lunedì 31 maggio 2021

Il Sarcofago del Visir Gemenefherbak


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Questo sarcofago di basalto, dalla forma antropoide, risalente alla XXVI dinastia, apparteneva al visir Gemenefhrbak, che nel VII secolo a.C. svolgeva un ruolo paragonabile a quello di un primo ministro. Si ha l’impressione che l’oggetto sia ricavato nel metallo e non nella pietra, e in effetti questo materiale è detto metagnovacca, una roccia che presenta una lucentezza metallica. In Egitto era chiamata ”pietra bekhen” e si estraeva dalle cave nel deserto orientale, nella regione dello Uadi Hammamat, è perfino citata sulla mappa topografica presente nel Museo.
Gemenefherbak è raffigurato sul coperchio del sarcofago con una lunga parrucca, la divina barba di Osiride, ricciuta e intrecciata, e un ampio collare usekh. Porta appeso al collo, a un cordoncino, una piccola immagine raffigurante Maar, la dea della giustizia, accovacciata che richiama il ruolo di Gemenefherbak come presidente del tribunale. L’occhio dell’osservatore è subito attratto dal grande scarabeo alato scolpito sul petto della figura in forma di mummia riprodotta sul coperchio a simboleggiare la rinascita e la rigenerazione era importante che lo scarabeo fosse posto al di sopra del cuore (sede dell’intelligenza) per assicurarne la protezione.
Torino, Museo Egizio, Tardo periodo, 26 dinastia, 664-610 a.C.
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La ROMA profonda delle acque simbolo della Dea



I meravigliosi laghetti di Roma sotterranea
1) Monteverde
Sotto il complesso ospedaliero del San Camillo e del Forlanini si trova un'enorme cava di tufo giallo con volte altissime. La grotta misura circa 700 metri quadri ed una parte è occupata dal lago che sgorga da una fonte naturale. Fu scoperta durante la costruzione dei padiglioni dell’ospedale, negli anni ’30: l’acqua potabile al suo interno fu infatti usata per irrigare i giardini.
Nei primi anni di attività dell’ospedale si accedeva alla grotta grazie ad un montacarichi. Nei mesi più caldi dell’anno vi si conservavano generi alimentari che si mantenevano in buono stato grazie alla temperatura di 13°. Durante la Seconda Guerra Mondiale qui trovarono rifugio dai bombardamenti medici e pazienti.
Gli speleologi di Roma sotterranea hanno pubblicato nel 2014 foto e notizie, sulla riscoperta di questo straordinario lago sotterraneo. La grotta e il lago non sono visitabili se non agli esperti.

2) Celio
Sotto le fondamenta del convento dei Padri Passionisti (che comprende anche la chiesa dei Santi Giovanni e Paolo), è stato rinvenuto un vero e proprio labirinto di laghi sotterranei. L’area si trova proprio al di sotto dei resti del tempio del divo Claudio, costruito subito dopo la sua morte (54 d.C.). In queste gallerie sotterranee l’équipe di speleologi guidata da Cusin (architetto dell’associazione di speleologi Roma Sotterranea), insieme agli archeologi della Soprintendenza hanno portato avanti l’esplorazione e lo studio di un patrimonio sotterraneo inaspettato.
Dalla spedizione è emerso un sistema di cave romane antichissime, alcune datate IV secolo a.C., che si snoda per oltre due chilometri vedendo l’alternanza di sale di diverse dimensioni, alcune alte oltre otto metri, altre a malapena cinquanta centimetri. I laghetti hanno origine dalla presenza di una falda acquifera superficiale, sebbene abbiano poi contribuito ad alimentarli le infiltrazioni d’acqua.
Caratteristici sono gli spettacolari effetti cromatici, dove spiccano gli strati lattiginosi dei depositi di carbonato di calcio che sembrano patine di ghiaccio.
Sulle pareti si possono vedere ancora oggi i segni lasciati dagli scavatori, coi loro scalpelli e con le loro lampade a olio.


3) La natatio delle Terme di Agrippa - Campo Marzio
Un altro lago sotterraneo è quello visitabile a palazzo della Cancelleria. Non distante da dove oggi sorge il Palazzo, c’era un tempo la natatio, ossia la piscina per il nuoto, delle terme di Agrippa. Quando nei secoli il canale che ne regolava l’altezza, l'Euripus, si ostruì, si formò questo lago alimentato dalla falda acquifera. Dal laghetto sbuca il sepolcro di Aulo Irzio (politico e militare romano, che seguì Cesare sia nella campagna gallica che nella guerra civile), costituito da un recinto di mattoni che termina con una cimasa di travertino (una copertura curva e sporgente), scoperto durante gli scavi condotti intorno alla fine degli anni '30. È visitabile.

domenica 30 maggio 2021

L'ORIGINE DEL NOME VATICANO.


