lunedì 16 ottobre 2023

Prima che si costruisse la Basilica costantiniana di San Pietro sui resti del Circo di Caligola


 

Dei innalzati a stelle

 "Perché i dèi delle genti maggiori di Grecia convengono con quelli dell'Oriente: che portati in Grecia da' fenici, furono coi nomi dei dèi della Grecia innalzati alle stelle erranti [i.e. i pianeti n.d.r.]; onde lo stesso dee dirsi dei dèi de' fenici medesimi, e resta intendersi il medesimo dei dèi degli egizi. Dipoi questi stessi dèi, sbalzati in cielo, essendo stati portati da Grecia in Italia, vi furono disegnati coi nomi de' dèi del Lazio. Onde si dimostra che gli stessi principi ebbero le genti latine che i greci, i fenici, gli egizi e i popoli d'Oriente. Altronde, i dèi furono con isconcia situazione allogati alle stelle erranti, che agli occhi naturali sono più insigni, e nel lume e nel moto, delle fisse, alle quali furono allogati gli eroi, perché l'erranti dovettero essere osservate prima delle fisse: onde l'età degli dèi fu prima dell'età degli eroi, e la poesia divina nacque innanzi l'eroica, come certamente Esiodo fu innanzi di Omero."

G. Vico, "Scienza nuova", libro V, capo 7


domenica 15 ottobre 2023

Cippo trovato sotto il Lapis Niger

 Cippo trovato sotto il sacelletto del Lapis Niger scritto in Latino arcaico con andatura bustrofedica. Filippo Coarelli, riferendosi ad un passo di Pompeo Festo, ritiene che il Niger Lapis fosse stato messo li "per indicare un luogo funesto dove sarebbe avvenuta la morte di Romolo" Quanto al significato dell'iscrizione, scartando la possibilità di poterla tradurre interamente propone il significato della sola prima riga "Chiunque violerà questo luogo sia consacrato agli dèi inferi". Secondo il Dumezil, invece il significato complessivo potrebbe essere "L'Augure Re comanda al suo Araldo che tragga dal giogo....affinché il Re Augure possa transitare". Il Dumezil è convinto che si riferisca allo Iuges Auspicium, che P. Festo così definisce: "Lo Iuges Auspicium" avviene quando un animale da giogo ,ha fatto i suoi escrementi". Sempre il Dumezil, prendendo in esame il brano, si rifà all'avvertimento di Cicerone, Augure egli stesso che, raccomanda a ogni proprietario di bestie aggiogate che, liberi dal giogo i suoi "iuncta iumenta" nel caso vengano ad incontrarsi con gli Auguri nell'esercizio delle loro funzioni.



giovedì 12 ottobre 2023

L'uomo oggi è scentrato

 “Perché cercate tra i morti Colui che è vivo?”

Queste parole, di là da ogni riferimento religioso, ci sembra che inquadrino bene un certo mondo “tradizionalista”. Si cerca nelle forme del passato, ciò che in realtà è vivo, oggi. La Tradizione fluisce celata ai nostri occhi, ma non sarà un astratto intellettualismo, né una passione archeologica a rivelarcela.
È necessaria una iniziativa interiore, che ci permetta di spostare la coscienza dalla testa al cuore. Qui, di là dalla foresta delle emozioni, ha sede la mente profonda, quell’intelletto d’Amore di cui parla Dante. Nel centro cardiaco si realizza il collegamento tra terra e cielo, tra immanente e trascendente, ed è possibile realizzare il contatto vivente col sovramondo, con quella “influenza superiore” che un tempo poteva essere trasmessa dall’esterno. Quando la coscienza ritrova la sua sede nel cuore, dissolvendosi ogni dualità, si ha l’accesso ad una percezione sottile dell’Universo, senza la quale l’insegnamento degli antichi testi resta lettera morta e spesso confusa.
Un tempo l’uomo era naturalmente centrato nel cuore, era l’età dell’oro. Questa condizione originaria, però, doveva andare perduta, affinché potesse sorgere l’autocoscienza. È necessario, infatti, che il sole tramonti affinché le stelle possano apparire nel cielo. Allora la coscienza si spostò nella testa, nel regno del pensiero dialettico ed astratto. Ma è nel cuore che deve tornare per restaurare la perfezione perduta: in sé, ma non solo per sé.
[D.L. IlCervoBiancoRivista]


Saramago

 𝑱𝒐𝒔𝒆̀ 𝑺𝒂𝒓𝒂𝒎𝒂𝒈𝒐 - 𝑨 𝒄𝒐𝒔𝒂 𝒔𝒆𝒓𝒗𝒆 𝒍𝒂 𝒍𝒆𝒕𝒕𝒆𝒓𝒂𝒕𝒖𝒓𝒂?

