sabato 18 agosto 2012

La costituzione dell'IMI e dell'IRI e la legge bancaria del 1936

Un personaggio strano:Alberto Beneduce (Caserta, 29 maggio 1877 – Roma, 26 aprile 1944) legato alla massoneria,socialista convinto e interventista della prima ora. Collaboro fino alla fine con Mussolini che lo stimava venne definito: il dittatore della finanza dato che instaurò un sistema finanziario formidabile ma accentrato al sistema statale. Diede nomi rivoluzionari e inconsueti alle figlie: Idea Nuova Socialista, Vittoria Proletaria e Italia Libera .Idea Nuova Socialista Beneduce sposo Enrico Cuccia che spinto dal suocero entro nel meccanismo della finanza divenendo nel dopoguerra il più potente personaggio dell'Italia essendo al vertice di Mediobanca (sulla sua tomba accadono tutt'oggi strani riti legati a messe officiate il giorno della sua morte dove partecipa tutto il ghota della finanza, anche se fu sempre apertamente contro le scelte vaticane). Ma cosa è morto del fascismo: quello che ormai era scomodo. Hanno ucciso Benito con un'orgia popolare, ma il meccanismo continuava con le solite eminenze grigie,(il boom economico fu determinato proprio dall'assetto finanziariario impostato dal fascismo) oleato dal malaffare democristiano-vaticano (anche se Cuccia si oppose con molte tolleranze).....un apparente conflitto: Cuccia sembrava lontano dal cupolone in realtà "ungeva" tutti dall'estrema sinistra all'estrema destra cristiani-vaticani compresi.