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Come molte altre tradizioni e usi cattolici, il nome Vaticano, ha origini pagane e non ha niente a che vedere con la Bibbia, la lingua greca o latina.
Più di 28 secoli fa, e prima della leggendaria Fondazione di Roma di Romolo e Remo, esisteva un popolo chiamato gli Etruschi.
Circa 3000 anni fa, i misteriosi Etruschi si stabilirono in una regione dell'Italia centrale conosciuta come Etruria, governarono la regione del Mediterraneo prima del sorgere di Roma.
Stiamo ancora cercando di decifrare la difficile lingua degli Etruschi, negli anni però abbiamo imparato molto delle loro credenze e della vita quotidiana.
Infatti, molte delle conoscenze che possediamo sulla civiltà romana provengono dagli Etruschi.
Gli Etruschi non seppellivano i morti entro le mura delle loro città. Invece costruirono un grande cimitero su un pendio collinare fuori della loro antica città nell'area che poi divenne la città di Roma.
Purtroppo la maggior parte della letteratura e mitologia etrusca è andata persa, ma sappiamo che la guardiana di quella necropoli era l'etrusca dea Vatika.
Era la dea dell'Oltretomba ed era suo dovere sorvegliare su coloro che erano passati a miglior vita.
Secoli dopo, quel pendio fu il luogo destinato a un circo e, secondo la leggenda, lì è stato giustiziato Pietro, crocifisso a testa in giù e sepolto non lontano. Costantino, primo imperatore cattolico, fondò lì un santuario quando il luogo era già noto come la Collina Vaticana.
Pochi secoli dopo, lì fu costruito il palazzo papale che continuò a portare il nome Vaticano.
Sembra un paradosso, la chiesa cattolica ha passato centinaia di anni cercando di debellare ogni cultura pagana, e la sua "santa sede" porta il nome di una dea pagana. Puoi nascondere il passato quanto vuoi... ma te lo porterai dietro come testimonianza contro di te, perché non hai ereditato solo il nome ma anche lo spirito pagano e anticristiano.
- Elena Messina
- ′′Immagine della Dea etrusca degli inferi Vatika che custodiva la necropoli o la città dei morti, dove oggi si trova il Vaticano. (Altes Museum, Berlino)

giovedì 27 maggio 2021

Gli angeli: presenti nel mondo etrusco ripresi iconograficamente dai cristiani

L'iconografia degli angeli cristiani potrebbe essere erede diretta delle Lase misteriose, semidivinità venerate nella religione etrusca.
Al di là della questione teologica, un numero sempre maggiore di studiosi ritiene che, almeno iconograficamente, gli angeli arrivino dal passato. E più precisamente che la loro immagine ci sia stata consegnata direttamente dagli antichi etruschi.

L'Anubi Azteco

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Lo Xoloitzcuintli è un'antica razza azteca originaria del Messico, un tempo considerata una guida per i morti nel loro viaggio negli inferi
“Per gli antichi Aztechi e Maya, il migliore amico dell'uomo era anche un guaritore glabro, brutto e carino, occasionale fonte di cibo e, soprattutto, guida agli Inferi.
A volte noto come il cane senza pelo messicano, lo xoloitzcuintli (pronunciato "show-low-itz-QUEENT-ly") prende il nome da due parole nella lingua degli Aztechi: Xolotl, il dio del fulmine e della morte, e itzcuintli, o cane. Secondo la credenza azteca, il cane di Xolotl fu creato dal dio per proteggere i vivi e guidare le anime dei morti attraverso i pericoli di Mictlán, il mondo sotterraneo

