giovedì 28 maggio 2020

Canova il ghibellino

Questo è il ritratto immaginario di Ezzelino da Romano frutto di Antonio Canova (1793), Immagine completamente diversa da come ci è stato tramandata carico di  superbia e bestialità,  perchè era il vicario di Federico II di Svevia nel Nord Est d'Italia, perciò  schierato, con tutta la sua determinazione dalla  parte ghibellina, fortemente ostile alle ingereze politiche del papato nella politica europea ed italiana
2014 Palazzo Propaganda Fide Museo k, Ritratto di Ezzelino… | Flickr

mercoledì 27 maggio 2020

Religiosità fuori dalle religioni ordinarie

La Cappella del Silenzio, una cappella laica in mezzo ai boschi di Botticino nel bresciano..
La costruzione di 6 metri di lunghezza, 3 di larghezza e 6 di altezza è stata voluta dalla comunità locale come luogo di ritiro spirituale laico, per offrire a tutti un punto di riferimento ove meditare o immergersi nella contemplazione della natura.

LA CAPPELLA DEL SILENZIO DI STUDIO ASSOCIATES

domenica 24 maggio 2020

Il paganesimo è a fondamento del cristianesimo e costantemente, sottotraccia o spudoratamente, è presente

Nascita del Battista" Cappella Tornabuoni: di Domenico Ghirlandaio
Nascita di Giovanni il Battista in Santa Maria Novella a Firenze opera del Ghirlandaio.


Notate sulla sinistra una fanciulla vestita di bianco, eterea e svolazzante, una figura fantastica sospesa,
che porta un cesto di frutta ed è una Ninfa.......

giovedì 21 maggio 2020

Riti di fertilità e fonti dell'abbondanza

Le Fonti dell'Abbondanza a Massa Marittima con Albero della Fertilità del 1265 ..
I riti di fertilità sono collegati a Bal, Bellona, Dea Bona, Cibele , Balena, Belena, Belluna ; Magnae Idaeae, Dindimea, Inanna, Fortvnae , Maja, Majala .... ecco un'iscrizione a Cibele trovata a perugia..
Cibele Madre degli Die turriti, assisa sopra un Lione
percuotendo con le mani i cembali, e di facciata un
gran pino, da cui pendono i crotali, e la zampogna
V'è il berretto frigio, e due corni musicali .
MATRI.DE
VM M. IDAE
AE . ET . At
TI. MINO
TVURANI
D.D.
L'evirazione, offerte alla Grande Dea, secondo la credenza degli antichi, garantiva la fertilità. I Sacerdoti ed i militari subivano l'evirazione dopo l'adolescenza, i servitori , i cantori e i musicisti, prima dell'adolescenza. Il culto del Maggio, o del Calendimaggio, o di piantare il Maggio, sono feste dell'evirazione e parimenti della sessualità. Una festa che si tiene a Gubbio , La Festa dei Ceri, ricorda le feste alla Dea mesopotamica Inanna ( Bellona, Baleno, Cibele). Al posto dei "ceri" venivano trasportati i cipressi, come simbolo fallico.

mercoledì 20 maggio 2020

Villa Donà delle Rose

Villa Donà delle Rose | votaUN'ALTRA PERLA DELLE VILLE VENETE DELL'ADIGE
Villa Donà Delle Rose.
Una barchessa tra le meglio recuperate, un brolo di 10 ettari perimetrati con mura del '700, l'Oratorio.
S. Stefano di Zimella. VR.

