martedì 23 luglio 2024

Divinazioni e giochi

 Sono in pochi a sapere che i dadi sono tra le prime forme di divinazione mai esistita al mondo. Pur essendo di origine asiatica si sono distribuiti in tutti i popoli, da prima erano fatti di ossa o di cuoio e si chiamavano 'astragali'. Tutti i popoli li hanno usati e per tutti avevano il potere di predire il futuro o per lo meno di guidare l'uomo verso una via sicura. Con i dadi si poteva comunicare con gli dei e addirittura parlare con i defunti. Il loro potere veniva dai numeri che vi erano contenuti nelle loro facce, I quali, a loro volta erano considerati da tutti i popoli della terra , delle energie superiori capaci di influenzare l'uomo, di prevedere gli eventi, per molti popoli i dadi erano addirittura proprieta' delle divinità' stesse. Quindi i dadi, in quanto contenitore dei sacri numeri, erano considerati al pari degli dei..... qualcuno che veniva dal mondo esoterico e divinatorio volle estrarre tutta l'essenza divina dei dadi, dargli vita nel domino.



lunedì 22 luglio 2024

Il mistero della vita

Questo oggetto, conservato al British Museum, è il più antico reperto conosciuto che raffigura un rapporto sessuale. Fu scoperto in una grotta vicino a Betlemme nel 1933 e si pensa che fosse utilizzato nei riti della fertilità dai Natufiani, che vissero in Medio Oriente intorno al 10.000 a.C. La celebrazione perfetta del mistero della nascita della vita, di tutto ciò che è vivo e vitale, senza orpelli giustificativi di sorta, senza giudizi morali. Si intravede chiaramente l'androginia del divino, del principio stesso dell'esistenza. Quante inutili speculazioni intellettuali, travestite da mistero religioso, in seguito. Se P. W. Zapffe diceva che la coscienza è un incidente doveva avere le sue ragioni.



L'epitafio di Jean Cocteau

Je reste avec vous



UN CADUCEO-KERYKEION DI HERMES DA SEGESTA


Parte terminale in bronzo di un caduceo/kerykeion (bastone dell'araldo) – da Segesta, Sicilia, Italia - inizi V secolo a.C. – Dallas Museum of Art, Texas, Usa


Una coppia di serpenti intrecciati sormonta tipicamente il caduceo di Hermes, il messaggero degli dei. Le teste dei serpenti sono articolate con dettagli particolarmente fini.
Il kerykeion greco (caduceo latino) appare nell'arte del primo periodo arcaico il più delle volte come il personale di Hermes, messaggero degli dei e guida sia per i mortali che per gli immortali. A volte è tenuto da Iris, un altro messaggero degli dei (solitamente Era), o da Nike, che in questo contesto funge da araldo della vittoria. L'origine del kerykeion non è chiara, ma potrebbe avere origine nell'antico Vicino Oriente. Nella sua qualità di guida, Hermes era il protettore dei viaggiatori e dei mercanti, nonché il protettore dei ladri che li predavano. Su questo bastone, due serpenti in bilico araldicamente sono uniti in un cappio sorretto da un capitello ionico e da un abaco sottile. I serpenti hanno la barba nella tipica moda greca arcaica, e i loro occhi sono stati perforati per ricevere un intarsio (ora perduto) presumibilmente di un materiale diverso dal bronzo. Le scaglie dei serpenti e delle spirali sul capitello ionico sono state rese da un punzone in file parallele dalla base della testa all'inizio del cappio, che non è decorato. La parte inferiore del capitello ha un foro in cui è stata collocata una lunga asta. Il residuo di ferro ossidato alla base del cappio indica che l'asta potrebbe essere stata fatta di ferro. Gli esempi in bronzo del kerykeion sono spesso decorati con teste di serpente, e nelle rappresentazioni successive il bastone è talvolta raffigurato con serpenti avvolti su di esso. Questi possono essere fantasiosi derivati artistici di nastri, che occasionalmente adornano il kerykeion. Tuttavia, il serpente era considerato un comunicatore tra i vivi ei morti perché trascorre il tempo alla luce del sole e sottoterra. In questo contesto, i rettili fanno un ornamento appropriato al personale di Hermes, poiché nella sua qualità di Psychopompos (guida delle anime) ha scortato le ombre dei mortali morti dal mondo dei vivi al regno dell'Ade. Un certo numero di kerykeia in bronzo sono stati trovati in Magna Grecia, tuttavia questo esempio è riferito da Segesta, in Sicilia.

Monachesimo ed antico Egitto

E a sua volta da dove proviene il monachesimo? Dall'Egitto dai Padri del deserto che hanno attinto dai coopti eredi della teologia egizia.........


domenica 21 luglio 2024

Pieve di San Pietro a Groppina

 Il mio ricordo della interessantissima chiesa romanica di Gropina (Pieve di San Pietro,) foto del 1990 , cercata e trovata durante uno dei viaggi che dedicammo a particolari itinerari d'arte italiani suggeriti da Elémire Zolla! Qualche campanilista (oggi tanto di moda) mette in evidenza che è arte lombarda-longobarda e non romanica, ignorando o volendo ignorare che "romanico" non vuol dire romano ma romano-barbarico, linguaggio architettonico che comprende tra le più belle chiese del nostro Medio Evo. Questa è davvero molto primitiva ma ricca di simbologia strepitosa tra cui sirene bifide e pure una sorta di Braphometto, come potrete vedere tra le immagini. Allego anche una scheda di wikipedia.



sabato 20 luglio 2024

L'Artemision

 Il tempio di Artemide o Artemísion era un tempio ionico che sorgeva a Efeso in Asia Minore ed era considerato una delle sette meraviglie del mondo antico. L'edificio sacro sorse a partire dalla seconda metà dell'VIII o del secondo quarto del VII secolo a.C., quando venne eretto un periptero con cella in pietra. Questo primo tempio venne ricostruito verso la fine del VII secolo a.C. di dimensioni maggiori, ma in forma di una cella priva di tetto e non più circondata da un colonnato. Nel 580-560 a.C. venne costruita una grande struttura in asse con il tempio, interpretato in origine come un secondo tempio ("Hekatompedos") e più recentemente come un altare monumentale.


Il tempio venne distrutto il 21 luglio 356 da un certo Erostrato, che motivò il suo folle gesto con la volontà di essere ricordato nei secoli. Si racconta che l'Artemision bruciò la stessa notte in cui la regina Olimpiade di Macedonia partorì suo figlio Alessandro e che la dea Artemide fosse troppo occupata ad assistere alla nascita del futuro conquistatore per salvare il proprio tempio dal fuoco. Al di là delle leggende è certo che lo stesso Alessandro Magno quando nel 334 a.C. si trovò a passare da Efeso nel corso della sua campagna in Asia propose agli abitanti di finanziarne la ricostruzione. Tuttavia gli efesini rifiutarono.
La ricostruzione, finanziata dalle donazioni dei cittadini, fu completata nella prima metà del III secolo a.C. secondo gli Atti degli Apostoli nei primi decenni del I secolo d.C. San Paolo visitò la città di Efeso durante uno dei suoi numerosi viaggi missionari entrando in polemica con i mercanti che vendevano statuette di Artemide.
Con la progressiva diffusione della nuova fede cristiana il tempio cadde in rovina e i suoi marmi furono reimpiegati per la costruzione della chiesa di San Giovanni a Efeso e della basilica di Santa Sofia a Costantinopoli.