martedì 25 maggio 2021

Le corone di alloro, e altro, in oro


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Le ghirlande erano un disegno utilizzato nell'antichità nell'Europa meridionale. I più noti sono gioielli della civiltà etrusca, realizzati in oro o altri metalli preziosi. Simboli dei miti greci appaiono spesso nei disegni, impressi in metallo prezioso alle estremità della corona. Gli antichi scrittori romani si riferivano alla corona sutilis etrusca, che erano ghirlande con le foglie cucite su uno sfondo. Queste ghirlande ricordano un diadema, con sottili foglie metalliche attaccate a una fascia ornamentale. Le ghirlande appaiono anche impresse nei medaglioni etruschi. Le piante mostrate facendo ghirlande in gioielli etruschi includono edera, quercia, foglie di ulivo, mirto, alloro, grano e viti.
🌿Le corone venivano indossate come corone dai sovrani etruschi. Il simbolismo etrusco continuò ad essere utilizzato nell'antica Grecia e Roma. I magistrati romani indossavano anche corone d'oro come corone, a testimonianza del loro lignaggio che risaliva ai primi sovrani etruschi di Roma. I magistrati romani usavano anche molti altri importanti simboli etruschi oltre a una corona d'oro: fasci, una sedia curule, una toga viola e un'asta di avorio.
🌿Antica #Grecia e #Roma
Un busto replica di Apollo che indossa una corona di alloro.
Nel mondo greco-romano, le ghirlande venivano usate come ornamento che poteva rappresentare l'occupazione, il rango, i risultati e lo status di una persona. La corona che veniva comunemente usata era la corona d'alloro.
L'uso di questa corona deriva dal mito greco che coinvolge Apollo, il figlio di Zeus e il dio della vita e della luce, che si innamorò della ninfa Dafne. Quando la inseguì, fuggì e chiese al dio del fiume Peneus di aiutarla. Peneus la trasformò in un albero di alloro. Da quel giorno, Apollo indossava una corona di alloro in testa. Le corone di alloro si associarono a ciò che Apollo incarnava; la vittoria, il successo e lo status e in seguito sarebbe diventato uno dei simboli più comunemente usati per affrontare il successo in Grecia e Roma. Le corone di alloro venivano usate per incoronare atleti vittoriosi ai Giochi Olimpici originali e sono ancora indossate in Italia da studenti universitari che si sono appena laureati.
Anche altri tipi di piante utilizzate per realizzare corone a corona avevano un significato simbolico. Ad esempio, le foglie di quercia simboleggiavano la saggezza e venivano associate a Zeus, che secondo la mitologia greca prese le sue decisioni mentre riposava in un bosco di querce. Le dodici tavole, risalenti al 450 a.C., si riferiscono alle corone funebri come una tradizione di lunga data. La corona d'oliva era il premio per il vincitore degli antichi giochi olimpici.🌿
Questi alberi nell'antica Grecia erano simbolici di vari concetti come saggezza, trionfo, fertilità, pace e virtù. Le ghirlande d'oro erano pensate per imitare i loro omologhi naturali.
Tuttavia, per la loro fragilità, sono stati indossati solo in occasioni speciali. Molte ghirlande d'oro erano dedicate come offerte di tempio e servivano come beni funerari per reali e l'élite benestante.
🌿Il simbolismo delle ghirlande è stato usato ai funerali almeno dai tempi dell'antica Grecia, per rappresentare un cerchio di vita eterna. Corone sempreverdi furono deposte nel luogo di sepoltura dei primi martiri vergini cristiani in Europa, il sempreverde che rappresentava la vittoria dello spirito eterno sulla morte.
🌿Le ghirlande del raccolto erano un simbolo importante per la comunità nell'antica Grecia, non solo per l'agricoltore e la sua famiglia. Le feste dedicate a Dioniso, Oschophoria e Anthesteria, includevano una processione rituale chiamata eiresîonê . Una ghirlanda del raccolto veniva portata a Pyanopsia e Thargelia da giovani ragazzi, che cantavano durante il viaggio. La corona d'alloro o d'olivo sarebbe stata appesa alla porta, e poi le offerte sarebbero state fatte a Helios e alle Ore. Si sperava che questo rituale avrebbe portato protezione contro il fallimento delle colture e le piaghe.
📸La stragrande maggioranza delle ghirlande d'oro risalgono al periodo ellenistico, dopo le conquiste di Alessandro Magno, sebbene siano note per essere esistite dall'epoca classica. Esemplificano l'eccezionale abilità degli orafi durante il periodo ellenistico. Immagini:
🌿 1) Ghirlanda di Stanlio d'oro da Cipro, VII-III secolo a.C. Reiss-Engelhorn-Museen, Germania
🌿 2) Ghirlanda d'oro di foglie di quercia dalle tombe reali di Aigai. 4° secolo a.C. Il Louvre.
🌿 3) Ghirlanda di mirto d'oro. 4°-3° secolo a.C. Museo Benaki, Atene.
🌿4) Ghirlanda d'oro di foglie di quercia e fiori dall'Attica. 2°- 1° secolo a.C. Museo di storia canadese, Quebec.
🌿 5) Ghirlanda d'oro di foglie di quercia e ghiande. 4° secolo a.C. Museo di Belle Arti, Boston.
🌿 6) Ghirlanda di Mirto d'oro da Corinto. 4° 3° secolo a.C. Museo di Belle Arti, Houston.

Conosci te stesso


è la massima più importante che ci ha tramandato la cultura greco-romana.
Come spiegava Socrate , senza la consapevolezza di sé, l’uomo non approda da nessuna parte, costretto in una continua tensione verso il mondo esterno che non può mai davvero appagarlo. E per dirla con Sant' Agostino ...
"Noli foras ire, in te ipsum redi, in interiore homine habitat veritas"
«Non andare fuori, rientra in te stesso: è nel profondo dell'uomo che risiede la verità».
Foto: Maurizio Talotta
Il tripode apollineo di Krotone.
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