domenica 22 settembre 2019

Santa prudenziana

Nella splendida campagna di Visciano sorge la chiesa di Santa Pudenziana che rappresenta uno degli edifici romanici più interessanti del territorio narnese. Le visite all’interno della chiesa sono gratuite e si effettuano la domenica pomeriggio fino al mese di settembre > https://bit.ly/2mrA7OB
Fotografia da Instagram di valentinaphotograph
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sabato 21 settembre 2019

Igea ed Esculapio a Palermo


Igiea, figlia di Asclepio ( o Esculapio ) e di Epione (o Lampezia), è la dea della salute e dell'igiene. Nella religione greca e romana, il culto di Igiea è associato strettamente a quello del padre Asclepio, tutelando in questo modo l'intero stato di salute dell'individuo. Igiea viene invocata per prevenire malattie e danni fisici; Asclepio per la cura delle malattie e il ristabilimento della salute persa.
La celebre Villa Igiea, il cui nome integro è Igea Salutis Dea, sorge sulle rovine di un antico tempio panormitano, quello dedicato alla dea Igiea. L'area dell'acquasanta fu assai frequentata dai sacerdoti fenici, i quali utilizzando le acque sulfuree che naturalmente lì scorrono scacciavano i mali che colpivano gli uomini. L'utilizzo di tali aree a scopi terapeutici continuò nei vari periodi a seguire. Questo lascia presagire la diffusione che i culti esculapidei ebbero in questa zona di Palermo tanto che il quartiere mantenne il nome di acquasanta.
Sebbene il Tempio di Igiea sia costruzione ottocentesca, questo esplica il dio di un luogo legato ad aspetti terapeutici. Tutt'oggi nell'area è presente uno dei più importanti poli ospedalieri palermitani.

Immagine: Tempio di Igiea all'acquasanta, Palermo.

La disperata resistenza dei pagani

Lidia Storoni Mazzolani, ricostruendo l'incontro di Sant'Agostino con i pagani, propone all'attenzione e alla riflessione un problema storiograficamente trascurato e assai spesso sottovalutato, ma di fondamentale importanza nella storia occidentale quello dello scontro fra cristianesimo e paganesimo nei secoli della decadenza dell'Impero romano quando tutti, pagani e cristiani conoscevano l'angoscia di vivere in un mondo In cui erano crollate certezze che sembravano incrollabili, e in cui la ricerca di nuovi valori era condizione della sopravvivenza sia individuale sia politica.
A partire dall'atteggiamento di Agostino verso i pagani, Lidia Storoni Mazzolani pone nella sua interezza, il problema di una società che a ben vedere, nonostante il cristianesimo fosse ormai religione ufficiale, era rimasta pagana in misura assai maggiore di quanto si sia soliti credere.
Le costituzioni imperiali non consentono molti dubbi in proposito. La loro lettura conferma che il paganesimo, come del resto è ovvio non scompare da un giorno all'altro: gli antichi culti continuarono ad essere praticati e la durezza della repressione imperiale sta a testimoniare della loro vivacità e della loro pericolosità.
Da un canto c'era chi accusava il cristianesimo di essere la causa principale della decadenza di Roma, dall'altra chi credeva che esso fosse la sola possibilità di riscatto collettivo. Agostino fu appunto colui che propose Cristo come fondatore della «nuova città», come risposta a tutti gli interrogativi dell'epoca, leggendo il suo messaggio in chiave non solo religiosa ma anche e soprattutto politica. Nessuna meraviglia, quindi, che Agostino pensasse che il paganesimo dovesse essere annientato. E nessuna meraviglia che la stessa cosa pensasse il potere imperiale, che da tempo tentava di imporre con la forza del diritto la nuova religione. Già nel 331 Costanzo aveva ordinato che contro «la demenza dei sacrifici» si applicassero le «pene adeguate» stabilite da suo padre Costantino. Nel 346 si stabilì più esplicitamente che chi osava compiere sacrifici fosse abbattuto «con la spada vendicatrice» Ma evidentemente la minaccia della pur definitiva sanzione non fu sufficiente: la pena di morte venne ribadita del 385, il divieto dei sacrifici venne riconfermato nel 392 e nel 399. Il 9 aprile del 399 Arcadio, Onorio e Teodosio stabilirono che «i pagani che sussistono, benché ormai riteniamo che non ve ne siano siano, tenuti a freno dal rigore delle leggi già promulgate». Ma evidentemente i pagani sussistevano. Due mesi dopo 18 giugno gli stessi imperatori furono costretti a ripetere «i pagani che tuttora esistono se colti nell'atto di compiere sacrifici benché passibili della pena capitale siano costretti alla confisca dei beni e all'esilio». Dietro le scarne disposizioni di legge si coglie la disperata «resistenza» pagana al tentativo di imporre il culto di Stato e i principi della mora le cristiana reprimendo ferocemente ogni comportamento contrario ai nuovi precetti. E a dimostrarlo basterà un esempio la durissima repressione dell omosessualità maschile tradizionalmente consentita e largamente praticata a Roma, colpita a partire da una costituzione di Costanzo e Costante del 342 da pene severissime come la castrazione e la vivicombustione comminate in nome della «natura» e di Dio che voleva il sesso limitato al solo rapporto eterosessuale in funzione procreativa.
Il libro di Lidia Storoni Mazzolani propone alla riflessione un problema fondamentale nonostante le ricerche di Brown, nonostante gli studi raccolti da Arnaldo Momigliano con il titolo Il conflitto tra paganesimo e cristianesimo nel secolo IV nonostante un libro come Paganism in the Roman Empire di MacMullen . Esiste tuttora una lacuna storiografica una zona d'ombra nella quale è difficile cogliere le condizioni che da un tanto consentirono a una fede umile nata fra i poveri di conquistare le maggiori personalità dell'epoca e dall'altro tennero in vita la credenza in divinità antiche che non promettevano né resurrezione né immortalità ma continuarono ad essere adorate ad onta dei rischi che «la demenza del culto».

(archivio Unità)



venerdì 20 settembre 2019

Il prototipo primo di tutte le Ville Venete, ancora pressoché intatta!


La Madre delle VILLE VENETE
Risalente agli inizi del XV secolo,
Villa Dal Verme è una delle poche Ville Venete di quel periodo sopravvissute fino ad oggi senza eccessive modifiche. L'edificio si trova appena fuori Agugliaro (VI), non lontano dalla strada per Vò sul canale Liona ed è talvolta definita dagli studiosi
"la Madre di tutte le Ville Venete"


giovedì 19 settembre 2019

Il messaggero o angelo degli Dei olimpi

" [Hermes] è par excellence il potere archetipico dell'acausalità e della sincronicità. Impariamo a guadagnare e a perdere, perchè questa è la via di Hermes ed era ciò che sperimentavano gli iniziati di Eleusi. Sono Hermes e la coscienza ermetica che possono aiutare Persefone a ritornare nel mondo dei vivi. Questo tipo di coscienza [una coscienza ermetica] è radicata nella consapevolezza del corpo e della materia : è la coscienza che deriva dall'inconscio somatico, i cui processi, come quello che corrisponde a Demetra, venivano ripercorsi dagli iniziati eleusini ".
Nathan Schwartz-Salant

Pratiche romane affini con la meditazione, ovvero uno dei tanti punti in comune fra Oriente e Occidente

"Otium è lo spazio della nostra vita che noi dobbiamo riservare alla coltivazione dello spirito."
Sandro Consolato

L'acropoli di Verona l'attuale poggio di Castel San Pietro


Il complesso del Colle di San Pietro fu costruito sotto Augusto Imperatore era similare ai sacrari Italici come Palestrina, Ercole Vincitore di Tivoli, Pitrabbondnate ecc, lo stesso altare della Patria fu costruito su quella idea greco romana. Certo il tempo scorre, ma non sappiamo ancora se la Caserma austriaca costruita sopra la chiesa che a sua volta era stata costruita sul tempio, sia un contenitore o un contenuto, non si sono mai fatti scavi adeguati in tutta l'area, il luogo è disseminato di reperti di ogni genere: i francesi hanno solo minato e distrutto le strutture prima di darre il colle agli austriaci in occasione del trattato di Lunelville. Il complesso è stato svenduto o barattato dalla giunta Zanotto e ancora oggi tutto è in altomare nel mezzo è capitato anche un incendio (doloso colposo?). Il colle di San Pietro è il cuore della città e tale deve rimanere e la proprietà doveva rimanere al comune!......Nel contesto il Santuario dell Madonna di Lourdes rimane un obbrobrio che rovina il paesaggio, disturbando anche l'acropoli alterando uno dei luoghi più belli non di Verona, ma al mondo!