"Le teorie di Steiner sulla medicina comprendevano delle concezioni importanti sulle malattie mentali, sviluppate dal dottor Friedrich Husemann, che fondò la Casa di cura Wiesneck a Buchenbach. Le sue opinioni sui bambini malati di mente portarono alla fondazione di un Istituto per l'educazione terapeutica a Jena. La credenza di Steiner nella reincarnazione ebbe un ruolo importante nel suo atteggiamento verso i bambini handicappati e verso i mongoloidi; sosteneva che essi erano stati collocati in corpi malati o deformi, e che era loro possibile un certo sviluppo con l'amore e la comprensione. Il suo convincimento si fondava sull'esperienza personale con Otto Specht, il bambino affetto da ritardo mentale, che dovette la sua guarigione unicamente alle cure amorevoli che Steiner gli prodigò a lungo. Steiner insegnava che l'interazione spirituale del medico con il bambino è importante per lo sviluppo del medico stesso. Dopo la sua morte, più di cento istituti per bambini handicappati furono fondati da antroposofi." (Colin Wilson, "Rudolf Steiner", Tea 1986)
domenica 16 agosto 2015
sabato 15 agosto 2015
Riaperta la fortezza crociata del Krak dei Cavalieri
Riaperto il Krak dei Cavalieri, fortezza crociata
Riaperto il Krak dei Cavalieri, fortezza crociata
Il ministero del Turismo della Siria ha
riaperto il Krak dei Cavalieri, una fortezza
militare siriana, situata nei pressi di Homs che può essere considerato il
castello medievale per eccellenza d'età crociata.
Nell'elenco del Patrimonio mondiale dell'Unesco, la fortezza militare
siriana, a ovest di Homs, considerato il più famoso castello medievale
dell'epoca crociata, la più importante costruzione militare fortificata
dell'Ordine militare dei Cavalieri dell'Ospedale di S. Giovanni di Gerusalemme,
più noto come Ordine dei Cavalieri di Malta. Il Krak (che deriva dalla parola
aramaica karkha, che significa città, conservatasi nel centro urbano
transgiordanico di al-Karak, la biblica Moab) si trova a metà strada circa tra
Aleppo e Damasco, a 60 km quasi a SO di Hama.
La sua posizione era strategica in quanto controllava il Passo di Homs, lo
sbocco settentrionale nella fertile pianura della Beqa. Il sito era stato
gravemente danneggiato nel corso della guerra civile tra le forze fedeli al
governo di Damasco e quelle ribelli che si oppongono al regime di Bashar al
Assad.
Il ministero del Turismo della Siria ha
riaperto il Krak dei Cavalieri, una fortezza
militare siriana, situata nei pressi di Homs che può essere considerato il
castello medievale per eccellenza d'età crociata.
Nell'elenco del Patrimonio mondiale dell'Unesco, la fortezza militare
siriana, a ovest di Homs, considerato il più famoso castello medievale
dell'epoca crociata, la più importante costruzione militare fortificata
dell'Ordine militare dei Cavalieri dell'Ospedale di S. Giovanni di Gerusalemme,
più noto come Ordine dei Cavalieri di Malta. Il Krak (che deriva dalla parola
aramaica karkha, che significa città, conservatasi nel centro urbano
transgiordanico di al-Karak, la biblica Moab) si trova a metà strada circa tra
Aleppo e Damasco, a 60 km quasi a SO di Hama.
La sua posizione era strategica in quanto controllava il Passo di Homs, lo
sbocco settentrionale nella fertile pianura della Beqa. Il sito era stato
gravemente danneggiato nel corso della guerra civile tra le forze fedeli al
governo di Damasco e quelle ribelli che si oppongono al regime di Bashar al
Assad.
mercoledì 12 agosto 2015
Pensieri profondi di un cardinale primate di Francia
Jean Danielou, fu cardinale primate di Francia, grande studioso del primo cristianesimo e del simbolismo cristiano. La sua morte avvenne presso la casa di una prostituta a Parigi dove nello stabile abitava la fidanzata di Massimo Mila che dal Coriere della Sera attraverso la telescrivente sparse la notizia di questa morte scandalosa.
