sabato 28 febbraio 2026

Le profezie di Nostradamus e i fatti bellicosi odierni

Le previsioni attribuite a Nostradamus per il 2026 preannunciano 
un anno di forte instabilità globale, caratterizzato da crisi economiche (la "moneta diventerà cenere"), intensi conflitti geopolitici e disastri ambientali, inclusi presunti "fuochi dal cielo". Le interpretazioni delle quartine suggeriscono un declino dell'Occidente, nuove tecnologie minacciose e il potenziale avvento di una "terza guerra mondiale



Profezie di Nostradamus interpretate per il 2025-2026
Le interpretazioni moderne delle quartine di Nostradamus per il biennio 2025-2026 prefigurano un periodo di forte instabilità:
  • Conflitti Globali e Guerra di 7 Mesi: Alcuni analisti dei testi di Nostradamus interpretano quartine relative a "sette mesi di grande guerra" come un riferimento a un conflitto globale o a un inasprimento del conflitto in corso, citando città come Rouen ed Evreux.
  • Declino dell'Occidente e tensioni geopolitiche: Si legge nelle previsioni la possibilità di un ulteriore indebolimento del blocco occidentale, con scenari che coinvolgono tensioni in Medio Oriente (Iran) e il ruolo di figure politiche come Donald Trump o Vladimir Putin, descritti meta-foricamente nelle profezie.
  • Crisi Economica: Le interpretazioni indicano "la moneta diventerà cenere", suggerendo una possibile forte crisi economica o una svalutazione delle valute attuali.
  • Disastri Naturali e "la terra si ribellerà": Nostradamus preannuncia un aumento di fenomeni climatici estremi, terremoti e inondazioni, interpretati come la "terra che si ribella".
  • La fine del Conflitto in Ucraina: Alcune letture suggeriscono che l'esaurimento delle risorse porterà a una conclusione o a una svolta nel conflitto Russia-Ucraina

Un paese senza autorevolezza

Crosetto bloccato a Dubai.  “È la prova che non contiamo nulla” 


l ministro della Difesa era andato a prendere la famiglia ieri sera con un volo civile. Da Israele agli Emirati, oltre 58mila italiani nell’area

Cosa sta succedendo sopratutto a Sigonella?

......Sigonella è soprattutto una piattaforma di intelligence. Droni a lunga autonomia e velivoli di pattugliamento marittimo permettono di monitorare rotte navali, movimenti militari, traffico energetico. In un conflitto con Teheran, il Mediterraneo diventerebbe immediatamente un corridoio sensibile: navi iraniane, milizie alleate, movimenti indiretti.....


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......Non si tratta quindi di bombardare da Sigonella, ma di sapere. E nella guerra contemporanea sapere è potere.La differenza tra “ospitare” e “partecipare” può essere sottile quando missili e droni cominciano a volare.

Sigonella non è la chiave della guerra contro l’Iran, ma è uno dei cardini del sistema occidentale nel Mediterraneo. Non è indispensabile, ma è estremamente utile. Non è un simbolo, è un ingranaggio. E negli ingranaggi della guerra moderna, ciò che sembra periferico spesso è ciò che permette alla macchina di funzionare.

In geopolitica, la Sicilia non è mai stata un’isola. È una piattaforma. E nelle fasi di tensione tra Washington, Tel Aviv e Teheran, quella piattaforma torna inevitabilmente al centro della scena...... Da https://it.insideover.com/guerra/israele-usa-iran-se-torna-in-scena-sigonella.html

Povera Italia come sempre la Cenerentola d'Europa

In base alle notizie di fine febbraio 2026, l'Italia non è stata preavvisata dell'attacco condotto da Stati Uniti e Israele contro l'Iran, venendone a conoscenza solo dopo l'inizio delle operazioni militari


Il governo italiano ha confermato che nessun aereo americano è partito da basi italiane e ha preso le distanze dal coinvolgimento diretto. Siamo però considerati una portaerei Americana.