venerdì 17 agosto 2012

SATANA E I BANCHIERI

SATANA E I BANCHIERI di Giacinto Auriti
Pubblicato da vbinaghi su luglio 27, 2007 Giacinto Auriti (1926-2006) fu docente di Giurisprudenza e co-fondatore dell’Università di Teramo. Le sue teorie monetarie sono molto vicine a quelle che fruttarono al poeta Ezra Pound l’accusa di anti-americanismo e la reclusione in manicomio. Goethe affermava che “nessuno è più schiavo di chi si ritiene libero senza esserlo”. Questo principio è particolarmente valido nel sistema monetario vigente. Il cittadino si illude di essere proprietario dei soldi che ha in tasca, mentre ne è debitore. La banca, infatti, emette la moneta solo prestandola, sicché la moneta circola gravata di debito. Il segno della schiavitù monetaria è data dal fatto che la proprietà nasce nelle mani della banca o, per meglio dire, del banchiere ché emette prestando e prestare è prerogativa del proprietario. La moneta, invece, deve nascere di proprietà del cittadino perché è lui che, accettandola, ne crea il valore; tanto è vero che, se si mette un governatore a stampare moneta in un isola deserta, il valore non nasce perché, mancando la collettività, viene meno la possibilità stessa della volontà collettiva che causa questo valore. Come ogni unità di misura (e la moneta è la misura del valore) anche la moneta è una convenzione. Quando la moneta era d’oro chi trovava una pepita se ne appropriava senza addebitarsi verso la miniera. Oggi al posto della miniera c’è la banca centrale, al posto della pepita un pezzo di carta, al posto della proprietà il debito. Non si può comprendere come sia stata possibile questa mostruosità storica (nata nel 1694 con la Banca d’Inghilterra e con l’emissione della sterlina) se non si muove dalla definizione della moneta strumento (sterco) del demonio. La verità di questa definizione è stata avvertita anche da S. Francesco d’Assisi quando vietava ai padri questuanti di ricevere oboli in moneta. Noi ora ne dimostreremo la piena fondatezza sulla base delle stesse parole di Satana che stanno nel Vangelo. Satana, nel Vangelo, parla tre volte. Dopo il digiuno di Cristo nel deserto, Satana Gli dice: “Tramuta le pietre in pane”. Per lo più queste parole sono interpretate nel senso di considerarle come tentazione in quanto Cristo era affamato e mangiare pane sarebbe stato motivo della tentazione. Questa interpretazione non è accettabile perché la tentazione è sempre relativa ad un peccato e mangiare pane dopo quaranta giorni di digiuno è moralmente ineccepibile. Dunque la giustificazione delle parole di Satana va intesa diversamente e chi ci dice come interpretare le parole di Satana è proprio Cristo quando, rispondendo a Satana, afferma (Mt. 4,4) : “Sta scritto, non di solo pane vive l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”. Ciò che sorprende in questa frase di Gesù è la novità della proposta, mai considerata dai teorici dell’interpretazione, di dedurre il significato delle parole non dalla loro espressione letterale, ma dalla bocca che le pronuncia. Quelle parole erano uscite dalla bocca di Satana; sicché per interpretarle esattamente va considerata l’ipotesi, peraltro assurda, che Cristo avesse accettato l’invito di Satana e trasformato le pietre in pane. In tal caso avrebbe potuto ben dire a Cristo: “Tu puoi mangiare pane per mio merito perché io Ti ho dato il consiglio di trasformare le pietre in pane.” Quindi Cristo sarebbe stato trasformato da “padrone” a “debitore” del Suo pane. A ben guardare questa ipotesi si verifica puntualmente nell’emissione della moneta nominale. Quando la banca centrale emette moneta prestandola, induce la collettività a crearne il valore accettandola, ma contestualmente la espropria ed indebita di altrettanto, esattamente come Satana avrebbe fatto se Cristo avesse accettato l’invito di trasformare la pietra in pane. Se si mette al posto della pietra la carta, ed al posto del pane l’oro, al