E DIVINITA’ POSSONO COMUNICARE CON L’UOMO SOLO PER MEZZO DI SIMBOLI, SIGILLI


Le divinità ci parlano per via di visioni o sogni, che certo da noi sono chiamati enigmi, per la mancanza d'abitudine, l'ignoranza e la ottusità della nostra capacità, ma che tuttavia sono le stessissime voci e gli stessissimi termini delle cose rappresentabili. E così come queste voci si sottraggono alla nostra percezione, così anche le nostre voci latine, greche, italiane sfuggono all'ascolto e all'intelligenza delle divinità superiori ed eterne, che differiscono da noi nella specie, sicché non ci può essere facilmente uno scambio fra noi ed esse, come non c'è fra le aquile e gli uomini. E come, in assenza di comune idioma, gli uomini di una stirpe non hanno conversazione e rapporto con uomini d'altra stirpe, se non per gesti, così anche non vi può essere partecipe contatto tra noi e una determinata categoria di esseri divini, se non per definiti segni, sigilli, figure, caratteri, gesti e altre cerimonie. E senza voci e scritture di questa specie difficilmente un mago potrebbe ottenere qualche risultato»
Giordano Bruno, De magia naturali, in Opere magiche
Immagine: Arabesco Azahara Medina'(Córdoba,Spain)

domenica 17 maggio 2020

E le chiese coprirono gli antichi culti

LE PIRAMIDI GEMELLE 

 

Sotto le chiese gemelle di Santa Maria dei Miracoli e Santa Maria in Montesanto che si trovano all’imbocco di Via del Corso nel I secolo a.C. sorgevano due piramidi gemelle. Le costruzione delle due chiese quasi gemelle fu decisa nel 1657 e come fondazioni furono utilizzate la basi delle due piramidi troncate della parte cuspidale. La conferma della loro esistenza è stata data da rilievi in occasione di recenti lavori di restaurazione delle due chiese; questi due sepolcri dovevano risalire all'età augustea ed erano posti a mo' di ingresso monumentale al Campo Marzio, proprio la funzione che hanno oggi le due chiese.
Tra la fine del I secolo a.C ed il II secolo d.C. in conseguenza della diffusione dei culti egizi e dell'annessione dell'Egitto come provincia imperiale, ebbe una certa diffusione a Roma l'usanza egizia di tumulare i defunti in edifici funerari che ricordavano nella forma quella delle grandi piramidi dei faraoni.
A Roma si sa con certezza che ne furono costruite almeno tredici di cui la sola ancora esistente è la Piramide di Caio Cestio posta lungo la Via Ostiense appena fuori le mura; un altra piramide, conosciuta come Meta Romuli, si trovava in prossimità del Colle Vaticano che era una zona di sepolture così come le due Piramidi Gemelle della Via Lata dove potevano essere eretti monumenti funerari perché, come gli altri, era un sito posto fuori dal Pomerio e quindi come disposto dalla Legge delle XII Tavole vi si potevano seppellire i defunti.
Le due piramidi furono realizzate nel I secolo d.C., quindi in età contemporanea alla piramide di Caio Cestio, un periodo in cui Roma erano molto diffusi i culti egizi. La diffusione di questi culti era stata favorita dalla presenza di colonie di etnia egizia soprattutto nelle città marittime; a Neapolis già dal II secolo a.C. Era presente una colonia alessandrina nella regio Nilensis ed al tempo di Silla (80 a.C.) Apuleio nelle Metamorfosi racconta di una confraternita di Pastofori a Roma. I Pastofori erano un collegio di sacerdoti mendicanti che giravano per le strade tentando di fare proseliti, avevano con sé un piccolo altere con l'immagine del dio ed ogni tanto si fermavano per pregare e chiedere l'elemosina.
Le religioni egizie erano seguite soprattutto dagli schiavi e dai liberti perché erano le religioni delle terre di origine, tuttavia per il loro messaggio salvifico riuscirono ben presto a diffondersi tra i ceti più poveri del popolo di Roma e per la spiritualità coinvolgente ebbero anche molti seguaci nell'aristocrazia.
La costruzione dei monumenti funerari come le piramidi era possibile solo per persone agiate e con una posizione di rilievo nella società politica perché per costruire un monumento funerario si doveva anzitutto avere la proprietà dell'ager come facevano le grandi famiglie dell'aristocrazia che costruivano i monumenti funerari sui propri possedimenti, oppure si doveva richiedere un permesso per occupare l'ager publicus. Per poter erigere un monumento funerario occorreva avere la datio loci, ovvero ottenere un decreto del Senato che permetteva l'uso dell'ager a fine di sepoltura ed è chiaro che esistendo degli spazi già destinati alle sepolture per ottenerene una che fosse al di fuori di quello, si doveva in qualche modo meritare un simile onore ...