mercoledì 29 agosto 2012

Un grande studioso delle filosofie ermetiche che ancora è in Italia

Alessandro Grossato
Uno dei pochi studiosi che ancora vivono in Italia e proprio nell'ambito Veneto. Conosciuto da tempo e apprezzato per i suoi studi legati all'antichissima tradizione religiosa induista che è la radice e la fonte della conoscenza spirituale anche dell'Occidente. Il suo impegno conoscitivo da sempre è stato stimolato da una ricerca innescata da un bisogno di conoscenza scaturito dall'animo di questo personaggio che si è mosso fra l'india plurimillenaria e lo sciamanesimo mongolo buriato. Un sapiente che, mosso dal sacro fuoco della conoscenza, indaga da anni sulle motivazioni profonde che portano l'uomo e l'umanità intera alla ricerca dell'ASSOLUTO e dell'ETERNO!

Marco Pasi quello che dovrebbe essere il più grande esperto della storia dell'esoterismo europero

Marco Pasi Aveva la cattedra di storia delle dottrine esoteriche prima alla Sorbona e poi in una università olandese. Quello che sembra essere il più grande esperto della storia dell'esoterismo (nell'età moderna europea) alievo di Giorgi Galli ora va in giro per il mondo raccontando gli intrecci epistolari e le convivenze dei vari personaggi legati alla cultura europea del novecento. Durerà poco! tempi duri e sicuramente incerti. Speriamo in bene!

domenica 26 agosto 2012

Più che "forte" galera di Fenestrelle (sec. XVIII-XIX), Val Chisone (Torino)

Forte di Fenestrelle (sec. XVIII-XIX), Val Chisone (Torino) In questa "meraviglia" (così definita in molti testi per l'arditezza e la bellezza paesaggistica) sono stati rinchiusi e fatti morire di stenti e di freddo migliaia e migliaia di soldati del Regno delle Due Sicilie dato che restarono fedeli allo Stato Borbonico. Ricordatevi anche questo. L'altra storia è sempre rimossa!

Venere Euplea dominava l'Adriatico e la città di Ancona

La sacra Ancona. Il nome Ancona deriva dal greco Αγκών, "ankon" che significa gomito. La città, infatti, sorge su un promontorio a forma di gomito piegato e si protende verso il mare ospitando il più ampio porto naturale di tutto l’Adriatico.La sua Acropoli dove ora sorge il Duomo, sia per la posizione geografica che per il significato storico e religioso è il luogo che domina è l'Acropoli il posto sacro e alto . Da questo colle dove sorgeva lo straordinario tempio dedicato a Venere Euplea (colei che aiutava i naviganti) chiamato nell'antichità promontorio Cumero, nome composto dalle parole greche Kuma ed Oro, che insieme significano "monte opposto al mare". Anche questa Acropoli è stata fagocitata dall'avidità cristiana che tutto vorrebbe nascondere ed occultare affinché solo la sua misera teologia vinca, con la truffa sulle altre. In questo Poggio nel IV-V dell'era volgare, è stata costruita una chiesa proto-cristiana.

