvigionamento idrico della città consisteva nell’acquedotto mediceo (secc. XVI-XVII, con aggiornamenti nel corso del XVIII sec) e soprattutto dai pozzi urbani, con gravi problemi igienico-sanitari.
L’acquedotto fu inaugurato nel giugno del 1877 con grandi festeggiamenti: sull’Arno ci furono barche illuminate da fiaccole, sui lungarni suonò la musica della banda militare e migliaia di fiorentini si misero in fila per vedere quest’opera di ingegneria idraulica e gli impianti (versando 25 centesimi devoluti per pagare il soggiorno al mare dei bambini meno abbienti).
Un’opera lungimirante che ancora sopravvive e che ancora porta acqua nelle case dei fiorentini attraverso alcune infrastrutture fondamentali come i serbatoi di Carraia e del Pellegrino.
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