Federico Fellini intuì fin dall'inizio del loro rapporto professionale la profonda natura iniziatica di Nino Rota, definendolo come una sorta di "angelo" o "mago". Tuttavia, la dinamica di questo avvicinamento richiede una precisione storica: mentre Nino Rota era un membro effettivo della Fratellanza di Myriam (la scuola ermetico-alchimistica fondata da Giuliano Kremmerz), Fellini mantenne sempre un ruolo di affascinato osservatore e "compagno di indagini" spirituali, senza mai integrarsi formalmente in quegli specifici ambienti rituali.
Vinci Verginelli


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