martedì 8 settembre 2015

Poesia di Odysseas Elytis nobel e figlio di un produttore di sapone....

Dignum Est [Gloria]
E' cosa buona e giusta la luce e la prima
preghiera dell'uomo incisa nella pietra
la forza dentro il bruto che guida il sole
la pianta che cinguettò e ne uscì il giorno
La costa dove di tuffa ed erge il collo
un cavallo di pietra cavalcato dal mare
le innumerevoli piccole voci turchine
la grande bianca testa di Poseidone
I venti àuguri che officiano
che sollevano il mare come una Theotokos
che soffiano e accendono le arance
che fischiano sui monti e giungono
Gli imberbi novizi della burrasca
i corrieri che hanno percorso le miglia celesti
i figli di Ermes col petaso adunco
e col caduceo di nero fumo
Il Maestrale, il Levante, il Garbino
il Ponente, il Grecale, lo Scirocco
la Tramontana, l'Austro.
E' cosa buona e giusta il tavolo di legno
il vino biondo segnato dal sole
i giochi dell'acqua sul tetto
l'albero frondoso che nell'angolo adempie il suo sacro ufficio
Le scogliere e le onde mano nella mano
un'impronta che la sapienza ha composto nella sabbia
una cicala che da sola ne ha accordate altre migliaia
la coscienza splendente come un'estate
Le isole con il minio e la polvere nera
le isole con il rocchio di qualche Zeus
le isole con i porticcioli solitari
le isole che bevono le azzurre sorgenti vulcaniche
Col meltémi orzandole al contro-fiocco
col garbino scapolandole con la barra alla banda
spumeggianti per quanto son lunghe
di fiori color malva e di girasoli
Sifanto, Amorgo, Alonisso
Taso, Itaca, Santorini
Coo, Io, Sicandro
E' cosa buona e giusta che sul pilastro di pietra
di fronte al mare sosti Mirtò
come un bell'otto o come un orcio
col cappello di paglia del sole in una mano
Il mezzogiorno bianco e poroso
una piuma di sonno volitante
l'oro spento dentro i portali
e il cavallo rosso che ha preso la fuga
E' cosa buona e giusta quando si festeggia
la memoria dei santi Quirico e Giulita
che un prodigio divampi nelle aie nei cieli
che sacerdoti ed uccelli cantino il salve:
Salve, o Riarsa e salve, o Verdeggiante
salve, o Impenitente con la spada prodiera
Salve a te, al cui tocco svaniscono le piaghe
salve a te che ti svegli ed avvengono i prodigi
Salve, o Selvaggia del paradiso degli abissi
salve, o Santa della solitudine delle isole
Salve, o Madre dei sogni, salve, o Marittima
salve, o Portatrice di Ancora e Quinquestellata
Salve a te, che indori il vento con i capelli sciolti
salve a te, che con la bella favella domi il demone
Salve a te che appronti i Libri degli uffici degli Orti
salve a te che cingi la cintura del Serpentario
Salve, infallibile e venerabile schermitrice
salve, o profetica e dedàlea
E’ COSA BUONA E GIUSTA la terra che esala
un odore sulfureo di fulmine
l’abisso della montagna dove fioriscono
i morti fiori del domani
Una notte di Giugno senza vento
gelsomini e gonne nella campagna
la lucciola delle stelle che ascende
l’istante di gioia prima del pianto
Le fanciulle verzura dell’utopia
le fanciulle Pleiadi ingannate
le fanciulle Vasi dei Misteri
quelli pieni fino all’orlo e quelli senza fondo
Quelle acerbe nell’ombra eppure miracoli
quelle inscritte nella luce eppure tenebra
quelle che ruotano come fari su se stesse
quelle che si pascono di sole e quelle chi si tingono di luna
Ersi, Mirtò, Marina
Elena, Rossana, Fotinì
Anna, Alessandra, Cinzia
E’ COSA BUONA E GIUSTA la lacrima innocente
che spunta lenta sugli occhi belli
dei ragazzi che si tengono per mano
dei ragazzi che si guardano senza parlarsi
Il balbettio degli amori sopra gli scogli
un faro che ha lenito un dolore secolare
il grillo ostinato come il rimorso
e il manto solitario nel gelo mattutino
E’ COSA BUONA E GIUSTA la mano che ritorna
da un odioso omicidio e ora sa
qual è in verità il cosmo che sovrasta
quale l’ « ora » e quale il « sempre » del cosmo
ORA il selvatico del mirto ora il frastuono del Maggio
SEMPRE l’estrema consapevolezza sempre la piena luce
ORA ora l’illusione e la simulazione del sonno
SEMPRE sempre la ragione e la Carena siderale
ORA la nuvola agitata dei lepidotteri
SEMPRE la luce dei misteri che aleggia intorno
SEMPRE la statua della Giustizia e il grande Occhio
ORA l’involucro della Terra e l’ Arbitrio
SEMPRE l’alimento dell’ Anima e la quintessenza
ORA l’irrimediabile opacità della Luna
SEMPRE lo splendore oro-azzurro della Via Lattea ORA la confusione dei popoli e il nero Numero
ORA l’umiliazione degli Dei Ora la cenere dell’Uomo
Ora ora il nulla
E Sempre il cosmo, il piccolo, il Grande !
Odysseas Elytis

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