sabato 22 settembre 2018

L'arte di 15.000 anni fa, trascendente e sciamanica, concepita al buio


15.000 anni fa, secolo più, secolo meno, qualcuno dipinse questo bisonte in una caverna della Spagna. Nessuno, dopo l'anonimo pittore paleolitico, è stato in grado di rendere con eguale maestria la possenza, la forza, il movimento e la vita di un animale. E' arte incredibilmente moderna, perchè eterna. Ed è la prova che l’uomo non è mai stato “primitivo”, ovvero ossessionato unicamente dalle necessità materiali, ma che, fin da subito, era un essere “metafisico”. Era. Oggi la stessa metafisica, sotto forma di fedi e religioni, si arrende alle necessità materiali e alle mode secolari. E il livello infimo raggiunto dall'arte, più o meno in tutte le sue forme, è la conferma della china inesorabile che ci fa rimpiangere il Paleolitico.

mercoledì 19 settembre 2018

La promessa di un/a sciamano/sciamana


Non ti supporterò se verrai da me come una vittima.
Pero avrò il coraggio di camminare assieme a te attraversando le tue sofferenze.
Ti porterò dentro il fuoco, ti spoglierò e ti porterò a sedere sulla terra.
Ti laverò con le erbe, ti purificherò, e tu vomiterai la tua rabbia e l’oscurità che si trovano dentro di te.
Ti scuoterò con erbe buone, ti porterò a sdraiarti sul' erba con la faccio verso il cielo.
Dopodiché soffierò la tua corona per purificare le memorie vecchie che ti fanno ripetere i stessi errori da una vita.
Soffierò la tua fronte cosi da far sparire i pensieri che oscurano la tua visione.
Soffierò la tua gola per liberare il nodo che ti blocca per parlare.
Soffierò il tuo cuore, farò fuggire la paura, così che possa andare lontano dove non ti troverà mai più.
Soffierò il tuo plesso solare per spegnere il fuoco infernale che ti porti dentro, cosi che tu possa conoscere la pace.
Soffierò con il fuoco la tua pancia per bruciare gli attaccamenti, e l’amore che non fu.
Soffierò via gli amori che ti hanno lasciato, i bambini mai nati.
Soffierò il tuo cuore per farti tornare il calore, per tornare al tuo desiderio per sentire, per creare, per ricominciare.
Soffierò con forza la tua vulva o il tuo pene, per purificare la porta sessuale verso la tua anima.
Soffierò via la spazzatura che hai accumulato, dove hai provato di amare cose che non volevano essere amati.
Userò la spazzola, e la spugna, lo straccio, e in modo sicuro purificherò tutta l’acidità che hai dentro.

Soffierò le tue mani per distruggere le corde che ti bloccano per creare.
Soffierò i tuoi piedi cosi che le memorie delle tue impronte possano tornare polvere e sparire, cosi che mai più tornerai a camminare in quel posto malsano.
Girerò il tuo corpo, cosi che la tua faccia possa baciare la terra
Soffierò la tua colonna vertebrale, dalla radice al collo, per aumentare la tua forza e per aiutarti a camminare diritto.
E ti lascerò riposare.

Dopo questo piangerai, e dopo il pianto ti addormenterai.
E sognerai sogni bellissimi e anche sogni significanti
E quando ti sveglierai ti starò aspettando.
Ti sorriderò e tu sorriderai a me.
Ti offrirò cibo che mangerai con gusto, gustando la vita, e ti ringrazierò.
Perché quello che ti ho offerto oggi, è stata offerta a me quando l’oscurità abitava dentro di me.
E dopo che sono stata guarita/o ho sentito che l’oscurità se n'era andato, e ho pianto.
Dopodiché cammineremo insieme, e ti mostrerò il mio giardino, le mie piante, e ti porterò ancora al fuoco.

E parleremo insieme come una singola voce con la benedizione della terra.
E urleremo alla foresta i desideri del tuo cuore.
E il fuoco ci ascolterà e sussurrerà l’echo, e insieme creeremo la speranza.
E le montagne ci ascolteranno e sussurreranno l’echo, e insieme creeremo la speranza.
Ed i fiumi ci ascolteranno e sussurreranno l’echo, e insieme creeremo la speranza.
Ed il vento ci ascolterà e sussurrerà l’echo, e insieme creeremo la speranza.
Dopodiché ci inchineremo davanti al fuoco e chiameremo tutti guardiani, visibili e invisibili.
E tu dirai “grazie”ad ognuno di loro.