posto di Satana la banca, si riscontrano nella emissione della Sterlina oro-carta e di tutte le successive monete nominali, tutte le caratteristiche della tentazione di Satana. Con la costituzione della Banca d’Inghilterra e del sistema delle banche centrali, tutti i popoli del mondo sono stati trasformati da proprietari in debitori ineluttabilmente insolventi del proprio denaro. La banca, infatti, prestando il dovuto all’atto dell’emissione, carica il costo del denaro del 200%. L’Umanità è così precipitata in una condizione inferiore a quella della bestia. La bestia, infatti, non ha la proprietà, ma nemmeno il debito. È gran tempo ormai che si comprenda che tutti possono prestare denaro tranne chi lo emette. Con la moneta debito l’Umanità è stata talmente degradata che non a caso si è verificato il fenomeno del “suicidio da insolvenza” come malattia sociale che non ha precedenti nella storia. Ciò conferma la Profezia di Fatima: “I vivi invidieranno i morti”. Non si possono valutare esattamente le tentazioni di Satana se non le si considerano nel loro contesto globale. Particolarmente significativa, in questo senso, è la terza tentazione (Mt. 4, 8-9) : ” Gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro magnificenza, poi disse a Gesù: tutto questo io Ti darò. Se Ti prostri e mi adori”. Adorare prostrati significa mettere Satana sull’altare al posto di Dio. Ciò spiega perché gli adoratori di Satana contestano fondamentalmente e necessariamente l’Eucarestia Cattolica. La circostanza che il Protestantesimo si sia basato sulla contestazione dell’Eucarestia Cattolica ed abbia promosso la costituzione delle banche centrali come promotrici della moneta-debito parla da se. Non a caso il parlamento inglese approva nel 1673 il Test Act: l’editto con cui viene dichiarata illegittima l’Eucarestia Cattolica e la Transustanziazione. Non a caso nel 1694 viene fondata la banca d’Inghilterra che emette la sterlina sulla regola di trasformare il simbolo di costo nullo in moneta, inaugurando l’era dell’oro-carta. Non a caso nasce la subordinazione del potere religioso a quello politico quando il re d’Inghilterra diventa anche capo della religione protestante anglicana sovvertendo l’ordine gerarchico del Sacro Romano Impero per cui l’autorità politica era autonoma ed eticamente subordinata alla sovranità religiosa. Non a caso quando il protestantesimo entra in Europa continentale non fonda una chiesa, ma una banca: la Banca Protestante il cui presidente, il Neker, diventa consigliere di Luigi XIV. Non a caso tutte le monarchie cattoliche della vecchia Europa si disintegrano perché si indebitano senza contropartita verso i banchieri per la moneta satanica da questi emessa a costo nullo e che gli stessi re avrebbero potuto emettere gratuitamente per proprio conto senza indebitarsi. Non a caso in Svizzera vige la regola di essere ad un tempo “banchieri” e “protestanti”. Non a caso la differenza essenziale tra Sacro Romano Impero e Commonwealth Britannico è la moneta. Lì il portatore è proprietario delle moneta, qui è debitore. Non a caso, dopo aver tolto Dio dall’altare con la negazione dell’Eucarestia Cattolica e fondata la banca d’Inghilterra, il Commonwealth raggiunge nel 1855 una estensione di 22 milioni e 750 mila chilometri quadrati. Oggi tutto il mondo è Commonwealth. Tutto il mondo è “colonia monetaria”. Satana, principe di questo mondo, è una persona seria: mantiene le promesse fatte a fin di male. Dopo che il male è stato fatto concede ai suoi adoratori il dominio su tutti i popoli del mondo. Su queste premesse ci si spiega anche la tentazione di Satana quando esorta Cristo a gettarsi dalla cima del tempio della Città Santa. Chi è padrone di tutto il mondo e di tutto il denaro del mondo, o perché lo possiede o perché ne è creditore, non desidera sovranità e ricchezza perché già le possiede, ma ha sete di vanagloria. Si giustifica così anche questa tentazione.