Gli infiniti mondi

Il nuovo paradigma di Guido Dalla Casa - 24/08/2012 Fonte: Arianna Editrice Generalità Oggi sappiamo che: - Ci troviamo sul terzo pianeta di una stella di media grandezza, che si muove nel braccio esterno di una galassia qualunque, fra miliardi di altre stelle; - Non c’è nulla di stabile né permanente, non c’è nessun centro di alcun tipo; - La Terra ha cinque miliardi di anni, la Vita ha tre miliardi di anni, la specie umana ha un milione di anni, la cosiddetta civiltà ha diecimila anni, la manìa della crescita economica ha duecento anni; - Non c’è alcuna discontinuità nella Vita: i fenomeni vitali ed emotivi sono presenti in tutti gli esseri senzienti, il comportamento è simile in moltissime specie. L’umanità non ha un’origine unica, è sorta da piccole modifiche e da mescolanze di altri animali (Primati); - In tutti i sistemi complessi si manifestano fenomeni mentali. Il paradigma attuale Il paradigma entro il quale di norma vengono inserite attualmente le idee, le nozioni, le informazioni e le notizie si basa pressappoco su questi pensieri di fondo: - L’umanità è sorta come “progresso” da specie precedenti con origine definita ed è lo scopo di questa “evoluzione”: è l’unica dotata di attività spirituale e depositaria del diritto-dovere di modificare il mondo, fatto per lei; - La civiltà è nata con l’agricoltura diecimila anni orsono, facendo fare all’uomo un grande “balzo in avanti” e aumentando il suo benessere: così è iniziata “la storia”, mentre tutto quello che c’era prima, o non ha abbracciato il nuovo credo, è etichettato come “preistoria”; - L’incremento indefinito dei beni materiali è lo scopo naturale di tutti gli umani. La tecnologia e l’economia (in crescita) sono le attività “vere” che perseguono questo scopo; tutto il resto è un contorno, buono solo per il “tempo libero”. Un nuovo paradigma Proviamo ad inserire le nostre nozioni in questo (nuovo) paradigma: - Siamo esseri senzienti che facciamo parte di un Organismo più grande, che ha una sua vita propria, insieme agli altri esseri, agli ecosistemi e alle relazioni fra tutti gli elementi viventi e non viventi. In questo paradigma si inseriscono, fra gli altri, due movimenti di pensiero: la Critica alla civiltà e l’Ecologia Profonda. La Critica alla civiltà contesta gli ultimi diecimila anni (dall’inizio dell’agricoltura), l’Ecologia Profonda contesta gli ultimi tremila anni delle culture che hanno portato alla civiltà attuale globalizzata. La Critica alla civiltà contesta ogni forma di istituzione, gerarchia, religione, scienza, filosofia, tecnologia, arte, viste come pericolose e dannose intermediazioni con il resto della Natura. L’Ecologia Profonda conserva una forma di scienza-filosofia che cerchi un’integrazione consapevole con il mondo naturale, sistema complesso anche mentale di cui facciamo parte. Lascio a ciascuno il divertimento di meditare sulle conoscenze accennate all’inizio per vedere se sono meglio inseribili nell’attuale paradigma o in quello nuovo, con un invito a rileggere la scala dei tempi. Esempi I concetti vengono trasmessi tramite le parole; il significato delle parole che si usano è determinante. Facciamo alcuni esempi: Si continua a dire “l’uomo e la natura” come se fossero due cose distinte, se non addirittura contrapposte. Oggi sappiamo che l’uomo è Natura, è una specie animale, è completamente partecipe del fluire mentale-energetico-materiale dell’Ecosistema. Si usa dire “l’uomo e gli animali” come se fossero due cose diverse; i termini umanità e animalità sono addirittura usati come antitetici. Quante volte si sente dire dai mezzi di informazione che quel tale delinquente “è un animale” “è una bestia” o simili espressioni, totalmente assurde. Anche dire che la Natura (o un’entità naturale) è “patrimonio di tutti” o costituisce una risorsa da conservare sottintende una concezione fortemente antropocentrica. Così pure voler salvare un ambiente naturale per poterlo trasmettere “alle generazioni future”: sono tutte espressioni che considerano la centralità dell’uomo come ovvia. Invece le parole devono essere adattate all’idea che qualunque entità naturale, e la Natura stessa, hanno un valore in sé, indipendente dalla nostra specie. Anziché “animali” o “bestie” diremo “gli altri esseri senzienti”, senza comunque impiegare alcun termine in senso negativo. La parola civile, sempre impiegata con connotazioni positive, va evitata perché ha in realtà l’unico significato di “conforme ai principi dell’Occidente”. Non esiste alcun “ambiente”: il termine deriva dall’idea di ambiente dell’uomo, cioè è impregnato dal fortissimo antropocentrismo della cultura occidentale. In sostanza si usa chiamare “ambiente” un Organismo Totale vivente-senziente, come se fosse un “contorno” di alcune sue cellule (la nostra specie). E’ poi evidente che non è sufficiente preoccuparsi di preservare “il paesaggio”, ribadendo con questo termine che tutto quello che si fa è per allietare l’uomo, ma bisogna rendersi conto in modo molto più vitale e profondo di tutti i collegamenti fra qualunque elemento del Pianeta. Si possono trasmettere le stesse nozioni ma in un altro quadro generale, con un linguaggio organicistico-olistico (non antropocentrico) ben diverso. Non è strettamente necessario modificare le nozioni attuali, almeno inizialmente. Da un libro di Gregory Bateson (Mente e Natura – Ed. Adelphi, 1984) E’ una questione di obsolescenza. Mentre buona parte di ciò che si insegna oggi è nuovo e aggiornato, i presupposti o premesse di pensiero su cui si basa tutto il nostro insegnamento sono completamente superati. Mi riferisco a nozioni quali: - Il dualismo cartesiano che separa la “mente” dalla “materia”. - Lo strano fisicalismo che usiamo per descrivere e spiegare i fenomeni mentali: “potenza”, “tensione”, “energia”, “forze sociali”, ecc.; - l’idea che tutti i fenomeni (compresi quelli mentali) possono e devono essere studiati e valutati in termini quantitativi. La visione del mondo generata dall’insieme di queste idee è superata perché: - dal punto di vista pragmatico queste premesse e le loro conseguenze portano all’avidità, a un mostruoso eccesso di crescita, alla guerra e all’inquinamento. In questo senso, le nostre premesse si dimostrano false ogni giorno, e di ciò gli allievi si rendono in parte conto; - dal punto di vista intellettuale, queste premesse sono obsolete in quanto la teoria dei sistemi, la cibernetica, la medicina olistica, l’ecologia e la psicologia della Gestalt offrono modi manifestamente migliori di comprendere il mondo della biologia e del comportamento; - come base per la religione le premesse che ho menzionato divennero chiaramente intollerabili e quindi obsolete circa un secolo fa.