Si veda:
Per il cardinale messo al bando è finita la quarantena
Un convegno ha rotto il silenzio su Jean Daniélou, uno dei più grandi teologi del Novecento. Il giallo della sua morte. L'ostilità dei confratelli gesuiti. L'intervista che non gli perdonarono ,http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1350241
Jean danièlou (neuilly-sur-seine, italia, 14 de mayo di 1905-20 de mayo di 1974), " le tradizioni segrete degli apostoli "
Come le capacità terapeutiche della Fontana del Fero a Verona legata al complesso monumentale dell'acropoli oggi Colle di San Pietro
Scorcio della Fontana del Fero a Verona
IN UN ATLANTE I LUOGHI CHE HANNO CARATTERIZZATO LA MEDICINA POPOLARE. A NOLA LA MANNA CHE GUARISCE OGNI MALE
I turisti della devozione e le pietre che curano
Censiti 423 comuni: dall' acqua che aiuta la vista alle colonne che promettono fertilità
MILANO - Nel Museo Wellcome a Londra vi sono numerosi reperti archeologici dell' antica Grecia che raffigurano parti del corpo sanate, resti di offerte al tempio per l' avvenuta guarigione. È un gesto perpetuatosi sino ai nostri giorni, come provano gli ex voto in molte chiese. I santi, del resto, ebbero già nei primi secoli del Cristianesimo funzioni speciali. San Rocco era invocato contro la peste, Santa Lucia per le malattie agli occhi, Sant' Agata per quelle al seno, Sant' Antonio contro l' herpes, Sant' Apollonia per i problemi ai denti e, fra gli innumerevoli altri, Sant' Erasmo era supplicato in caso di coliche (per conoscere prodigi, leggende e proprietà vi sono i 15 ponderosi tomi della Bibliotheca Sanctorum, edita da Città Nuova). E coloro che cercano rimedi naturali contro i veleni trovano ora, dopo tre secoli di assenza, la traduzione - curata da Giuseppe Spatafora e pubblicata da Carocci, costa euro 25,50 - di Theriaká e Aklexiphármaka di Nicandro di Colofone, vissuto nel II secolo prima di Cristo e utilizzato sino alla Rivoluzione francese. Ben ha fatto l' antropologo Massimo Centini a pubblicare un atlante dedicato a I luoghi di guarigione in Italia (Macchione Editore, prefazione di Renato Priulla; pp. 240, euro 20), che esce dopo un analogo saggio del 2003. In esso ogni lettore potrà scoprire fonti, pietre, grotte e reliquie che hanno caratterizzato la medicina popolare nel nostro Paese. Vi sono censiti ben 423 comuni e ancor più luoghi per poter vincere numerosissime malattie, sia dello spirito che del corpo. Qualche esempio è d' obbligo. A Vertova, in Val Seriana (Bergamo), accanto al santuario di San Patrizio, sgorga una fontana la cui acqua è considerata efficace contro ogni disturbo visivo: il fedele bagna le mani nella fonte, poi gli occhi della statua del santo e infine i propri. Invece a Plodio, in località Scurzià (siamo in provincia di Savona), si trovano dei massi con incisioni rupestri realizzate in vari periodi e che la tradizione popolare considera efficaci per la fertilità: in passato le donne appoggiavano il ventre sulle pietre per favorire il parto. A Campodimele (provincia di Latina), si registra un fenomeno positivo: la longevità degli abitanti; gli stessi presentano un tasso di colesterolo molto basso, una pressione arteriosa che non aumenta con l' età, la mancanza di stress. In molti individuano il segreto nell' acqua della Fonte Faggetina, che sgorga nella piazza del paese. Invece a Pianoro (Bologna) ogni anno, sulle pareti annerite del santuario di Santa Maria di Zena, il giorno della natività della Madonna (8 settembre) con una puntualità strabiliante si ritrovano milioni di formiche che terminano qui il loro