martedì 14 agosto 2012

Il colto parere di Zolla e l'attuale degenerazione di Monti!

Risultati immagini per un burattino
il colto parere di Ellemire Zolla: «Il burattino framassone» Zolla: la storia di un´iniziazione ispirata a Apuleio di Silvia Ronchey «IL Pinocchio di Collodi è un miracolo letterario dalla profondità esoterica quasi intollerabile». Elémire Zolla, l'intellettuale italiano più introdotto nei segreti di Pinocchio (si veda il suo Uscite dal mondo pubblicato da Adelphi), risponde da iniziato, scegliendo le parole con cautela quasi sacrale e lasciando al fondo un che di enigmatico, un'eco di mistero. «Un bambino che legga con tutto il cuore questo libro ne esce trasformato. Diventa un'altra persona di cui non è lecito parlare». Che genere di altra persona? «Una persona con una mentalità da martire. In quale altro libro si insegna al bambino a diffidare di tutte le autorità terrene? E chi altro può vivere disdegnando quasi completamente la giustizia umana?». Forse lei dice «bambino» nell'accezione sacra per cui è «puer» il non iniziato. «Ovviamente Pinocchio è la storia di un'iniziazione. Come le Metamorfosi di Apuleio. Ha presente le pagine finali? Il latino del grande retore diventa una lingua infantile quando narra l'epifania di Iside, la madre universale, colei che compare nei sogni se si sogna rettamente... Che poi in Collodi è la fata dai capelli turchini». Un momento. Chi è la fata dai capelli turchini? «È la prefigurazione della capra sullo scoglio nel mare in tempesta, che compare nel libro molto più tardi, e che pure ha il pelo azzurro». Perché Collodi rappresenterebbe Iside come capra, oltre che come fata? «Iside, nel mondo pagano, è la grande mediatrice, rappresentante di tutto il mondo animale, o meglio dell'indistinzione tra animale e umano». In effetti in Apuleio il protagonista è trasformato in asino. Non vorrà dire che anche le orecchie d'asino di Pinocchio vengono di lì? «Certo. Il che significa semplicemente che provengono dalla cultura di base della cerchia massonica cui Collodi apparteneva. Vede, una loggia di Firenze, al tempo di Collodi, non era luogo di modesta cultura. Certe letture erano comuni, elementari addirittura. La massoneria ferveva di una rinascita del pitagorismo antico, culminata poi in Arturo Reghini, grande scrittore e matematico in lite con Mussolini e con Evola». Vuol dire che la letteratura antica era un codice? «Era linguaggio elettivo per comunicare all'interno dell'ambiente massonico. E lì le cose su cui si posavano gli occhi si trasmutavano. C'è un passo di Marco Aurelio: "Ricordati che colui che tira i fili è questo Essere celato in noi, è Lui che suscita la nostra parola, la vita nostra, è Lui l'Uomo... Cosa ben più divina delle passioni che ci rendono simili a marionette e nient'altro". Si attaglia alla storia del burattino, ne è la chiave». Ma allora «Pinocchio» è un libro per bambini o una parabola massonica? «Entrambe le cose, è questo il miracolo. La semplicità della lingua toscana in Pinocchio nasce dal fatto che Collodi sta trasmettendo una verità esoterica è non può che esprimerla così, come la narrerebbe a un bambino. È il ritegno di chi sta parlando di cose indicibili che produce questo particolare linguaggio, in Collodi come in Apuleio». In questa chiave esoterica, che significa il nome Pinocchio? e Lucignolo? e il Gatto e la Volpe? «In latino pinocolus significa pezzetto di pino. Per un pagano è l'albero sempreverde che sfida la morte invernale. Lucignolo è un Lucifero miserello, a misura di puer, cioè di pre-iniziato, e il Gatto e la Volpe sono Legbà e Shù, grandi personaggi della mitologia africana che si ritrovano anche nel Vudù. Allora si leggeva, e di libri sul Vudù l'America di fine Ottocento era piena. Qualche massone d'oltreoceano poteva avere informato Collodi. La vita di loggia è molto strana, è segreta e piena di incontri». Vuol dire che «Pinocchio» non può comprendersi del tutto senza conoscere la massoneria? «No, voglio dire che Pinocchio continua un'antichissima tradizione sotterranea della letteratura italiana. In rapporto ai rituali massonici si chiarisce il significato della poesia medievale - Federico II, Dante e Cavalcanti - così come l'esoterismo della Rinascenza in tutti quei grandi che vissero l'integrazione di Bisanzio nella cultura occidentale ai tempi del concilio di Ferrara e Firenze e intorno a Enea Silvio Piccolomini, un grande gnostico: pensi alla lettera veramente esoterica che scrisse al sultano ottomano, al neopaganesimo di Pienza... Tutti, anche gli alti prelati sanno che dal culto di Iside deriva la Madonna, che la leggenda dei magi testimonia come l'atto fondante della cristianità sia l'innesto dello zoroastrismo, come può vedersi, proprio vicino a Pienza, nei rilievi della pieve di Corsignano!». La prego, torni a «Pinocchio». «Pinocchio, come dicevo, continua la lignée esoterica, gnostica, isiaca e neopagana, nel senso più spirituale, che è al centro della nostra letteratura». Il che varrebbe a dire che la grande letteratura italiana è essenzialmente massonica? «Varrebbe a dire che spesso noi italiani ci lamentiamo di non avere una letteratura all'altezza, ad esempio, di quella inglese o tedesca. Ma il fatto è che la nostra migliore letteratura, quella laica, è sotterranea e segreta, perché a differenza degli inglesi e dei tedeschi ha dovuto sottrarsi alla censura dell'ala meno illuminata e elitaria della cultura cattolica».

