Gli scrittori latini descrivono "mundus" a Roma, ubicati in luoghi e in tempi diversi. Le fonti citano:
- Il Mundus di fondazione (Palatino): la fossa circolare scavata da Romolo, Tito Livio.
- Il Mundus Cereris (Foro Romano/Comizio): il punto di contatto con l'Oltretomba, Plutarco.
La confusione nasce dagli stessi autori antichi, che a volte consideravano queste due cavità come un'unica entità.
- Il Mundus di Romolo (sul Palatino,la fossa circolare scavata da Romolo,da 'Ab Urbe Condita' di Tito Livio): Associato alla fondazione di Roma. Gli storici come Ovidiocollocano la fossa sacra originaria sul Palatino, nei pressi dell'area poi occupata dal Tempio di Apollo. Qui Romolo depose le primizie e la terra portata dai coloni, per poi chiuderla con il lapis manalis (una pietra sacra). [1]
- Il Mundus Cereris (nel Foro Romano, il punto di contatto con l'Oltretomba, riportato da Plutarco. : Lo scrittore, riportato da Plutarco, I sec. d.C.) descrive invece il mundussituato nel Comizio del Foro Romano, spesso sovrapponendolo alla fossa primordiale di Romolo. Questo luogo fungeva da "ombelico" della città (chiamato anche Umbilicus Urbis). Secondo Festo e Macrobio, era dedicato a Cerere e agli Dei Mani ed era l'unico punto di contatto tra il regno dei vivi e l'Ade. Il rito prevedeva che la fossa rimanesse chiusa tutto l'anno e venisse scoperchiata solennemente solo in tre date specifiche (dies mundus patet): il 24 agosto, il 5 ottobre e l'8 novembre.
- Qualcosa di simile è riportato anche nei riti del Giappone antico. Nel Giappone antico, i riti di fondazione e la creazione di tumuli funerari (kofun) prevedevano lo scavo di fosse rituali e l'uso di pali sacri, come quando viene investito lo stesso imperatore. Questi elementi presentano profonde analogie con il mundus romano, concepito come un ombelico cosmico che univa il mondo dei vivi a quello divino e sotterraneo
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