mercoledì 9 agosto 2023

L'immersione degli idoli indù



Ricordi dell acqua...
Bivas Bhattacharjee, Scheletri di Dee.
L'immersione degli idoli indù nei luoghi idrici dopo le cerimonie è parte integrante della vita culturale in Bengala. Gli idoli sono costruiti con paglia, lolla di riso e corde di juta, tenuti insieme con fango raccolto dalle rive del fiume. Quando i livelli dell'acqua scendono in estate, il fango viene recuperato dalle acque e gli idoli scheletrici emergono come questi in un canale nelle zone rurali del Bengala occidentale.

lunedì 7 agosto 2023

Un quadro di difficile interpretazione



Al Museo di Capodimonte di Napoli (primo piano, sala 5) è conservato uno dei dipinti più discussi, di quelli che affascinano i clipeologi e gli appassionati di teorie non convenzionali. Si tratta della Fondazione della Basilica di Santa Maria Maggiore, opera di Tommaso Di Cristoforo Fino, alias Masolino da Panicale. Il quadro rappresenta in cielo una serie di dischi di difficile interpretazione.

L'antico ponte di Terracina


I

L PONTE DEL DIAVOLO A LA FIORA
Alto circa 7 Mt presumibilmente del II sec d. C.
I piloni sono in opera quadrata, la parte superiore dall'impostazione dell'arco fino allo speco è in opera mista ( reticolato e fasce di laterizio). Era parte integrante dell'acquedotto romano che convogliava le acque provenienti dall'Amaseno.
L'acquedotto doveva essere opera di notevole impegno idraulico : era progettato sulla lunghezza di 52 km e seguiva le sinuosità dei Monti Ausoni, li aggirava incidendone i fianchi, scavalcava Valli e Gole a Ruderi di Sibilla, al Frasso, alla Fiora a Pozzo Sant'Antonio e infine, dopo aver attraversato la zona ora occupata dal convento di San Domenico, giungeva presso la Rocca Traversa per rifornire il castello di distribuzione in vicolo della Rota.
Il nome "Ponte del Diavolo" è stato accostato ad altri ponti in diversi Paesi: soltanto a Terracina ne esistono due! sovente furono così definiti poiché le loro strutture erano ritenute talmente complesse e ardite che la loro realizzazione fosse stata resa possibile solamente per mezzo di un artificio del diavolo, dando così adito a numerose leggende. Altri ritengono che la conoscenza per costruire questo tipo di ponte, sia dovuta ad un dono da parte del Diavolo, per via di un patto tra esso e la popolazione locale, in cambio delle loro anime. La maggior parte di questi ponti ad arco sono stati realizzati in pietra o in muratura, segnano un traguardo significativo nell'architettura antica.
Sotto al ponte, in bassorilievo, è ben visibile un simbolo fallico.
Nell'antichità, infatti, simboli del genere erano un'espressione per invocare buona fortuna: I passanti, infatti, erano invitati a toccare il fallo per scongiurare la fascinatura.
Con "fascinatura" si indica propriamente il ‘malocchio’, ovvero la fattura, se non proprio il sortilegio.
Foto di @AriannaForte

Il sole mistico

Il pittore italiano Giuseppe Pellizza da Volpedo non avrebbe mai immaginato che questa meravigliosa opera del 1904 sarebbe stata così straordinariamente ammirata.... Figlio di un piccolo proprietario terriero di Volpedo, studiò arte a Milano, Roma e Firenze, dedicandosi soprattutto ai classici rinascimentali. Il suo interesse per la realtà lo porta a questo tipo di paesaggi, ma anche a un tema politico e sociale, rafforzando la sua idea di arte per l'umanità in contrapposizione all'arte fine a se stessa. La sua opera Il quarto potere, ritratto collettivo del proletariato del suo tempo, divenne famosa in tutto il mondo per il manifesto ....Dopo la morte di suo figlio e di sua moglie, e la rovina, decide di impiccarsi poco prima dei suoi trent'anni. Il sole, come definì quest'opera dipinta ad olio su tela nel 1904, è visibile nella Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea di Roma.....



Le caratteristiche dei ribelli

Nessuno Stato, nessuna Chiesa, ha mai voluto che le persone avessero un'anima forte perché una persona con una forte energia spirituale sarà inevitabilmente un ribelle.
Russel Means, American Indian Movement, Oglala Lakota.



l’abbazia San Vincenzo al Volturno


L'abbazia di San Vincenzo al Volturno è una storica abbazia benedettina situata nel territorio dei comuni di Castel San Vincenzo e di Rocchetta a Volturno in Provincia di Isernia, nell'Alta Valle del Volturno.
Ai piedi delle alte vette delle Mainarde, sulle rive delle acque vivaci e primigenie del Fiume Volturno, sorge l’antica Abbazia di San Vincenzo al Volturno che ha impresso, lungo i secoli, il suo segno di cultura e di testimonianza di fede nelle vicende dell’intera valle.
Nonostante la sua storia impetuosa la fiaccola di San Vincenzo al Volturno non si è mai spenta e il secolo scorso ha visto la rinascita dell’Abbazia con il ritorno di una comunità monastica presso il cenobio.
Oggi il nuovo monastero accoglie una ulteriore comunità benedettina che si accinge ad aprire un altro capitolo della ricca e movimentata storia di San Vincenzo al Volturno. Le strutture della foresteria sono aperte a tutti quelli che desiderano vivere alcuni giorni di riposo nel corpo e nello spirito.

domenica 6 agosto 2023

Il paradiso




Il primo greco a usare la parola "paradiso" è stato Senofonte dialogo tra il generale spartano Lisandro e il principe persiano Ciro.
" Lisandro era stupito del paradiso: gli alberi erano molto belli – erano piantati a intervalli regolari, i loro filari erano perfettamente dritti e tutti gli angoli erano esattamente giusti – e mentre camminavano erano accompagnati da profumi diversi e piacevoli. Nel suo stupore per tutte queste cose, disse: "Sono veramente stupito di tutte queste cose, Ciro, per la loro bellezza. Ma sono ancora più impressionato dall'uomo che ha misurato e sistemato ciascuno di questi alberi per voi". Ciro fu contento del complimento e rispose: "Ho preso tutte le misure e ho fatto tutte le disposizioni, Lisandro, e ho anche piantato alcune cose". Lisandro guardò Ciro e vide i bei vestiti che indossava, percepì il suo profumo e osservò le collane, i travetti della caviglia e tutti i gioielli che indossava. Ed egli disse: "Cosa vuoi dire, Ciro? Hai davvero piantato alcuni di questi alberi con le tue mani? " Ciro rispose: " Ti sorprende, Lisandro? Vi prometto per mezzo del Dio Sole che, quando sarò completamente bene, non mi siederò mai a mangiare finché non avrò sudato facendo qualche esercitazione militare o agricola, perseguendo qualche attività altamente onorevole....
Senofonte