domenica 12 agosto 2012

Il porcile RAI inizia con Bernabei e continua con Minoli! Avanti Italia

L'ingenuo La Pira con il Pignone, Fanfani l'ottuso amico di Gelli, Aldo Moro delle brigate rosse o nere e il nuovo sporcaccione democattolico e Faustiano: Andreotti. RAI: di tutto, di più. Bernabei, con la continuità di Minzolini a Minoli, Sotto il Daimon di Mattei:partigiano bianco e cattolico degenerato! ecco arriva il forense Leone di Napoli! Pieni di articoli sulla cacciata di Minzolini, che ha creato profonde spaccature nel governo dell’ente di viale Mazzini e nel teatrino della politica, i giornali hanno dedicato poco spazio al flop e alla chiusura, a causa di una voragine di 70 milioni di euro, della fiction “Agrodolce”. Giovanni Minoli, genero del fanfaniano Bernabei, storico direttore generale della Rai negli anni ’60 e ’70, era stato l’ideatore della fiction, trasmessa su Rai 3, e girata in Sicilia, insieme al responsabile di una società di produzione, Luca Josi. Costui, come Minoli, fu molto vicino a Craxi, negli anni ruggenti della Milano da bere e della Rai da occupare. Al genero dell’ancora influente Bernabei, già direttore di Rai Educational, i dirigenti avevano assicurato un contrattone di consulenza, solo qualche mese la sua andata in pensione, tutt’altro che magra. Un funzionario della RAI, dopo la lite sulle modalità di prosecuzione di “Agrodolce”, esplosa tra Minoli e Josi, in una telefonata, registrata dal produttore, avrebbe “consigliato” di tener conto, nella scelta delle comparse della fiction e del personale tecnico, “delle tradizioni e delle regole, non scritte ma ferree, della Sicilia”. In pratica,delle indicazioni dei boss mafiosi. Josi ha denunciato tali pressioni all’autorità giudiziaria, sostenendo che lui rapporti con le cosche siciliane non le avrebbe mai consentite. Una, ennesima, grave vicenda, davvero amara più che agrodolce, per la Rai, per le persone rimaste senza lavoro, per gli italiani, che pagano il canone. E, soprattutto, per quanti auspicano trasparenza, anche nel profondo Sud, negli appalti, nella gestione del denaro pubblico e nella selezione del personale. Il resto dell'articolo non e possibile riportarlo dato che non è più in rete.