A niente, - risponde Saramago - prenda le opere letterarie più notevoli, quelle occidentali, se vuole, le più vicine a noi; prenda quelle che hanno messo il dito nelle piaghe delle miserie umane, quelle che con maggior acume e forza ci hanno avvertiti sul pericolo che rappresenta la nostra presenza umana per il mondo in cui viviamo, prenda le tragedie di Sofocle, la Commedia di Dante, il Don Chisciotte, i drammi e le tragedie di Shakespeare, i romanzi di Kafka, Tolstoi, Dostoievski, Musil, Camus, Sartre, quelle che vuole, e sarà d’accordo con me che nessuna di queste opere – nemmeno tutte loro insieme - sono riuscite a cambiare una virgola nella storia della barbarie umana.
– 𝑽𝒂 𝒃𝒆𝒏𝒆, 𝑺𝒊𝒈𝒏𝒐𝒓 𝑺𝒂𝒓𝒂𝒎𝒂𝒈𝒐. 𝑸𝒖𝒊𝒏𝒅𝒊 𝒍𝒆𝒊, 𝒑𝒆𝒓𝒄𝒉𝒆́ 𝒔𝒄𝒓𝒊𝒗𝒆?
– Questo è un altro paio di maniche. Sebbene sia vero che la letteratura non è mai servita a cambiare il corso della nostra storia, e in questo senso non nutro alcuna speranza nei suoi confronti, a me è servita per amare di più i miei cani, per essere un miglior vicino di casa, per curare i miei alberi, per non buttare la spazzatura in strada, per amare di più mia moglie e i miei amici, per essere meno crudele e invidioso, per capire meglio questa cosa tanto strana che siamo noi uomini.
(Dalla pagina di M.Fernández)



Le Enneadi

 Il messaggio profondo delle Enneadi è legato alla trascendenza e alla natura spirituale dell'anima. Leggere le Enneadi significa vivere un'esperienza interiore finalizzata al recupero e all'autorealizzazione dell'essere, l'eliminazione dell'effimero e la conquista dell'essenza di sé


a di sé.

martedì 10 ottobre 2023

La religiosità delle origini dai testi cuneiformi

 "Dai testi cuneiformi ci giungono tradizioni che suscitano qualche perplessità, ma che alludono chiaramente allo stesso 'evento' [la caduta di Fetonte]. Ad esempio, 'il cocchio elamitico, senza sedile, porta il cadavere di Enmesharra. I cavalli che vi sono attaccati sono il demone di morte di Zu [Zu = Abzu]. Il re ritto sul carro è il re-eroe, il Signore Ninurta'. Il traduttore Erich Ebeling non lascia dubbi sul fatto che il 'cocchio elamitico' sia identico alla costellazione 'Carro di Enmesharra', identificata dagli specialisti di astronomia babilonese nelle stelle b e z Tauri. Ora, questo Enmesharra ha un nome eloquente: En.ME.SHARRA è 'Signore di tutti i me', ossia 'Signore delle norme e misure', detto anche 'Signore dell'Ordine del Mondo', 'Signore dell'Universo' = Ea', e, si noti bene, 'colui che ha peso nel mondo infero', nonché 'il sovrano del mondo infero'."

G. de Santillana - H. von Dechend, "Il mulino di Amleto"
*da notare che nel MUL.APIN Enmesharra, definito "un oscuro antenato di Enlil", è identificato con la costellazione di Perseo, il cui nome è stato associato all'akkadico parshu = misura. L'atto del tagliare con la harpe falcata la testa della Gorgone (al contempo la costellazione della Vergine e la luna) sembra richiamare l'evirazione di Urano da parte di Kronos e la chiusura di un'era del mondo.