E dirai grazie a te stesso.
E dirai grazie a te stesso.
E dirai grazie a te stesso.

tradotto by singingluz
fonte Shaen Herodier
ma non so se lei è l'autrice

San Ciro il primo santo di Napoli

 31 gennaio si festeggia San Ciro Martire
San Ciro, festeggiato ogni 31 gennaio, è uno dei santi più amati e venerati dalla città di Napoli. Il suo corpo è custodito nella Chiesa del Gesù Nuovo dove sono poste anche le spoglie di un altro santo medico napoletano: Giuseppe Moscati.
Napoli
Chiese e Santi
Portici
31 gennaio 2018 16:42
di Marta Ferraro

 Risultati immagini per san Ciro è nata una creatura Napoli


San Ciro è uno dei santi più venerati dal popolo napoletano e per devozione:  il 66,8% dei Ciro italiani è in Campania. Le spoglie del santo sono conservate nella Chiesa del Gesù Nuovo a Napoli, nella stessa dove è custodito il corpo di un altro santo: san Giuseppe Moscati. Sulla vita di San Ciro non abbiamo molte notizie. Il Santo nacque nel 250 da una famiglia cattolica a Alessandria d'Egitto, dove studiò medicina. Divenuto medico aprì un ambulatorio dove oltre a curare il corpo alleviava anche lo spirito dei pazienti, esercitando la professione gratuitamente per i poveri e gli indigenti.

Tutto ciò fino al 299, fino a quando cioè i medici alessandrini, durante l'impero di Diocleziano, cominciarono a essere perseguitati perché considerati maghi e stregoni. Nel tentativo di evitare la persecuzione San Ciro si recò in Arabia Petra. L'allontanamento da Alessandria segnò per il santo una nuova tappa della sua vita. Qui, il santo cambiò il modo di essere medico e dedicandosi all'orazione e alla contemplazione affidava i suoi pazienti alla preghiera e non si serviva più di erbe medicinali per curarli. Nel 303 si abbatté sulla Chiesa la persecuzione più sanguinosa della storia. L'imperatore Diocleziano intensificò l'oppressione contro i cristiani, che furono sollevati dai loro diritti civili, arrestati, e qualora non abiurassero la fede cattolica, torturati e condannati a morte. La tremenda persecuzione si estese in Asia Minore, dilagò in Palestina, quindi giunse fino in Africa. A queste notizie Ciro e Giovanni decisero di lasciare il loro eremo e di ritornare a Alessandria per sostenere i fratelli nella fede. I due furono scoperti e condannati. Vennero condotti davanti al prefetto Siriano, che comandò che venissero torturati se non avessero ritrattato la fede cattolica. Così vennero condannati alla morte più atroce: flagelli, chiodi, ustioni con torce ai fianchi, pece bollente, versamento di sale e aceto sulle piaghe e infine decapitati: il 31 gennaio del 303.
Culto e traslazione di San Ciro

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Processione di San Ciro a Portici
I corpi dei Santi Ciro e Giovanni sono stati conservati nel tempio di San Marco a Alessandria fino all'inizio del V secolo. In seguito, il patriarca alessandrino San Teofilo fece costruire un tempio a Canòpo dove furono trasferiti i corpi. Il progetto venne concluso dal suo successore San Cirillo e la traslazione delle reliquie avvenne nel 414 a Menouthis. Il santuario acquistò subito grande fama, e la notizia di miracolose guarigioni avvenute nel tempio richiamarono molti pellegrini. Il principale culto devozionale era l'incubatio, cioè l'usanza di dormire distesi sul pavimento e attendere che durante il sonno, san Ciro indicasse durante un'apparizione i rimedi da seguire per guarire.

Solo nel X secolo le spoglie dei martiri furono portate a Roma dove gli fu dedicata la basilica Santa Passera. Intorno al XIV secolo, a causa delle frequenti inondazioni del Tevere, le reliquie dei santi martiri vennero trasportate nella Chiesa di Sant'Angelo in Pescheria, dove San Ciro, fin dal secolo VII, era particolarmente venerato. Successivamente, nel 1600, le reliquie furono traslate a Napoli a opera del cardinale Francesco Sforza e collocate nella chiesa del Gesù Nuovo. È tradizione che nel comune di Portici, zona Vesuviana, provincia di Napoli, vi sia una processione dedicata a San Ciro.

domenica 16 settembre 2018

"Il Santuario Dimenticato": Intervento di valorizzazione del Sacello deg...

Venezia e il suo MOSE, storia di un fallimento


Dopo scandali ed extracosti, il sistema antimarea andrà rottamato? Verifiche e perizie mostrano che molte paratie mobili sono intaccate dalle corrosione e da mitili. E le loro cerniere rischiano di spaccarsi
ANSA

Pubblicato il 11/10/2017
I cassoni subacquei sono intaccati dalla corrosione, da muffe, e dall’azione (davvero non si poteva prevedere?) dei peoci, le umili cozze. Le paratoie già posate in mare non si alzano per problemi tecnici. Quelle ancora da montare, lasciate a terra, si stanno arrugginendo per la salsedine nonostante le vernici speciali; chissà che accadrà quando saranno posate sul fondale. La storia del MOSE (la sigla sta per Modulo Sperimentale Elettromeccanico), il sistema di paratoie mobili concepite nel lontano 1981 per proteggere in modo sicuro Venezia e il suo inestimabile patrimonio artistico dalle alte maree che invadono la Laguna provenienti dall’Adriatico, è davvero un’antologia degli orrori. Invece di costare 1,6 miliardi di euro, ne è già costato 5,5; invece di entrare in funzione nel 2011, se tutto va bene partirà all’inizio del 2022.




Tutta l’opera è stata segnata da gravissimi episodi di corruzione, sanzionati in un processo che si è appena concluso e che ha rivelato un turbinoso giro di mazzette per coprire lavori e opere mal progettati e peggio realizzati. Ora poi si scopre ora che per completare l’opera e riparare le strutture già rovinate ci vorranno la bellezza di altri 700 milioni, più almeno altri 105 milioni di euro l’anno per garantirne il funzionamento e la manutenzione, soldi che non si sa chi dovrà sborsare. Ma quel che è più paradossale, nonostante un esborso pazzesco, una volta in funzione il sistema di 78 paratie mobili chiuderà la porta alle maree eccezionalmente alte, da 110 centimetri a tre metri. Ma non potrà fare nulla per limitare i danni quando arrivano le «acque medio-alte», quelle tra gli 80 e i 100 centimetri, sempre più ricorrenti.


In realtà, dicono gli esperti, sin dall’inizio si sapeva che questo «gioiello di ingegneria nazionale» era stato pensato per fronteggiare situazioni estreme, come i 194 centimetri della tremenda alluvione del 4 novembre del 1966. Il sistema di paratoie mobili a scomparsa, poste alle cosiddette «bocche di porto» (i varchi che collegano la laguna con il mare aperto attraverso i quali si attua il flusso e riflusso della marea) di Lido, San Nicolò, Malamocco e Chioggia, potrà isolare temporaneamente la laguna di Venezia dal mare Adriatico, innalzandosi nel giro di cinque ore.

ANSA

Ma nella zona di Piazza San Marco basta una pioggia un po’ intensa – come l’11 settembre - per allagare tutto. A suo tempo, il Consorzio Venezia Nuova, l’organismo - oggi commissariato - che gestisce la realizzazione del MOSE, aveva proposto una costosissima operazione di isolamento completo di Piazza San Marco e della Basilica, con la posa di un’enorme guaina. Ma a breve la piazza sarà messa al sicuro fino a 110 centimetri di acqua alta con un intervento che costa solo 2 milioni di euro. Tra cui speciali «tappi» di gomma e metallo nella Basilica per bloccare l’entrata della marea dal sottosuolo, e l’innalzamento dei masselli della piazza.


Insomma, non sempre il gigantismo paga. E quel che è peggio è che secondo una perizia commissionata dal Provveditorato alle Opere Pubbliche di Venezia, braccio operativo del Ministero delle Infrastrutture, il MOSE rischia cedimenti strutturali per la corrosione elettrochimica dell’ambiente marino e per l’uso di acciaio diverso da quelli dei test. Le cerniere che collegano le paratoie mobili alla base in cemento – ce ne sono 156, ognuna pesa 36 tonnellate, un appalto da 250 milioni affidato senza gara al gruppo Mantovani - sono ad altissimo rischio (probabilità dal 66 al 99 per cento) di essere già inutilizzabili.


Un controllo ha mostrato che le cerniere del MOSE di Treporti, sott’acqua da tre anni e mezzo, presentano già uno stato avanzato di corrosione. Nelle prove di questi mesi si sono viste paratoie che non si alzano, altre che non rientrano nella sede per i detriti accumulati, Problemi alle tubazioni, un cassone esploso nel fondale di Chioggia. Una nave speciale (costata 52 milioni) per trasportare le paratoie in manutenzione al rimessaggio in Arsenale ha ceduto al primo tentativo di sollevare una delle barriere. Infine, uno studio del Cnr, che ha aggiornato la mappa del fondale della Laguna, oltre a scoprire nei fondali copertoni, elettrodomestici, relitti di barche, persino containers, avverte che le strutture già posate del MOSE hanno generato una preoccupante erosione dei fondali. Le opere pubbliche, specie quelle mirate a difendere il nostro territorio (a maggior ragione dal rischio climatico) sono fondamentali. Ma il MOSE è il simbolo di quel che non si deve fare.

Sullo discredito verso dell'astrologia, secondo G. Kemmerz



[…] Il sottoscritto, avendo potuto leggere e consultare i libri non ancora profanati di Izar, commentati dal suo discepolo B-ANUR di Tebe (che la custodia del G T O T E T sottrae ai grammatici volgari e agli astronomi ignoranti di astrolomantia) crede di compiere opera buona ricavandone pei volgari queste annotazioni, che contengono molte notizie inaudite da fare allibire gli uomini di scienza comune. I quali, non sapendo come ponderare gli astri e con quali pesi e di quale stadera, sogliono dire che la Luna e gli astri varii del Firmamento (che, come si sa, fu separato dalle acque dal Geova di quattro lettere) non hanno possanza sulle cose del mondo umano e del terrestre in generale; giustificando la loro tesi che prove scientifiche non si son trovate di questi pretesi influssi e che l’astrologia giudiziaria già ha fatto provare i suoi insuccessi dalla ragione critica dei più acuti. Ma cotesti superuomini confondono le nozioni superstiziose della discreditata astrologia, manipolata dai volgari per boria di saccenteria, con la scienza arcana dei collegi pontificali delle epoche in cui lo spirito dell’Ermes scendeva nei sinedrii nascosti dalle ombre delle sfingi a conversare coi mortali delle occulte relazioni di tutti gli atomi dell’Universo che formano l’armonia delle concordanze precluse ai non favoriti dal Dio. […]

ANNOTAZIONI SULLE INFLUENZE SIDERALI E LUNARI, GIULIANO KREMMERZ



E' SOLO UN DOLCE, SOTTILE PROFUMO

...ma è anche intenso, come i pensieri ed è denso, come la materia che sublimandosi diventa puro spirito...


[…] A tal proposito scrive Kremmerz che ... dalla Unità micro-macrocosmo ... nella tradizione egizia trassero origine l’astrologia e le influenze astrali nelle ipotesi del Tolom, il collegio sacerdotale che osservava le influenze degli astri ... così si stabiliscono le leggi della magia divinatoria ... Il fondamento astrologico caldeo concepisce il cielo visibile come legge della vita universale ... e l’unità è la chiave di ogni analogia ... se il discepolo non intende ciò, non intenderà mai cosa è l’astrologia pei maghi e dirà dell’astrologia come certi professori pagati dallo Stato ... che essa è una superstizione, e non comprenderà lo spirito dell’alchimia, e le leggi trasmutatorie della vita nel macro e nel microcosmo! […]

è solo un dolce, sottile profumo

René Guénon pensieri sull'astronomia



" ... I Greci usavano indifferentemente i due termini (Astronomia e Astrologia) per designare l'insieme di ciò a cui l'uno o l'altro ora si applicano. A prima vista, sembrerebbe dunque che si tratti ancora di un caso di quelle divisioni secondo "specializzazione" stabilitesi fra cose che originariamente erano solo parti di un'unica scienza: ma qui l'elemento caratteristico è che mentre una di tali parti, quella rappresentante il lato più materiale della scienza in questione, assunse uno sviluppo indipendente, l'altra finì invece con lo scomparire del tutto. Ciò è così vero, che oggi non si ha più alcuna idea di quel che l'astrologia antica poteva essere, e perfino coloro che hanno cercato di ricostruirla sono giunti solo a vere contraffazioni, sia per voler far di essa l'equivalente di una scienza sperimentale moderna, poggiante sulla statistica e sul calcolo delle probabilità, e quindi informata da un punto di vista che in nessun modo può essere stato quello dell'antichità e del Medioevo; sia per darsi esclusivamente a tentativi di ripristino di un "arte divinatoria", la quale fu solo la deviazione di una astrologia già prossima a scomparire, da considerarsi al massimo come una sua applicazione assai inferiore e ben poco degna di considerazione, come si può ancora constatare nelle civiltà orientali. ... "

"Scienza sacra e scienza profana" da "Crisi del mondo moderno" di René Guénon, cap. 4