volo nuziale. Un numero incredibile di Myrmica scabrinodis giunge per l' ultima sciamatura. Dopo l' accoppiamento i maschi cadono al suolo a migliaia, mentre le femmine perderanno le ali e andranno a cercare un luogo sicuro per le uova, dando così vita a un nuovo formicaio. Ebbene: per molti anni si sono raccolti gli insetti caduti per farne dei piccoli sacchi, ottimi contro i reumatismi. A Camerino, nelle Marche, nella chiesa di San Venanzio, si conserva una pietra sulla quale il santo lasciò l' impronta delle proprie ginocchia. Il masso, posto nella cripta, è dotato di poteri terapeutici e guarisce la parte dolorante appoggiata: è consigliato per le emicranie. A Trino (Vercelli), nell' abbazia cistercense di Santa Maria di Lucedio, del XII secolo, c' è una colonna che trasuderebbe un liquido tradizionalmente chiamato «pianto». Il fatto è noto dal tempo in cui la zona fu presa di mira dal demonio: oggi pare che - non soltanto durante la sudorazione - la colonna favorisca la guarigione di chi vi si appoggia. Non sono che cenni, ai quali è possibile aggiungere i prodigi che avvengono nei santuari mariani, da Loreto a Caravaggio a Oropa, o in città particolarmente ricche di tali prerogative, tra le quali spicca Napoli. Ma la provincia sorprende sempre, come dimostra Nola: sul sepolcro che contiene le reliquie di San Felice per cinque volte l' anno si forma una specie di manna molto ricercata, capace di guarire numerosi disturbi. Insomma, per ogni male in Italia c' è un rimedio o un miracolo, sin da tempi precristiani. L' unico antidoto che non troverete nel libro è quello in grado di salvarvi dalle tasse. Ma questa è un' altra storia, che ha bisogno di prodigi ben più grandi. * * * REUMATISMI Nel santuario di Santa Maria di Zena a Pianoro (Bo) ogni anno l' 8 settembre (natività di Maria) si radunano milioni di formiche: quelle che muoiono vengono raccolte e usate per curare i reumatismi * * * LONGEVITA' Gli abitanti di Campodimele (Latina) sono straordinariamente longevi: si dice che il loro segreto stia nell' acqua della Fonte Faggetina, che sgorga nella piazza del paese * * * MALESSERI Da una colonna dell' abbazia cistercense di Santa Maria di Lucedio a Trino (Vercelli) trasuda un liquido detto «pianto» che si racconta guarisca dalle malattie chi vi si appoggia * * * EMICRANIA Nella chiesa di San Venanzio a Camerino (Macerata) si conserva una pietra con l' impronta delle ginocchia del santo: si dice che abbia poteri terapeutici, in particolare per l' emicrania * * * OCCHI Al santuario di San Patrizio a Vertova (Bergamo) sgorga una fonte considerata efficace contro i disturbi visivi: i fedeli si bagnano le mani, poi toccano gli occhi della statua del santo e infine i propri * * * Il volume IL TEMA Il saggio di Massimo Centini I luoghi di guarigione in Italia, una guida agli oltre quattrocento comuni italiani in cui si trovano fonti, pietre o reliquie ritenute miracolose, è edito da Macchione (prefazione di Renato Priulla, pp. 240, 20) L' AUTORE Saggista e antropologo, Massimo Centini si occupa di culture «minori» e microstoria, in particolare degli aspetti legati alla religione e al mito * * * LA SANTA DELLA VISTA Una statua di Santa Lucia raffigurata mentre regge gli occhi che perse durante il martirio. Lucia, venerata come protettrice della vista, non è la sola santa «specializzata»: ad esempio, per le malattie del seno si prega Sant' Agata, per le coliche Sant' Erasmo
Torno Armando
martedì 11 agosto 2015
Tutto nasce dall'Uno e all'Uno ritorna
"Una è la forma, Uno è il principio, Uno è l'Essere.