Come quando gli Usa hanno bombardato Belgrado, dove il premier Dalema venne avvertito il giorno seguente anche se gli aerei sono partiti da aereoporti italiani come Villafranca


venerdì 27 febbraio 2026

Speriamo che il buon senso prevalga

 Se gli Stati Uniti attaccheranno l'Iran, la Cina sarà coinvolta e l'intervento americano può estendersi anche al mediterraneo, le tante basi americane dislocate nel nostro paese sono in massima allerta! 


giovedì 26 febbraio 2026

Il miracolo del Panteon di Roma, che fu trasformato maldestramente in chiesa cristiana

Nel 1757, a Roma, due porte di bronzo cominciarono a “stringersi” come se si stessero chiudendo da sole.
E nessuno immaginava che, provando ad aggiustarle, avrebbero spezzato un meccanismo perfetto da quasi diciassette secoli.
Quelle porte sono quelle del Pantheon.
Da 1.642 anni, si aprivano e si richiudevano come se il loro peso non contasse. Erano state installate attorno al 115 d.C., durante la grande ricostruzione voluta dall’imperatore Adriano. Due ante di bronzo massiccio: ognuna alta 7,53 metri e larga 2,3. Ognuna con un peso di circa 8,5 tonnellate. Insieme, diciassette tonnellate.
Eppure, per quasi mille e settecento anni, si muovevano con una facilità che sembra una bugia.
Non c’erano cerniere nel senso moderno. Le porte ruotavano su perni di bronzo: uno infisso nella soglia, in basso, e uno incastrato nell’architrave, in alto. Il segreto non era la forza, ma l’equilibrio. Una distribuzione dei pesi così precisa che, nonostante la massa, l’anta scivolava con un movimento morbido.



Era ingegneria romana allo stato puro: niente trucchi vistosi, solo calcoli e fine regolazione.
Si diceva che persino un bambino potesse aprirle. E che un anziano potesse richiuderle senza sforzo.
Poi arrivò il 1757.
Qualcosa cominciò a non tornare. Le porte sembravano “incastrarsi”. Non si muovevano più con la stessa fluidità. Le autorità cittadine decisero che era tempo di intervenire: si doveva riparare il sistema di rotazione, sostituire i perni e le piastre di regolazione.
Chiamarono artigiani esperti. I migliori disponibili, almeno così si credeva. Dovevano rimettere in ordine ciò che i Romani avevano costruito e mantenuto quasi senza manutenzione per secoli.
Ma c’era un problema, invisibile e letale: i Romani conoscevano quel bilanciamento come si conosce un respiro. Sapevano che bastava un millimetro spostato male per cambiare tutto.
Gli artigiani del Settecento no.
Il giorno dei lavori, iniziarono a smontare i perni.
La porta, privata del suo supporto rotante progettato con una precisione quasi incredibile, fece quello che fa sempre una massa quando perde il suo punto d’equilibrio: si mosse.
Non un po’. Non “lentamente”.
Si spostò di colpo.
La distribuzione del peso cambiò, l’anta cedette e cadde.
Nel caos, tra grida e metallo che colpisce il suolo, qualcuno finì sotto.
E in quell’istante Roma capì che non stava riparando un pezzo di bronzo.
Stava giocando con un miracolo tecnico.
—
— la porta fu rimessa in piedi, ma non tornò mai più “come prima”: e per 241 anni il Pantheon restò con un’anta bloccata.
Dopo l’incidente, gli artigiani riuscirono a reinstallare le porte con una fatica enorme. Ma quando il lavoro finì, la magia era sparita. L’anta sinistra si apriva solo in parte. Quella destra rimase praticamente immobile. Il meccanismo antico, che per diciassette secoli aveva funzionato senza sforzo, era stato compromesso.
Le autorità provarono, riprovarono, chiamarono altri. Nessuno riusciva a capire come restituire alle porte la loro leggerezza. Alla fine si arresero. Dal 1757 al 1998, i visitatori entrarono attraverso un varco ridotto: una porta appena socchiusa, l’altra ferma come pietra.
 la soluzione che sbloccò il meccanismo fu sorprendentemente semplice: l'uso del sapone 
Ricordo che il papa Bonifacio IV consacrò il Pantheon come chiesa cristiana (Basilica di Santa Maria ad Martyres) il 13 maggio del 609 o 610 d.C., per santificare la casa degli Dei e trasformarla in chiesa cristiana furono portati, dalle catacombe al Pantheon, 
28 carri colmi di ossa di martiri.

mercoledì 25 febbraio 2026

Le vergognose parole di Sant'Agostino

 Sant'Agostino con queste  parole giustifica la fine di Roma in maniera vergognosa:"la caduta di Roma e il meritato volere di Dio". 



Ricordiamoci però le parole di Petrarca, quasi una risposta: "se non ci fosse stato Costantino l'armonia di Roma sarebbe continuata ancora"