domenica 6 ottobre 2024
venerdì 4 ottobre 2024
Il corteo dei Magi, o del Concilio di Firenze
Benozzo Gozzoli di Lese di Sandro, nasce a Scandicci il 4 ottobre del 1420.
La Cappella dei Magi è un bellissimo manifesto ai Medici, alla potenza che la loro famiglia ha in quel preciso momento storico, nel corteo vediamo personaggi che in quel momento avevano peso nella Italia dei Cento Ducati! In questo corteo, ufficialmente dei Magi, nella realtà si tratta del corteo di Papa Piccolomini, diretto a Mantova, siamo nel 1458. In quella città si deciderà della crociata contro i turchi ormai minacciosi. L’occasione di riprendere il corteo fu il passaggio papale a Firenze e con lui i principi che vi si unirono. Un corteo di filosofi italiani e bizantini segue gli importanti personaggi quali sono i principi di Milano e Rimini, Galeazzo Sforza e Sigismondo Malatesta, ambedue imparentati con i Paleologi di Bisanzio, tra loro ritratti dei Medici dello stesso Benozzo Gozzoli e di Giovanni VIII Paleologo. Siamo alla metà dell’anno 400 e Benozzo allievo del Beato Angelico non ci fa mancare nulla in quanto a bellezza formale, descrizione dei personaggi, precisione dei dettagli. L’arte rinascimentale è tutta qui
L'abazzia di Cluny che salvò la Chiesa di Roma
In odor di paganesimo
"A bello, peste et fame libera nos domine.."
Recitano così le rogazioni, le antiche preghiere propiziatorie per le seminagioni. Fulmine tempesta, peste, fame e guerra queste erano le paure dell’uomo antico, da cui Dio doveva proteggere. Paure violente, connesse strettamente alla morte e dipendenti, il più delle volte, dalla potenza della natura; paure però, prevedibili ed in qualche modo arginabili e risolvibili, attraverso misure di difesa.
giovedì 3 ottobre 2024
Ludovico Lazzarelli
Determinante nel pensiero di Lazzarelli sarà l'incontro con Giovanni Mercurio Da Correggio, l'illuminato profeta ermetico, al quale molti autori dell'epoca facevano riferimento ed al quale era attribuita una conoscenza assoluta su tutto ciò che riguardasse il sapere umano. De Correggio lo inizierà alle conoscenze ermetiche ed anche ad un tipo di vita ascetica e gnostica. Per Lazzarelli fu un vero e proprio maestro mistico, a lui dedicherà i testi del codice di Viterbo, trattati che parlano delle corrispondenze tra poesia, filosofia e teologia. La venerazione per De Correggio sara' tale da portare il poeta, nell'opera 'epistola di Noch', a descriverlo come il redentore, in quest'opera, infatti, egli descrive la venuta a roma di Da Correggio e della sua processione nella domenica delle palme, qui il De Correggio è mistificato a tal punto proprio da sembrare il Cristo in terra. L'acquisto di alcune stampe dei tarocchi di Mantegna fornì al L. lo stimolo per la composizione dei due libri De gentilium deorum imaginibus, poemetto di carattere mitologico-astrologico. I due codici sono dedicati a Federico di Montefeltro, ma possibilmente anche a Borso d'Este. A quanto pare, all'interno del testo il nome di Borso è sistematicamente sostituito con quello di Federico e i passi relativi sono adattati al nuovo dedicatario. . L'opera amplifica la consuetudine di "appropriare", nel gioco praticato a corte, dei versi alle carte, secondo il modello dei tarocchi boiardeschi. Nel primo libro sono presentate e descritte, in successione, le sfere celesti, dalla Prima causa alla Luna, con l'aggiunta di un carme conclusivo dedicato alla Musica come prodotto delle sfere celesti. Dei pianeti, identificati con gli dei antichi, sono descritte le immagini, indicate le rispettive domus , sinteticamente narrati i principali miti che hanno come protagonista il dio eponimo, fornite essenziali notizie astronomiche e illustrati gli influssi astrologici. Il secondo libro presenta le immagini della Poesia, di Apollo e delle nove Muse, di Pallade, Giunone, Nettuno, Plutone e, infine, della Vittoria.. In quest'opera e' evidente la voglia di far riscoprire antiche divinità ed antichi culti, questo mette in evidenza come, in realtà, dietro quelle che apparivano semplici carte, si potesse nascondere un culto ed una sapienza antica e magica, anche in questo caso, lazzarelli tende ad unire il cristianesimo con le culture egizie e pagane.
L'Ara Cubica della Selva di Malano
Posta nell’area boschiva tra i comuni di Soriano nel Cimino e Bomarzo, in un’area interessante per la presenza della suggestiva e misteriosa Piramide e per i cosiddetti “Sassi del Predicatore”, la Selva di Malano conserva un artefatto che alcuni pensano (ma sono solo suggestioni) possa avere 4-5.000 anni: l’𝗔𝗿𝗮 𝗖𝘂𝗯𝗶𝗰𝗮.
Si tratta (forse) di un altare scolpito e sagomato direttamente su un unico blocco di pietra che gli fa da basamento. Non ci sono ne iscrizioni, ne altri indizi su cui fondare una spiegazione per l’uso di questo misterioso monolite che incuriosisce coloro che passeggiano per i boschi da molti molti anni e che aggiunge un tono di fascino misterioso all’intera area che dal Bosco alla Piramide, fino agli altari e le tombe romane, suggerisce un luogo abitato e amato fin dai tempi più remoti.
martedì 1 ottobre 2024
L'ETERNA NASCITA
DA MEISTER ECKHART, I SERMONI, A CURA DI MARCO VANNINI, MILANO, 2002, pp. 627-638.
“L'anima deve mantenersi completamente pura, nobile, raccolta in se stessa nell'interiorità, non dispersa con i cinque sensi nella molteplicità delle creature, ma del tutto interiore e raccolta in quel
che ha di più puro: questo è il luogo proprio e ogni altro più modesto le è estraneo [...] Ogni perfezione che può giungere
all'anima, sia illuminazione divina, grazia, santità, deve necessariamente pervenirvi con questa nascita: non c'è
altro modo. Abbi cura solo di questa nascita in te e diverrà tuo ogni bene, ogni consolazione, ogni gioia, ogni essenza e verità. […] Essa soltanto ti porta all'essere; ogni altra cosa va in rovina. In questa nascita tu diventi partecipe dell'operazione divina e di tutti i suoi doni. […] Questa nascita eterna appartiene all'immagine originaria
dell'anima, è propriamente sua e avviene in essa, compiuta dal Padre nel fondo dell'anima, nella sua parte più intima"
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