I molteplici aspetti, i molteplici colori, i molteplici suoni che noi percepiamo con i nostri vari sensi, non sono altro che l'Uno manifestantesi in varie forme, in vari colori solo per differenza di combinazione numerica con lo sviluppo dell'unità in molteplicità. Ed in tutte queste varietà di sensazioni è sempre l'Uno che trionfa. L'Uno che non muore mai per nessuna ragione."
I molteplici aspetti, i molteplici colori, i molteplici suoni che noi percepiamo con i nostri vari sensi, non sono altro che l'Uno manifestantesi in varie forme, in vari colori solo per differenza di combinazione numerica con lo sviluppo dell'unità in molteplicità. Ed in tutte queste varietà di sensazioni è sempre l'Uno che trionfa. L'Uno che non muore mai per nessuna ragione."
Enea Lanari (AE. Philaletes), Gli Insegnamenti Pitagorici per la Conoscenza della Causa Causarum
Nicola Cusano: Il Dio nascosto
Nicola da Cusa,
Il Dio nascosto
Un Gentile disse
[a un Cristiano]: ti vedo inginocchiato con grande devozione,
mentre versi lacrime di amore sincero e non falso. Dimmi, chi sei?
Cristiano: Sono il Cristiano.
Gentile: Che cosa adori?
Cristiano: Dio.
Gentile: Chi è il Dio che adori?
Cristiano: Non lo so.
Gentile: Come fai ad adorare con tanta serietà
ciò che non conosci?
Cristiano: Adoro perché ignoro.
Gentile: Mi stupisco che l'uomo possa essere
preso da ciò che ignora.
Cristiano: È più strano che l'uomo sia preso
da ciò che crede di sapere.
Gentile: Perché?
Cristiano: Perché conosce meno ciò che crede di
sapere di ciò che sa di ignorare.
Gentile: Spiegalo, ti prego.
Cristiano: Siccome non si può sapere nulla,
chiunque creda di sapere qualcosa, a me sembra un folle.
Gentile: A parer mio, il folle sei tu che dici
che non si può conoscere nulla.
Cristiano: Intendo per scienza l'apprendimento della
verità. Chi afferma di sapere, dice di avere appreso la verità.
Gentile: Anche io lo credo.
Cristiano: E come può essere appresa la verità se
non per se stessa? Ma allora essa non è appresa, perché chi apprende è
prima e l'appreso dopo.
Gentile: Non capisco come la verità possa essere
appresa solo per se stessa.
Cristiano: Credi che ciò che è afferrabile in modo
diverso sia anche nel diverso?
Gentile: Sì.
Cristiano: Sbagli in modo evidente. La verità non è
al di fuori della verità; il circolo non è al di fuori della circolarità,
l'uomo non è al di fuori dell'umanità. Dunque, la verità non si trova al
di fuori della verità, né altrimenti, né in altro.
Gentile: In che modo allora so che cosa è l'uomo,
che cosa la pietra e, così, di ogni cosa che so?
Cristiano: Tu non ne sai nulla, ma credi di sapere.
Se ti avessi interrogato sulla quiddità di ciò che credi di sapere, avresti
affermato che non sei capace di esprimere la verità dell'uomo o della pietra.
Bensì sai che l'uomo non è la pietra, e ciò non deriva dalla scienza per la
quale conosci l'uomo, la pietra e la [loro] differenza, ma dall'accidente,
dalla diversità delle operazioni e delle figure. A queste cose, quando le
distingui, imponi i nomi diversi. Il movimento della ragione distinuva ìmpone i nomi.
Gentile: C'è una sola verità o molte verità?
