sabato 20 aprile 2019

Simbolismo arboreo della croce come continuità delle religioni pagane

Mosaico absidale nella Basilica di San Clemente al Laterano, Roma, realizzato nel XII secolo. Il crocifisso nasce da un cespo di foglie, ed è completamente circondato da volute vegetali che occupano tutta la scena.
Qui sembra di scorgere il tentativo di sovrapporre le immagini della religione cristiana a un simbolismo arboreo soggiacente e che sembra ancora potente ed efficace. I culti praticati nei boschi e accanto a sorgenti erano infatti tra i più frequenti oggetti di attacco da parte dei predicatori cristiani. “Distruggendo i boschi sacri e sostituendo il culto dei santi a quello delle fontane e delle sorgenti, la Chiesa si è lanciata, dalla fine dell'Antichità, in un’impresa di lungo respiro il cui fine era niente meno che di antropomorfizzare l’universo e di sottomettere all’uomo il mondo naturale”
Secondo la Legenda crucis medioevale, la croce sulla quale sarebbe stato crocifisso Cristo venne costruita con il legno dell’albero dell’Eden, identificando in tal modo la croce con l’albero cosmico che sorgeva al centro del mondo, nel tempo delle origini….

Il tumulo di Carnac in Bretagna

Tumulo di Saint Michel presso Carnac (Bretagna, Francia) costruito tra il 5000 e il 3500 a.C. Si tratta di un monumento funerario neolitico costituito da una collina artificiale della lunghezza di circa 120 metri e largo 60 metri. Nella camera funeraria sono stati ritrovati oggetti di corredo che sono conservati al Musée de préhistoire di Carnac. Nel Seicento sulla sommità del tumulo venne costruita una cappella dedicata a San Michele. Il complesso testimonia quindi la continuità della sacralità del luogo e mostra come il culto cristiano abbia voluto sostituirsi all’antico culto dei morti, sebbene nella religiosità popolare ne siano rimaste tracce evidenti….

venerdì 19 aprile 2019

Papi che si sostituiscono agli oracoli dei santuari pagani

Affresco del XIII secolo, dall’Oratorio di San Silvestro, nella Basilica dei Santi Quattro Coronati, sul Colle Celio a Roma. Il Papa San Silvestro è qui raffigurato di fronte all’imperatore Costantino, assumendo in tal modo la funzione di pontefice che attuò il passaggio dalla Roma pagana alla Roma cristiana. Tale ruolo storico di transizione gli venne assegnato anche nel calendario, poiché la sua festa cade il 31 Dicembre, l’ultimo giorno dell’anno.
Le connessioni risultano tuttavia più complesse. È emerso, infatti, che nella Roma imperiale, dei ventuno santuari pubblici dedicati al dio Silvano, almeno cinque divennero, durante il Medioevo, chiese o monasteri dedicati al Papa San Silvestro . Sembra quindi che vi sia stata una lenta trasformazione del dio romano dei boschi nella figura di un Santo che conservava nel nome il riferimento al mondo vegetale. Una leggenda inoltre associava il Santo al monte Soratte, dove si svolgevano rituali arcaici che implicavano la trasformazione in lupi. Questa montagna avrebbe infatti dato rifugio a San Silvestro e qui sorse un luogo di culto dedicato al Santo, in cui si svolgevano anche riti terapeutici, destinati a proteggere dalla lebbra ..
Anche in Francia, sembra che il culto dei Santi Silvestro e Silvano sia da considerarsi una sovrapposizione, in molti casi, del culto cristiano che si è inserito sulla devozione popolare a un dio dei boschi, il Silvano silvestris del sincretismo gallo-romano. Tale culto si era a sua volta ispirato a quello di un Uomo Selvaggio più antico, di cui Gargantua costituiva la forma che raggiunse una particolare notorietà letteraria grazie all’opera di Rabelais..


giovedì 18 aprile 2019

Storia perduta e difficilmente ritrovata....

Se Cristo è morto in Kashmir. La storia perduta del cristianesimo ..
Dalla leggenda del Gesù fuggito in India alle dottrine che si diffusero in Asia. Nuovi studi per rileggere la storia della religione cristiana partendo da Oriente...

Vaticano, il tesoro segreto coi soldi del Duce.

