lunedì 13 aprile 2015

L'animale totemico che indicò la terra sacra dove approdò Enea: la scrofa a Isola Porca Rizza

Una scrofa d'acciaio sul rondò
Omaggio al paese di un tempo
L'opera di 110 chili troneggia sulla rotatoria di via Muselle a Isola Rizza e richiama l'allevamento di suini praticato in zona sin dal '500
Risultati immagini per Il monumento in acciaio alla scrofa a isola rizza

ISOLA RIZZA. Una scrofa d'acciaio per riscoprire l'antico simbolo del paese. In occasione delle feste natalizie, Luca Bortolaso, promotore finanziario originario di Verona, ha riservato al Comune in cui risiede da otto anni un dono particolare: una scultura che riproduce un suino a grandezza naturale. L'opera è stata inaugurata alla vigilia di Natale dal vicesindaco Enrico Pasqualini sulla rotonda di via Muselle, all'uscita della superstrada per chi raggiunge il centro da Verona. 
In paese le decorazioni più o meno eccentriche dei rondò non sono una novità. Nelle scorse settimane, infatti, su un'altra rotatoria, quella di via Salvo d'Acquisto, erano state piantate alcune palme in stile «hawaiano» da un privato. Alla vegetazione tropicale è stata poi aggiunta una lapide in marmo, con stemma e nome dell'abitato, pagata dal Comune 9.500 euro. Sono stati invece elargiti totalmente dal promotore finanziario 58enne i seimila euro necessari per la costruzione e la posa del monumento che immortala il maiale. La molla che ha fatto scattare nel professionista il desiderio di riscoprire e valorizzare la scrofa, un tempo animale-simbolo del piccolo centro della Bassa, è stata la riconoscenza maturata dallo stesso donatore nei confronti del paese in cui risiede dal 2005. «Io e mia moglie», evidenzia Bortolaso, «lavoriamo a Verona: nonostante ciò ad Isola Rizza ci troviamo proprio bene. Così ho pensato di sdebitarmi con la comunità che ci ha accolto regalando l'opera che riproduce la femmina di maiale». 
La scultura, del peso di 110 chilogrammi, è stata realizzata dall'artigiano villafranchese Ivo Adami, che l'ha costruita saldando tra loro diverse lamiere di acciaio «corten». La lavorazione è avvenuta poi nella fonderia artistica «Brustolin» di Verona, la stessa che si occuperà del ripristino della statua di Giulietta nel capoluogo scaligero. «Il monumento», evidenzia Bortolaso, «si ispira all'antico nome del paese, che era appunto Isola Porcarizza». Tra le varie ipotesi formulate dagli storici sull'origine del nome dell'abitato, mutato in Isola Rizza con regio decreto del 1872, c'è appunto quella che si richiama all'allevamento dei maiali. Difatti, la scrofa con in bocca un fascio di spighe di riso è tuttora visibile ai piedi del campanile parrocchiale, in uno stemma del 1535 ripreso negli anni Trenta del secolo scorso dal Comune per disegnare lo stemma municipale. 
«Quello che mi piace di quest'opera», aggiunge Bortolaso, «è che sembra sorridere indicando il paese». La statua, lunga due metri e 20 centimetri ed alta un metro e 10, è collocata su un piedistallo di pietra del peso di una tonnellata e mezzo. Per il modello della scrofa, Bortolaso e lo scultore Adami si sono avvalsi della consulenza del vicesindaco Enrico Pasqualini. «Io stesso», prosegue il promotore finanziario, «ho consegnato ad Adami un vero di fascio di spighe di riso sul quale poi è stato realizzato il calco per la fusione in bronzo di questo particolare». «La scrofa è un simbolo che va riproposto e non dimenticato», rimarca il professionista, «perché è parte della storia di questa comunità». Secondo Bortolaso, infine, il suino sfruttato come simbolo della località potrebbe far da volano all'economia isolana. «Nella Bassa Parmense», conclude il promotore finanziario, «hanno addirittura ideato una Pork Fest, interamente dedicata alle pietanze a base di maiale. Durante un'edizione recente della manifestazione ho conosciuto il sindaco di Polesine Parmense: sarebbe entusiasta di gemellare il suo Comune con quello di Isola Rizza».
Fabio Tomelleri
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