Cristiano: La verità è una sola. L'unità è una sola
e la verità coincide con l'unità, perché è vero che c'è una sola unità. Come
nel numero non si trova che una sola unità, così nei molti non si
trova che una sola verità. E, pertanto, chi non raggiunge l'unità, non
conoscerà mai il numero, e chi non raggiunge la verità nell'unità non può
sapere nulla di vero. E, sebbene creda di sapere con verità, si accorge
facilmente che ciò che crede di sapere si può sapere con più verità. Il
visibile può essere sempre visto con più verità di quanto non lo veda tu. Ed è
visto con più verità dagli occhi più acuti. Dunque non è visto da te come è
visibile in verità. Lo stesso si può dire dell'udito e degli altri sensi. Ora,
poiché tutto ciò che èsaputo, ma non con la scienza con la quale può
essere saputo, non è conosciuto in verità, ma diversamente e in altro --
infatti non si conosce la verità altrimenti e diversamente dal modo che è la
verità stessa --, ne segue che è folle chi crede di sapere qualcosa in verità,
e che ignora la verità. Non passerebbe forse per pazzo quel cieco che credesse
di conoscere le differenze dei dolori quando non conosce il colore?
Gentile: Quale uomo è, allora, sapiente, se non
si può sapere nulla?
Cristiano: Deve essere stimato sapiente chi sa di
essere ignorante. E venera la verità chi sa di non potere apprendere nulla,
ossia di non potere essere, vivere e conoscere, senza di essa.
Gentile: Ma all'adorazione [di Dio] non ti ha
attirato proprio il desiderio di essere nella verità?
Cristiano, È come dici. Io onoro Dio, non quel
[Dio] che la tua religione di
Gentile nomina e crede falsamente di conoscere, bensì quel Dio che è la verità
ineffabile.
Gentile: Ti prego, fratello, qual è la differenza
tra te e me quando onori Dio che è la verità e io non voglio onorare
quel Dio che non è Dio in verità?
Cristiano: Le differenze sono molte. Ma la
differenza una e massima è che noi onoriamo la verità assoluta, non
mescolata, eterna, ineffabile; invece voi onorate non la verità stessa come è
assoluta in sé, ma come è nelle sue opere; non l'unità assoluta, ma l'unità nel
numero e nella molteplicità, e vi sbagliate perché la verità che è Dio non si
può comunicare ad altro.
Gentile: Ti prego, fratello, conducimi a capirti
quando parli del tuo Dio. Dimmi, che cosa sai del Dio che adori?
Cristiano: So che tutto ciò che so, non è
Dio, e che tutto ciò che concepisco, non gli è somigliante, ma che egli è al di
sopra di tutto.
Gentile: Dunque Dio è nulla.
Cristiano: Non è il nulla, perché questo nulla ha
il nome di nulla.
Gentile: Se non è nulla, è allora qualcosa.
Cristiano: Non è qualcosa. Qualcosa, infatti, non è
tutto. Dio non è qualcosa piuttosto che tutto.
Gentile: Tu affermi in modo strano che il Dio che
adori non e né nulla, né qualcosa, affermazione che nessuna ragione
comprende.
Cristiano: Dio è al di sopra di nulla e
di qualcosa perché il nulla gli obbedisce sì da divenire qualcosa. E questa è
la sua onnipotenza. Per la sua potenza, egli supera tutto ciò che e o non è,
per cui gli obbedisce sia ciò che non è, sia ciò che è. Egli fa che
il non-essere venga in essere e che l'essere passi nel non-essere. Egli non è
nulla di quanto è sotto di lui e che la sua onnipotenza previene. Pertanto, non
può essere detto più questo che quello, perché tutte le cose sono da lui.
Gentile: Può essere nominato?
Cristiano: È piccola cosa quella che è nominata. La
grandezza di ciò che non può essere concepito, rimane ineffabile.
Gentile: È allora ineffabile?
Cristiano: Non è ineffabile, bensì esprimibile al
di sopra di tutto, in quanto è la causa di tutte le cose nominabili. Colui
che dà il nome agli altri, come può esser senza nome?
Gentile: È, dunque, esprimibile e ineffabile
insieme.
Cristiano: Neppur questo. Dio non è la radice della
contraddizione, ma è la semplicità stessa anterioread ogni radice.
Pertanto, non dobbiamo dire che è esprimibile e ineffabile insieme.
Gentile: Allora che cosa dici di esso?
