Un'ombra pesa sul grande umanista sapiente non che prete-medico-filosofo, parlo: di Marsilio Ficino che avrebbe portato il giovane studioso Pico della Mirandola dotato di una memoria prodigiosa.
Odio e vendetta erano sentimenti diffusi anche presso gli illustri accademici neoplatonici che attorniavano Cosimo il Vecchio. Esiste una lettera che il giovane Pico scrisse proprio a Marsilio Ficino poco tempo prima di morire prematuramente, in questo scritto il giovane Pico accusa apertamente il più anziano filosofo neoplatonico di utilizzare la magia e le arti esoteriche unicamente per trarne vantaggi personali in termini politicie e di potere, avvertendo duramente il Ficino che se non avesse cessato tale sfruttamento si sarebbe ritrovato ben presto accusato da lui stesso (Pico) e da Poliziano. A breve tempo dalla stesura della missiva ebbe a morire all'eta di 40 anni Poliziano e neanche due mesi dopo lo stesso Pico muore nel suo trentunesimo anno.
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