Una conferenza su Aor al castello di Guardea

L'EGITTO DI SCHWALLER DE LUBICZ - AOR
Appunti da una conferenza tenuta dal Prof. Pasquier, presso il Castello di Guardea il 21 Giugno 1986. Questa Conferenza fu tenuta dal Prof. Pasquier, che conobbe e frequentò personalmente R.A. Schwaller De Lubicz e che fu tra i fondatori della Fondazione De Lubicz. I seguenti appunti sono redatti da FDA, che partecipò alla Conferenza. Renee A. Schwaller De Lubicz, che si firmava con il nome AOR, fu una personalità molto forte ed altrettanto silenziosa. La sua vita potrebbe definirsi una meditazione perpetua. Con i suoi discepoli operava distruggendo la parte illusoria della loro personalità, per poi riempirla di valori iniziatici. Dopo aver vissuto in Francia ed in Svizzera, si trasferì per oltre dieci anni, con la sua compagna Isha, in Egitto ove cercò di penetrare il profondo significato della mentalità dell'Antico Egitto. La sua opera principale è "Il Tempio dell'Uomo", opera monumentale, che racchiude la Scienza Egizia. Tale opera si basa sugli studi da lui eseguiti sul Tempio "Apet del Sud" di Luxor, l'antica Tebe. "Il Tempio dell'Uomo" mette in risalto una modalità di pensiero, quella Egizia, completamente diversa dalla nostra mentalità, prettamente materialista. Gli Egizi trasmettevano affermazioni, che erano simboleggiate in azioni vitali. Essi possedevano conoscenze tecniche molto precise, che presupponevano una precisa conoscenza delle leggi che governano l'Universo; presso i Sacerdoti iniziati dell'Egitto Faraonico esisteva una sicura conoscenza delle leggi del divenire. Un fenomeno fisico tridimensionale risponde ad una azione della legge ternaria, che si può descrivere solo con un linguaggio "a tre dimensioni": ecco allora il linguaggio dell'Architettura nei Templi. L'Opera architettonica di un Tempio Egizio va letta su tre piani: Aritmetico - Peso - Valore quantitativo Geometrico - Volume - Valore quantitativo Armonico - Verbo Creatore - Valore qualitativo L'Armonia nel mondo è un "gesto", che cerca l'armonia tra la causa e l'effetto. Per comprendere bene l'opera di AOR, è utile ripercorrere le tappe principali della sua vita iniziatica. Nacque in Alsazia nel 1887. Fin dall'infanzia, che trascorse a Strasburgo si interessò alla pittura e fu affascinato dal laboratorio chimico del padre. Attraverso le reazioni chimiche percepiva la vita racchiusa nella materia: i corpi non sono inerti, ma sono vivi, in quanto dimostrano reazioni di affinità tra di loro. Egli cercava un legame con la Forza di Creazione. Da dove proviene la materia? Perché è viva? Percepiva che la manifestazione del Tutto proviene da un Nulla, che è però una Energia indivisa ; Tutto proviene da un'unica Origine; Tutto è una sola cosa. A Parigi dipinse con il pittore Matisse e si occupò per circa due anni di Teosofia. AOR si interessò anche alla Fisica, ma la riteneva semplicistica, in quanto si limitava a descrivere matematicamente i fenomeni, piuttosto che cercare la genesi dei fenomeni stessi. La Fisica non affrontava né spiegava il problema della Vita, del suo fine e del suo scopo. Fu allora attratto dal significato profondo dei Numeri. Per comprendere la successione dei fenomeni della Natura, si deve comprendere profondamente come il molteplice si sprigioni dall'UNO indifferenziato, che non rappresenta una quantità, bensì una qualità. Si avvicinò così alla Tradizione Pitagorica puro, che vedeva nei Numeri l'espressione di qualità. Successivamente riunì attorno a sé un gruppo di uomini, reduci dalla guerra, che erano dotati di una alta carica morale; fondò così i "Veilleurs" - I Veglianti. Cercò, anche attraverso una Rivista, di battersi contro la visione materialista e meccanicista della vita. Formò un gruppo di Artigiani, che si dovevano sentire "nobili", in quanto in grado di trasformare manualmente la materia in opera d'arte. Il lavoro manuale poteva così essere trasformato in illuminazione spirituale. Si avvicinò poi al regno vegetale. Sviluppò in sè, assieme anche alla sua compagna Isha, una profonda capacità di comunione con il mondo vegetale; si occupò di spagiria verde. Riusciva ad avere una comunicazione sensibilissima con le vibrazioni vitali. Riunendo l'infinitamente grande all'infinitamente piccolo (studi su influenze astronomiche e microfotografia di cellule viventi) riuscirono ad estrarre le quintessenze delle piante senza far uso di alcool, ottenendo tinture vegetali, che superavano i preparati omeopatici. Si occupò assieme ad altri alla scienza del vetro, riuscendo a ricreare i colori regali - blu e rosso - delle Cattedrali. In ogni sua applicazione, AOR cercò sempre di giungere all'essenza dei problemi. Era consapevole che l'uomo è il prodotto più alto della Natura e riassume