A chi appartiene il locale che ospita la gioielleria Bulgari a Bond street, più esclusiva via dello shopping nella capitale britannica? E di chi è l’edificio della Altium Capital, una delle più ricche banche di investimenti di Londra, all’angolo super chic tra St. James Square e Pall Mall, la strada dei club per gentiluomini? La risposta alle due domande è la stessa: il proprietario è il Vaticano. Ma nessuno lo sa, o almeno non si sapeva fino a qualche tempo fa.. perché i due investimenti e centinaia di altri in Inghilterra, a Parigi, in Svizzera, fanno parte di un segretissimo impero immobiliare costruito nel corso del tempo dalla Santa Sede, attualmente nascosto dietro un’anonima società off-shore che rifiuta di identificare il vero possessore di un portfolio da 500 milioni di sterline, circa 650 milioni di euro.
E come è nata questa attività commerciale dello Stato della Chiesa? Con i soldi che Benito Mussolini diede in contanti al papato, in cambio del riconoscimento del suo regime fascista, nel 1929 con i Patti Lateranensi. A rivelare questa storia è il Guardian.
Il quotidiano londinese ha messo tre reporter sulle tracce del tesoro immobiliare internazionale del Vaticano ed è rimasto sorpreso, nel corso dell’inchiesta, dallo sforzo fatto dalla Santa Sede per mantenere l’assoluta segretezza sui suoi legami con la British Grolux Investment Ltd, la società formalmente titolare del cospicuo investimento. Due autorevoli banchieri inglesi, entrambi cattolici, John Varley e Robin Herbert, hanno rifiutato di divulgare alcunché e di rispondere alle domande del giornale in merito al vero intestatario della società.
Ma il Guardian è riuscito a scoprirlo lo stesso attraverso ricerche negli archivi di Stato, da cui è emerso non solo il legame con il Vaticano ma anche una storia più torbida che affonda nel passato. La società offshore con sede a Londra è infatti controllata da un’altra società, la Profima, fondata in Svizzera e ora con sede presso la banca JP Morgan a New York. I documenti d’archivio rivelano che la Profima appartiene al Vaticano sin dalla seconda guerra mondiale, quando i servizi segreti britannici la accusarono di «attività contrarie agli interessi degli Alleati». In particolare le accuse erano rivolte al finanziere del papa, Bernardino Nogara, l’uomo che aveva preso il controllo di un capitale di 65 milioni di euro che la Santa Sede ricevette in contanti da Mussolini nei primi anni Trenta come ricompensa per il riconoscimento dello Stato fascista.
Il Guardian ha chiesto commenti sulle sue rivelazioni all’ufficio del Nunzio Apostolico a Londra, ma ha ottenuto soltanto un “no comment”. Ha invece parlato padre Federico Lombardi. «L’esistenza di investimenti immobiliari e mobiliari del Vaticano - ha detto il portavoce della Santa Sede - sono conosciuti da più di 80 anni. Nel servizio del Guardian non è svelato nulla che non si sapesse».
(archivio di republica)

La religione come oppressione gratuita!

Uscito presso l’editore Massari il saggio di Raoul Vaneigem Disumanità della religione. L’originale è apparso in Francia nel 2000, per conto dell’editore Denoel. La curatela del volume è opera di Andrea Babini , l’introduzione è stata scritta da Federico Battistutta
In questo libro l’autore compie un’appassionata ricostruzione della nascita delle religioni e della loro sopravvivenza fino ai nostri giorni. E’ un’analisi critica, originale e anche impietosa nei confronti delle istituzioni religiose e delle società all’interno delle quali continuano a prosperare, seminando e coltivando infelicità presso gli esseri umani. Per la modalità con cui affronta l’argomento (critica le religioni senza cadere nell’elogio del pensiero laico e razionalista) è un libro raro che merita conoscere…..

Milano, San Calimero


Non molto lontano da Porta Romana, sull’omonima via che collega il Corso a Piazza Cardinal Ferrari, sorge la basilica di San Calimero, antica chiesa densa d’arte e di storia. L’edificio è, molto probabilmente, originario del V secolo e sarebbe stato edificato sui resti di un tempio romano, dedicato ad Apollo, nell’area immediatamente esterna alle mura dell’antica Mediolanum.La chiesa sarebbe sorta su un sacello, edificato esattamente nel luogo in cui, secondo la tradizione, Calimero, quarto vescovo di Milano, sarebbe stato sepolto dopo il martirio avvenuto in un pozzo lì vicino. Secondo alcuni, la chiesa sarebbe già esistita ai tempi di Ambrogio, come la vicina S. Nazaro Maggiore, ma dati certi la confermano già oggetto di lavori di restauro nel 490 – 512, sotto il vescovo Lorenzo I. Il luogo in cui la chiesa sorse, dopo la distruzione del tempio di Apollo, venne destinato ad area cimiteriale, vista la posizione di pochissimo esterna alle antiche mura romane della città, come attestano, ancora oggi, alcune lapidi pagane e cristiane murate sul fianco meridionale della chiesa, provenienti dalla contigua vecchia necropoli: San Calimero, pertanto, come vari altri edifici romanici della città , sarebbe una basilica cimiteriale, e così rimase fino al XIII secolo. Nel frattempo la chiesa subì un rifacimento romanico nel XII secolo, che le diede quella che è ancora oggi la sua struttura: di questa fase costruttiva restano oggi, oltre alla struttura interna, solo il fianco su cui sono murate le lapidi e l’abside semicircolare, ad archetti ciechi, aperta, come nella migliore tradizione del romanico lombardo, da tre finestre a tutto sesto. La prima grande trasformazione avvenne nel 1609, quando Francesco Maria Richini manomise le antiche strutture romaniche sovrapponendo loro un corpo architettonico barocco, sia all’interno, che all’esterno. Anche il Settecento lasciò la sua traccia, con la trasformazione del vicino oratorio di S. Michele dei Disciplini in Sagrestia, mentre nel primo Ottocento fu la volta dell’altar maggiore, che fu rifatto secondo il tipico schema a baldacchino, tipico di molte chiese milanesi. La trasformazione più devastante, però, fu quella perpetrata a fine XIX secolo, nel 1882, per l’esattezza, per mano di Angelo Colla, che, in un discutibile impeto di purismo neoromanico, eliminò ogni traccia dell’edificio seicentesco, ripristinando, secondo i suoi canoni, le antiche forme della basilica: il risultato è quello che possiamo vedere oggi.