venerdì 7 febbraio 2020

La Chiesa di San Pietro ad Oratorium

Una chiesa fondata da Re Desiderio
La Chiesa di San Pietro ad Oratorium si trova nei pressi di Capestrano, immersa in un bosco sulla riva sinistra del fiume Tirino, in un luogo particolarmente silenzioso e suggestivo. Sopra l'architrave del portale campeggia una scritta millenaria che narra delle sue origini, essa cita "a rege desiderio fundata anno milleno centeno renovata" , sicuramente il re longobardo più famoso del cristianesimo, avendo lasciato tracce in molti altri angoli italiani. Secondo la tradizione il sovrano longobardo avrebbe donato terreno e chiesa all'abate Attalo.
L'anno della fondazione, il 752, è stato ricavato non solo dal periodo di reggenza di Desiderio, ma anche dai documenti della Cronica Vulturnese che attestano il possedimento della chiesa ai monaci benedettini di San Vincenzo al Volturno su concessione del papa Stefano II.
Atto insolito l'aver voluto ricordare il fondatore ben 4 secoli dopo con una scritta, periodo in cui assunse la forma romanica che possiamo osservare ancora oggi. Durante i secoli la chiesa venne protetta e privilegiata da imperatori e papi del calibro di Carlo Magno e Pipino e dalla famiglia dei Medici di Firenze. L'epigrafe fu posizionata da Papa Pasquale II che riconsacrò la pieve per l'occasione.
Le fasi architettoniche risultano essere dunque due, la prima longobarda (VIII secolo) di cui sono rimasti i bassorilievi con motivi ad intreccio sopra il portale tipici dell'arte longobarda e la seconda romanica (XII secolo), ben visibile con i suoi risvolti decorativi e strutturali.
L'elemento più enigmatico dell'edificio, situato a sinistra del portale, è il "Quadrato di Sator", una scritta palindroma, può infatti essere letta da sinistra a destra e da destra vestro sinistra, dall'alto al basso e dal basso all'alto. Presente anche in altri luoghi antichi, essa cita le parole "rotas opera tenet arepo sator"Sotto il ciborio è presente un antichissimo altare pagano che presenta ancora i segni delle bruciature dei sacrifici, proveniente da un tempio posto sicuramente nelle vicinanze. Nella muratura esterna infatti, è stato inserito materiale di recupero con epigrafi romane riprese da luoghi di culto e di sepoltura pagani, probabilmente luogo in cui oggi si trova edificata la stessa chiesa. Una chiesetta riservata, quasi anonima e non collocata direttemente su viali di passaggio, conserva diversi piccoli enigmi. Un sator capovolto, una rappresentazione dell'Apocalisse priva di colori, un antico sogno di un Re e un altare pagano che ancora conserva le tracce di antichi sacrifici. Tutti particolari che a prima vista potrebbero non attirare l'attenzione, ma che nell'insieme costituiscono un compendio di enigmi che rendono questo luogo, proprio per le sue particolarità, unico nel suo genere.


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