in sé i tre regni: quindi ha la potenzialità di poter conoscere ogni cosa. Ecco quindi la centralità dell'Essere Umano. Ritenne fondamentale la necessità di una "tensione dolorosa e creativa", per poter giungere alla comprensione del Mistero. Scrisse queste parole: "La pietra ha sofferto per la pianta, la pianta ha sofferto per l'animale, l'animale ha sofferto per l'uomo e l'uomo soffre per la redenzione." Sostenne sempre che il Gran Libro della Natura è accessibile agli uomini, che si rendono degni della conoscenza. Questo Libro deve essere scoperto. La forma è sempre visibile, ma il senso vitale riposto è afferrabile solo per chi lavora su di sé. Così per i Monumenti Egizi, che si presentano come "Libri della Natura e della Vita". Si ritirò, assieme ad Isha, a palma di Majorca, nell'abitazione stessa che fu di Raimondo Lullo, e ne approfondì l'opera. Fu qui che sentì, imperioso, il richiamo per l'Egitto. Partì per l'Egitto, ove poi si trattenne per più di un decennio, vivendo nei pressi dei Templi di Luxor e Karnak, zona in cui sorgeva l'antica Tebe. Qui, sacrificando l' "umanità", cercò di penetrare il messaggio lasciato dall'Antico Egitto. Ritenne che il Tempio di Luxor rappresentasse l'Uomo Cosmico. Isha, la sua compagna, approfondì lo studio dei geroglifici egizi e ne intuì il profondo significato simbolico. Tale studio Isha lo riassunse nelle due opere magistrali "Her Bak Cecio" ed "Her Bak Discepolo". Scopersero che, oltre la chiave di lettura "normale" dei geroglifici, esiste una lettura simbolica, che svela l'intimo significato degli insegnamenti sacerdotali egizi. Da poco l'egittologia ufficiale accetta anche questo modo di lettura. L'approccio con l'Egitto AOR lo ebbe solo quando aveva affinato il proprio strumento di percezione: l'Intelligenza del Cuore, una forma di intelligenza non più dialettica e cerebrale, ma di confondimento con la cosa studiata. Egli considerò due livelli di significato per l'Egitto. Egitto storico, che si sviluppò in un luogo ed in un tempo; Egitto, come una precisa "Qualità dell'Intelligenza"; un altro modo di esistenza dell'Intelligenza umana. Questo "Egitto" non ha niente a che vedere con i tempi storici (anche se questa Intelligenza si espresse nella terra del Nilo in una precisa epoca storica), ma rappresenta piuttosto un ben preciso Luogo/Stato di coscienza. Per entrare in questo Egitto, eternamente presente, l'uomo deve imporre a se stesso una disciplina. Egli deve, abbandonando la coscienza dialettica, risvegliare un rapporto interiore vivente con l'oggetto della propria ricerca, quella che AOR definiva Intelligenza del Cuore. Questo era lo scopo: risvegliare, con un lavoro su di sé, l'Intelligenza del Cuore, giungere con essa all'essenza vivente dei fenomeni, e quindi poter giungere all'Essere Universale. Se l'uomo riesce a penetrare nel proprio "Cuore", riesce anche a penetrare nel "Cuore" delle cose. Ecco allora che AOR studiò e percepì la fisiologia dell'Essere Umano, riuscendo ad individuare stati d'essere della consapevolezza umana, che sfuggono alla corteccia cerebrale. Il suo lavoro presso il Tempio di Luxor, assieme ad altri archeologi, fu teso a dimostrare che il senso profondo dei geroglifici ed il senso esoterico degli insegnamenti, che se ne traeva, erano basati su dati scientificamente rilevati e confrontati. AOR incontrò anche R. Guenon, ma tale incontro fu privo di sviluppi. Da tale lavoro sull'Architettura e la simbologia egizie, AOR dimostrò come il simbolo puro sia l'immagine concreta di una Idea: è attraverso il Simbolo che si crea il legame tra una Idea astratta e qualitativa ed il concreto manifestato. Di fronte ad un Simbolo dobbiamo solo porre interrogativi silenziosi, per stimolare l'Intelligenza del Cuore, che sola può dare le risposte viventi e vitali. Il Simbolo è dunque anche una immagine concreta, che stimola ed evoca l'astrazione. Così, in questa chiave, il Tempio di Luxor è un Simbolo completo dell'Uomo. Il Tempio, nella sua interezza, esprime le funzioni sacre degli organi umani, connesse con le funzioni dell'Universo, considerato che l'Uomo è il riassunto dell'Universo stesso. Nella deviazione meccanicista e materializzante, si è persa la capacità di veder nella Natura l'Unità divina, che si esprime attraverso Forze Vive ed Intelligenti. Si è quindi giunti ad una dicotomia tra una Natura ormai sconsacrata, e quindi meccanica, e la Divinità vivente. Questa deviazione ha portato ad uno sviluppo di scienze sempre più meccaniche, specialistiche e prive di capacità di comprendere la genesi vitale dei fenomeni. L'uomo deve riconsacrare l'Universo; solo allora l'Uomo potrà comprendere nuovamente il linguaggio del Divino, che scende sulla Terra fino a lui. EGITTO DI SCHWALLER DE LUBICZ

