martedì 5 ottobre 2021

LA TOMBA DEL DIAVOLINO


Tomba etrusca della Pietrera, Vetulonia. Author and Copyright Marco  Ramerini - Borghi di Toscana
Dalla necropoli di Vetulonia (Toscana), età arcaica, VII secolo a.C.
L'antica Vetulonia è una città della Dodecapoli etrusca di cui si erano perse completamente le tracce. Di Vetulonia restavano le citazioni nei testi antichi, come nelle opere di Dionigi di Alicarnasso che la ricordava alleata con i Latini in opposizione a Roma nel secolo VII a.C.; oppure nell'opera di Silio Italico, che narrava come Roma avesse preso da Vetulonia i simboli: i fasci littori, la toga listrata e la sella curule (i curuli erano i magistrati dotati di giurisdizione, a cui era riservata detta sella); o ancora Plinio che citava Vetulonia in merito alla suddivisione amministrativa dell'Etruria di epoca augustea.
Oggi è un borgo della Maremma con una interessante area archeologica. I resti archeologici maggiori infatti sono tombe che risalgono alle diverse epoche di questa città e permettono di inquadrarne le diverse fasi storiche.
La Tomba del Diavolino è una delle tombe a fossa inserite entro circoli di pietra e sormontate da tumuli di terra che hanno restituito corredi funerari molto ricchi con oreficerie e vasi importati dall’Oriente mediterraneo e raffinati prodotti della metallurgia locale.

lunedì 4 ottobre 2021

Gli straordinari autoritratti di Dick Ket

Il Museo Immaginario - OUTSIDERS: DICK KET, IRONIA, TRAGEDIA, REALISMO  MAGICO.


Dick Ket è stato un pittore e incisore olandese della prima metà del Novecento noto per le sue nature morte e per gli autoritratti con le “dita a bacchetta”, conseguenza della sua patologia. Ha prodotto in tutto centoquaranta dipinti, la maggior parte dei quali negli ultimi dieci anni di vita.Di questi, quaranta sono autoritratti....nell’Autoritratto del 1932. In una composizione che si diverte a evocare i classici della ritrattistica del Rinascimento tedesco e italiano, vediamo il suo aspetto bizzarro e sofferente, contraddistinto dalla strana pigmentazione della pelle e dalla forma delle dita “a bacchetta”, sintomatiche della malattia, che si colorano sempre più di grigio-blu. Ha la camicia aperta sul torace, a evocare il suo problema cardiaco. E stringe con forza il fiore nella brocca, per dire che la vita non gli sfuggirà senza lottare.Ha un cavalluccio alle spalle, forse per alludere all’innocenza infantile del proprio sguardo sul mondo, e lo inserisce anche in altre sue composizioni.Nell’angolo in basso, a destra, ha dipinto capovolta la parola “FIN”, quasi a ricordare la morte che incombe. In una miscela di ironia e tragedia che lo rende, non solo come pittore, una grande figura del Novecento.
È morto il 15 settembre 1940, nel periodo più buio della guerra.

Celebrazione dell'Irreechaa



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La festa del ringraziamento del popolo Oromo.
Centinaia di migliaia di oromo, membri del più grande gruppo etnico dell’Etiopia, hanno celebrato ieri, ad Addis Abeba l’annuale Festival del Ringraziamento. La sicurezza era alta per questa manifestazione, che il popolo Oromo organizza in occasione dell’inizio della stagione del raccolto.Venerdì e sabato migliaia di persone vestite con i tradizionali costumi bianchi sono arrivate in autobus, in auto e a piedi da tutta l’Oromia, la regione di origine, per festeggiare per le strade della capitale ballando, cantando e sventolando la bandiera.«Questa festività è il simbolo di un passaggio dall’oscurità alla luce, Siamo tutti felici perché questa festa rappresenta l’unità degli oromo»dopo aver eseguito il rito del ringraziamento che prevede l’immersione in acqua di fiori gialli ed erba.Il festival si tiene di solito a Bishoftu, una città situata nella regione di Oromia, a circa 40 km a Sud di Addis Abeba. Le celebrazioni, che sono tornate nella capitale dopo 150 anni
Gli Oromo, che costituiscono un terzo della popolazione dell’Etiopia, hanno a lungo protestato per le condizioni di emarginazione in cui sono stati tenuti per decenni dai governi guidati da altri gruppi etnici amhara e tigrini.
Il primo ministro Abiy, di etnia oromo, ha perseguito una strategia di riconciliazione da quando ha preso il potere nell’aprile 2018. Ha attuato una serie di riforme economiche e politiche radicali, tra cui il rilascio di prigionieri politici e il ripristino delle relazioni con la vicina Eritrea

sabato 2 ottobre 2021

Pisa: ritrovato un tempio etrusco vicino alla Torre Pendente


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PISA - Scavi di fondamenta etrusche di un tempio in piazza del Duomo - Pisa era occupata da popolazioni locali gia' nel X - IX s. aC. - Divento' importante in eta' etrusca per i numerosi approdi che offriva la sua costa. - E' al V s aC che risalgono i resti del tempio e all'interno di una vasta necropoli, un tumulo monumentale appartenuto forse a un principe etrusco della zona dell'VIII- VII s. aC. mentre nei pressi di Barbaricina, ci sono i resti di un abitato del VI s. aC. - Museo Nazionale di SanMatteo e Museo delle Navi Antiche.

L'Abate Julio

Abate Julio

"Come scienza dell'aldilà, lo spiritismo è un precipizio dai bordi ripidi che conduce l'uomo di scienza ai vertici ed alla luce, mentre l'imprudente che si lancia alla leggera precipita infallibilmente nelle reti nere degli spiriti cattivi. Ecco perché la chiesa, che è tuttavia il Grande Spirito per eccellenza, ma che, ahimè ! ha perso la chiave dei misteri rivelati dal suo fondatore Gesù, il divino Spirito, come una buona e prudente madre gallina, ha impedito a tutti i suoi piccoli pulcini di occuparsene, senza distinguere quale è il buono ed il cattivo di quest'incommensurabile aldilà. Finirà bene tuttavia, poiché è venuta l'ora in cui lo Spirito Santo, ispiratore di ogni spiritismo vero e puro, illuminerà ogni uomo che viene in questo mondo."
Julien Ernest Houssay "Abate Julio", vescovo della Chiesa Cattolica Libera di Francia, esoterista, spiritista, taumaturgo, magnetizzatore e precursore della Chiesa Gnostica (1844 - 1912)

La misteriosa dea

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Chi era la misteriosa dea altrice del santuario di fondo Patturelli identificata di volta in volta con Iovia Damusa, Damia, Demetra, Matuta e anche con la Bona Dea?
Prossimamente, in un saggio collettaneo, uscirà un mio lungo paper in cui cerco di fare luce sulla vicenda grazie a un lavoro di comparazione linguistica tra latino, osco, greco antico e sanscrito. Gli esiti della comparazione stridono con la riflessione di Dumezil che indicava Matuta come dea dell'aurora (e solo in seguito dea della maternità) e quindi affine alla greca Eos e soprattutto alla vedica Ushas! Non vedo l'ora di farvelo leggere!

venerdì 1 ottobre 2021

Il mistero del tempo, che non è da considerarsi un dio

”Il tempo è un bambino che gioca a dadi: il regno del bambino. Questo è Telesphoros, che vaga attraverso le regioni oscure di questo cosmo e splende come una stella dal profondo. Egli indica la strada verso i cancelli del sole e la terra dei sogni”.


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