sabato 11 agosto 2012

La stranezza del logo delle olimpiadi di Londra

L’Iran sostiene che il logo delle Olimpiadi di Londra 2012 sia lo spelling della parola “Zion” (Sion, sionista) e per questo ha presentato una denuncia formale al C.I.O. ( il Comitato Olimpico Internazionale). “Come dimostrano documenti su internet, l’uso della parola “Zion” non solo è disonorevole per i Giochi Olimpici, ma va anche contro i valori dello sport e di unione fra i popoli di cui le Olimpiadi si fanno portavoce”, scrive il governo iraniano nella lettera inviata al C.I.O. e dicendo anche che questa situazione potrebbe portare al boicottamento delle stesse Olimpiadi da parte di alcuni Paesi, tra cui appunto l’Iran. Un funzionario del Cio ha confermato che la lettera è stata ricevuta, ma ha insistito che il logo “rappresenta la cifra 2012, nient’altro”, mentre un portavoce di Londra 2012 ha detto al Guardian che “siamo sorpresi che questa denuncia sia stata fatta solo ora!” Questa posizione mi mette d’accordo con il governo iraniano, in quanto nel logo non solo si può leggere la parola “Zion”, ma anche, guardandolo in un’altra ottica, vedere il disegno di una svastica! Il designer, Wolff Olins, dovrebbe ammettere di aver disegnato un logo quantomeno inopportuno e, per molti, di pessimo gusto!
                                           

giovedì 9 agosto 2012

David Gramiccioli: chiusa la sua trasmissione Ouverture

Radio Ies censura David Gramiccioli: chiusa la trasmissione Ouverture
Lunedì 23 luglio Radio Ies ha deciso di chiudere Ouverture, la trasmissione di David Gramiccioli, che tratta temi scomodi per il Sistema e dà voce e visibilità a tanti ricercatori indipendenti e controinformatori (tra cui Mazzucco, Carotenuto, Marcianò, Barnard, Baiata, Mariotti...). Ormai questo sistema liberticida elimina i giornalisti scomodi e non allineati Pubblichiamo la lettera che Gramiccioli ha scritto ai suoi ascoltatori: Il vostro affetto è la cosa più toccante che abbia mai provato in vita mia. Non esistono parole per ricompensarlo né per descriverlo. Tuttavia questa nota, nella doverosa premessa, ha un altro scopo; quello di chiarire definitivamente la vicenda Ouverture e il taglio dal palinsesto di Radio Ies, emittente del Gruppo Garofalo, gruppo leader nel settore della sanità privata. Dopo 14 mesi di collaborazione scorsa senza nessuna interferenza editoriale, tuttavia con l'affronto di slittare nell'orario serale del palinsesto la trasmissione, ieri sera, qualche minuto prima di andare in onda, mi veniva comunicata la decisione del gruppo di "tagliare" Ouverture. A casa propria ogni padrone è nel diritto di fare ciò che vuole, ci mancherebbe altro, e non sto qui neppure a stigmatizzare che un fine rapporto non si comunica negli ultimi 4 giorni di programmazione stagionale, ma bensì nei tempi che dovrebbero garantirsi a un lavoratore per cercarsi un'altra occupazione. Quello che mi preme è pubblicare le parole di commiato: "Non è questa la vera informazione" (?), "parla troppo di pedofilia", etc etc etc..., poi il passaggio più comico: "Lei dovrebbe farlo diventare un prodotto il suo lavoro". Cioè??? Ma tutti gli editori presso i quali ho lavorato sapevano quali erano gli accordi e li avevano sempre condivisi e sottoscritti, io non ho sponsor. Tutte cazzate. Questa trasmissione, tutto compreso, gli costava 2.000,00 (duemila euro) al mese. Loro speravano che me ne andassi il giorno stesso che mi comunicarono che Ouverture sarebbe andata la sera, per amor di verità volevano sbatterla dalle 12 alle 14 in prima istanza, fummo poi noi a ottenere l'orario 19-21. Perché accettai? Perché Ouverture è una delle rarissime voci libere che esistono nell'universo ed è infatti nella fascia serale che abbiamo raccontato ulteriormente l'orrore della sentenza del processo di Rignano Flaminio. E' nella trasmissione serale che, grazie anche agli amici Imma Giuliani e Fabrizio Mignacca, e soprattutto al vostro enorme sforzo, il caso di Valentina Salamone non è stato archiviato. Di sera è intervenuto Salvo Cannizzo denunciando l'utilizzo dell'uranio impoverito e gli effetti devastanti sulla salute provocati da queste armi. Lui stesso ha ammesso in diretta di aver ucciso, colpo in testa, un pedofilo che violentava una bambina kosovara. Nell'orario serale Mariam ha denunciato, in esclusiva, dopo 40 anni, gli orrori del Paverano di Genova: abusi commessi da un religioso, con la complicità di alcune suore dell'istituto, su bambine che vi dimoravano. Insomma Ouverture doveva restare in vita. Grazie infinite a tutti voi, dal più profondo del cuore. David Gramiccioli L'account di Ouverture su Facebook: http://www.facebook.com/ouverture.dg Le lacrime che dai nostri occhi Vedrete sgorgare Non crediatele mai Segni di disperazione Promessa sono solamente Promessa di lotta (Alekos Panagulis)