Cristiano: Che egli non è nominato né non nominato,
né nominato e non nominato insieme; bensì tutte le cose che si possono dire in
modo disgiuntivo e copulativo per consenso o contraddizione, nonconvengono a
lui a causa dell'eccellenza della sua infinità, perché è il principio unico
anteriore a ogni pensiero che possiamo formarci di lui.
Gentile: Allora a Dio non converrebbe l'essere.
Cristiano: Dici bene.
Gentile: Allora è nulla.
Cristiano: Non è nulla, né non è, né è e non e
insieme, ma è la fonte e l'origine di tutti i principi dell'essere e del
non-essere.
Gentile: Dio è la fonte dei principi dell'essere
e del non-essere?
Cristiano: No.
Gentile: Tu l'hai detto poco prima.
Cristiano: Ho detto la verità quando l'ho
detto, e dico la verità anche ora, quando lo nego. Perché se ci sono i principi
dell'essere e del non-essere, Dio è anteriore ad essi. Ma il
non-essere non ha il principio del non-essere, ma dell'essere. Il non-essere ha
bisogno del principio per essere. C'è allora il principio del non-essere,
perché il non-essere non è senza di esso.
Gentile: Dio è verità?
Cristiano: No, ma è anteriore a ogni verità.
Gentile: È diverso dalla verità?
Cristiano: No, perché l'alterità non può
convenirgli. Ma è infinitamente anteriore a tutto ciò che possiamo
concepire e nominare della verità, in modo eccellente.
Gentile: Non chiamate Dio, Dio?
Cristiano: Sì.
Gentile: Dite il vero o il falso?
Cristiano: Né l'una cosa né l'altra, né tutte e due. Infatti non
diciamo il vero, cioè che questo sia il suo nome, né il falso, perché non è
falso che questo sia il suo nome. Né diciamo il vero e il falso, perché la sua
semplicità è anteriore a tutte ìe cose sia nominabili che non
nominabili.
Gentile: Perché lo chiamate Dio, se ignorate il
suo nome?
Cristiano: Per la somiglianza della
perfezione.
Gentile: Spiegalo, ti prego.
Cristiano: Dio è chiamato così da theoro,
cioè vedo. Dio è nella nostra sfera come la vista nella sfera del
colore. Il colore è afferrato solo dalla vista; e, perché possa cogliere
liberamente ogni colore, il centro della vista è senza colore. Dunque la
vista non si trova nella sfera del colore, perché è priva di colore. Perciò
secondo la sfera del colore, la vista è un nulla piuttosto che qualcosa. La
sfera del colore non coglie l'essere al di fuori della sua sfera,
ma afferma che è tutto ciò che è nella sua sfera. Qui non si trova la vista. La
vista, dunque, che esiste senza il colore non ha un nome nella sfera del
colore, perché non le corrisponde nessun nome di colore. La vista dà il
nome a ogni colore per la distinzione, perciò dipende dalla vista ogni
imposizione di nome nella sfera del colore, ma comprendiamo che il suo nome,
dal quale [è] ogni nome [di colore] è piuttosto nulla che alcunché. Dio si
comporta nei confronti di tutte le cose come la vista rispetto ai visibili.
Gentile: Ho apprezzato quello che hai detto, e ho
capito chiaramente che nella sfera di tutte le creature non si trova Dio, né il
suo nome. Dio sfugge a ogni concetto piuttosto che essere l'affermazione di
qualcosa, in quanto egli non si trova nella sfera delle creature, non
avendo la condizione di creatura. Nella sfera dei composti non si trova il
non-composto, e tutti i nomi che sono nominati sono nomi di composti.
Il composto non è da sé, ma da quello che è anteriore a ogni composto. E,
sebbene la sfera dei composti e tutti i composti sono ciò che sono
per lui, tuttavia, in quanto egli non è composto, non e conosciuto nella sfera
dei composti. Sia, dunque, benedetto nei secoli Dio che si nasconde agli occhi
di tutti i sapienti del mondo.
Etichette: Cristianesimo, Nicola Cusano
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