venerdì 24 agosto 2012

La repubblica teocratica del monte Atos

Ovvero i Luoghi ALTI! "Ci sono dei luoghi sulla terra, che sembrano essere prediletti dalle divinità. Uno di questi si trova nel Mare Egeo nella penisola caldifica che si proietta a mare con tre promontori, il più a oriente è il promontorio di Athos, che è anche il nome della montagna più alta (2033 mt). Qui ci sono circa venti monasteri dove convivono da secoli monaci ortodossi di diversa provenienza: greci, russi, serbi, georgiani, bulgari e magiari. Giuridicamente formano la ‘Repubblica Monastica del Monte Athos’ e l’accesso in questi luoghi è disciplinato da un rigido regolamento autorizzativo che consente la visita a non più di dieci persone al giorno che devono dimostrare il loro interesse storico, religioso e naturalistico per questi luoghi. Alle donne è proibito l’accesso come proibito è l’introduzione di qualsiasi oggetto che possa recare disturbo all’equilibrio spirituale e contemplativo. Non ci sono strade e i collegamenti tra i vari monasteri disseminati lungo la penisola sono dei sentieri non sempre ombrosi, ma sicuramente impervi e polverosi. Una volta accettati si è ospiti per un massimo di quattro giorni delle comunità religiose, che ti accolgono, ti rifocillano e ti offrono da dormire; si dimostrano disponibili a condizione che il visitatore mostri interesse spirituale e non abbia atteggiamenti di supponenza: in altre parole bisogna essere pellegrini , rispettosi e discreti, e solo così si possono avere percezioni poco comuni e intuire realtà ed esperienze ascetiche e quasi ‘soprannaturali’. Sul Monte Athos si assiste alle manifestazioni e ai riti di tradizione ortodossa, immutati nei secoli, si può ammirare una superba natura incontaminata, si ha la possibilità se non la certezza di aprire il proprio cuore e sentirsi vicino all’Assoluto."