L'ItaGLIa della vergogna

CHI E’ VERAMENTE NICOLA MANCINO
- Lucio Galluzzi - La Procura della Repubblica di Palermo ha rinviato a giudizio 12 persone tra ex ministri, politici, mafiosi e uomini in divisa. Sono le risultanze dell’istruttoria sull’inchiesta di quella che è la più grave delle accuse dal dopoguerra ad oggi: la trattativa Stato/Mafia. Pezzi dello Stato che si sarebbero accordati con i boss di Cosa Nostra fornendo e ricevendone favori. Nicola Mancino, prima degli avvisi di garanzia e della formulazione delle accuse, telefonava continuamente al Quirinale per far sì che Napolitano intervenisse a suo favore e lo aiutasse per non essere coinvolto penalmente nel processo che si sta preparando. Ha parlato più volte con il giurista del Colle, D’Ambrosio, coinvolgendolo mortalmente nelle sue perorazioni personali. Le intercettazioni di quelle vergognose telefonate sono state tutte pubblicate.
Mancino ha anche parlato un paio volte con Napolitano. Queste conversazioni tra i due sono depositate alla Procura di Palermo, il Capo dello Stato ne chiede la distruzione perché il Presidente della Repubblica non è intercettabile per norma costituzionale. Ma non era Napolitano l’intercettato, bensì Nicola Mancino e non è colpa dei PM siciliani se il politico inciucione ha coinvolto il Colle in questioni nelle quali la Presidenza della Repubblica non doveva intervenire, ma neppure ascoltare. Di fatto Napolitano lo ha ascoltato. Non è dato sapere cosa si siano detti. Come in tutti i misteri neri di questa Repubblica Bananara, documenti e prove, se non diventano “segreto di Stato” prendono la via della distruzione o della sparizione misteriosa, quando non manipolate come è successo per Ustica. Intanto Nicola Mancino sarà processato per falsa testimonianza resa ai PM proprio per le sue dichiarazioni sulla trattativa Stato/Mafia durante l’interrogatorio in Tribunale. Nicola Mancino è stato Presidente del Senato, Ministro degli Interni dal 92 al 94 e vice presidente del Consiglio Superiore della Magistratura in Commissione Disciplinare. Racconta De Magistris: “Ricordo Nicola Mancino nitidamente, ricordo il suo sguardo abbassato, quando da Presidente della Commissione Disciplinare del CSM, lesse il dispositivo di quella sentenza, che reputo vergognosa, che mi strappo’ la toga di Pubblico Ministero; perché in alcune indagini molto delicate, WhyNot, Poseidone, Toghe Lucane, avevo individuato responsabilità a livelli molto alti della politica e delle istituzioni di collusione col crimine organizzato…” Tolte illegalmente le inchieste a De Magistris, le indagini Poseidone e WhyNot, delle quale il PM si occupava, vengono “affidate” all’allora Maggiore dei Carabinieri Grazioli, oggi arrestato per tentata corruzione aggravata per fatti di mafia, in concorso con la famiglia Reina, una delle più potenti della ’ndrangheta calabrese [e De Magistris operava a Catanzaro]. Quindi: pezzi dello Stato, istituzioni, lo stesso Nicola Mancino, parte del CSM, preferirono togliere a De Magistris inchieste scottanti, lo sostituirono “avocandolo”, lo cacciarono da Catanzaro e fecero “lavorare” al suo posto persone come Grazioli legato alla ndrangheta. Nello stesso periodo, uguale sorte subì Clementina Forleo, le sue inchieste avevano toccavano politici importanti, per questo fu “processata” dalla Commissione Discliplinare del CSM e i dispositivi che la allontanavano dai suoi compiti e censuravano perché “parlava troppo” da Santoro, letti sempre da Nicola Mancino. A distanza di anni, anche l’attuale CSM continua a processare “postumo” De Magistris, seppure ormai da tempo lo stesso si è dimesso dall’Ordine. Il CSM impiega il suo tempo, profumatamente pagato da noi contribuenti, per azzeccare garbugli e non per interrogarsi su cosa successe all’interno della propria Istituzione con i casi De Magistris e Forleo, chiarendo una volta per tutte quella pagina nera e vergognosa scritta ai danni di magistrati non asserviti al pascolo. Nicola Mancino, allora molto attento e preciso, per nulla sprovveduto, oggi perde la memoria, e sulla trattativa Stato/Mafia non ricorda bene, gli sembra che, potrebbe essere… forse; e si becca la falsa testimonianza. Eppure Borsellino gli aveva consigliato di mettere in moto quella memoria, che però oggi, guarda caso, fa acqua da tutte le parti. Mancino non ricorda neppure di avere incontrato Paolo Borsellino il 1° luglio del 1992, nel suo ufficio al Viminale, dice addirittura: “io non lo conoscevo”, smentito anche da Ayala, al quale lo stesso ex Ministro degli Interni aveva affermato il contrario di quanto dice oggi. Nicola Mancino racconta che a fine marzo 1992, Mannino gli disse: “Adesso tocca a me [d’essere ammazzato dalla mafia, Ndr]“, ma lo stesso Mannino oggi, nel 2012 lo smentisce: “Ero più preoccupato per i magistrati”; il 4 aprile 1992, il maresciallo Guazzelli, che aveva raccolto le confidenze di Mannino, viene massacrato a colpi di mitra: un assassinio ancora oggi “misterioso”. Il 28 giugno 1992 si insedia il Governo Amato, Mancino è nominato Ministro degli Interni al posto di Scotti, dirà: “pregai Scotti di rimanere al suo posto agli Interni, Scotti: “Non mi disse nulla del genere”. Il 1° luglio 1992, Borsellino è a Roma per interrogare il pentito Gaspare Mutolo, viene raggiunto da una telefonata che lo convoca al Viminale, dal ministro Mancino; il giudice incontra il neo ministro, ma Mancino per 20 anni consecutivi negherà la circostanza. In quel colloquio successe di certo qualcosa di preoccupante: Mutolo, raggiunto da Borsellino, dice: “era nervosissimo, fumava due sigarette alla volta”. Nell’anticamera del ministro Mancino, quel 1° luglio, Borsellino incontra il mafioso Contrada, numero tre del Sisde, che gli fa una battuta sul pentimento di Mutolo, che di fatto era segreto. La sera, Borsellino, dice alla moglie: “oggi ho respirato aria di morte”. Difatti lo fanno saltare in aria. Il 10 gennaio 1993 in una conferenza stampa Mancino dichiara: “prenderemo Totò Riina”. Cinque giorni dopo, il 15 gennaio, Riina è arrestato dal Capitano Ultimo poco lontano dal suo covo, che però non verrà perquisito, sarà lasciato inviolato dai Carabinieri e i sopralluoghi avverranno solo quando i locali saranno completamente vuoti. Dopo anni, Mancino dichiara al Presidente della Corte d’Appello di Firenze: “dell’arresto di Riina l’ho saputo dal Capo dello Stato che si congratulava con me; anche il Presidente del Consiglio non ne sapeva niente”. Persino lo stesso Riina manifesta poi ai giudici un dubbio: “Ma chi ce lo disse a Mancino cinque giorni prima che mi arrestavano?”. Altro che telefonare al Colle per chiedere l’intervento del Capo dello Stato: sia Mancino che Napolitano dovrebbero cominciare a rispondere a questa prima domanda, evitando ridicole quanto preoccupanti rivendicazioni sul “segreto di Stato”. Ma quale Stato? E chi è Stato? Tratto da: CHI E’ VERAMENTE NICOLA MANCINO | Informare per Resistere http://www.informarexresistere.fr/2012/08/01/chi-e-veramente-nicola-mancino/#ixzz235B2WZWq - Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario!