Las Fallas - Valencia in festa per «Las Fallas», celebrazioni che si tengono ogni anno dall'1 al 19 marzo in onore di San Giuseppe. Prendono il nome dalle costruzioni di materiali combustibili, come cartapesta e legno, che rappresentano figure e composizioni tratte dall'attualità valenciana. Sono colossali creature che artisti e scultori locali realizzano durante il corso dell'anno. La notte del 19 le «fallas» vengono bruciate in altissimi falò, risparmiando solo il pupazzo preferito dal pubblico, che viene poi conservato nel Museo Fallero (Epa)
domenica 5 aprile 2009
Le tradizioni pagane "rubate", ma che restano tali
Las Fallas - Valencia in festa per «Las Fallas», celebrazioni che si tengono ogni anno dall'1 al 19 marzo in onore di San Giuseppe. Prendono il nome dalle costruzioni di materiali combustibili, come cartapesta e legno, che rappresentano figure e composizioni tratte dall'attualità valenciana. Sono colossali creature che artisti e scultori locali realizzano durante il corso dell'anno. La notte del 19 le «fallas» vengono bruciate in altissimi falò, risparmiando solo il pupazzo preferito dal pubblico, che viene poi conservato nel Museo Fallero (Epa)
venerdì 3 aprile 2009
Riti antichi

Il Fallo come simbolo di immortalità e rigenerazione.
Sulle tombe etrusce erano posti dei pinnacoli intercambiabili come pigne, fiori (la rosa in occidente rappresenta la vulva femminile) e falli quasi ad "agevolare" il processo di liberazione dell'anima.
In ogni caso la simbologia degli apparati genitali esterni femminili e maschili sta ad sottolineare che la continuità di una specie è già di per se un modo per allungare l'esistenza individuale nei figli.
Villa Piovene Orgiano
Scorcio di paesaggio visto dalla villa Francanzan-Piovene, complesso inserito nella campagna annessa. Una "Reggia" nel contesto agricolo.
Uno scorcio della villa immersa nel suo immenso parco-giardino-tenuta agricola.
La villa fu costruita cercando di riprodurre la magnificenza della reggia di Versailles. Alla meta del 1700 la villa-corte viene edificata dalla potente famiglia vicentina Francanzan in un contesto fra collina e fertile pianura. La bellezza si univa alle nascenti tecniche agricole che riuscivano ad aumentare le quantità di cibo disponibili per una società in vorticoso sviluppo.
L'incantevole Rocca Pisana di Lonigo
La Rocca Pisana posta nel comune di Lonigo in provincia di Vicenza mantiene tuttora un fascino e una bellezza indescrivibili. Armoniosa, costruita alla fine del XVI° secolo, domina dall'alto tutta la cittadina di Lonigo. E' stata costruita sopra una rocca distrutta da Ezzelino da Romano, ma precedentemente, sembra, esistesse su quel preciso luogo una torre di avvistamento romana o adirittura un tempio dedicato a Giove.
lunedì 30 marzo 2009
Dall'Asino d'oro di Apuleio di Mandaura

In quel meraviglioso testo che è L'asino d'oro di Apuleio di Mandaura così Iside risponde e si presenta a Lucio prima della sua metamorfosi, del ritorno all'umano liberato e depurato. La metamorfosi dell'animalità che lentamente "muore" per rinascere rinnovata nella consapevolezza.
Iside che attraverso il suo delicato fiore, la Rosa, libera dalla condizione animale Lucio- come tutti gli uomini- che necessariamente deve alimentarsi dei petali della rosa affinché cessi l'incantesimo malefico.
«Eccomi o Lucio, mossa alle tue preghiere, io la madre della natura, la signora di tutti gli elementi, l'origine e il principio di tutte le età, la più grande di tutte le divinità, la regina dei morti, là prima dei celesti, colei che in sé riassume l'immagine di tutti gli dei e di tutte le dee, che col suo cenno governa le altezze luminose del cielo, i salubri venti del mare, i desolati silenzi dell'oltretomba, la cui potenza, unica, tutto il mondo onora sotto varie forme, con diversi riti e differenti nomi.
«Per questo i Frigi, i primi abitatori della terra, mi chiamano Pessinunzia, Madre degli dei, gli Autoctoni Attici Minerva Cecropia, i Ciprioti circondati dal mare Venere Pafia, i Cretesi arcieri famosi Diana Dittinna, i Siculi trilingui Proserpina Stigia, gli antichi abitatori di Eleusi Gerere Attica, altri Giunone, altri Bellona, altri Ecate, altri ancora Ramnusia, ma i due popoli degli Etiopi, che il dio sole illumina coi suoi raggi quando sorge e quando tramonta e gli Egizi, così grandi per la loro antica sapienza, venerandomi con quelle cerimonie che a me si addicono, mi chiamano con il mio vero nome, Iside regina.
«Eccomi, sono qui, pietosa delle tue sventure, eccomi a te, soccorrevole e benigna.
«Cessa di piangere e di lamentarti, scaccia il dolore, grazie ai miei favori ormai già brilla per te il giorno della salvezza.
«Sta' ben attento, invece, agli ordini che ti do: il giorno che sta per nascere da questa notte, come vuole un'antica tradizione, è consacrato a me. In questo giorno cessano le tempeste dell'universo, si placano i procellosi flutti del mare, i miei sacerdoti, ora che la navigazione è propizia, mi dedicano una nave nuova e mi offrono le primizie del carico.
«Dunque, con animo puro e sgombro da timore, tu devi attendere questo giorno a me sacro.>>
domenica 29 marzo 2009
Diu (Dio) poesia di Cesare Zavattini
-Immagine tratta dal film di Miracolo a Milano, dove la sceneggiatura fu curata da Cesare Zavattini con la regia di Vittorio de Sica-
DIO
Diu al ghè
S’a ghè la figa al ghè
Sul lò al pudeva inventà
na roba acsè
cla pias a toti a toti
in ogni luogo,
ag pansom anca s’an s’ag pensa mia,
appena ca t’la tochi a combiòn facia.
Che mument! long o curt al saiòm gnanca.
La fa anc di miracui,
par ciamala
an mot
a ghè turnà la vus.
Ah s’a pudès spiegaram ma
l’è difficil
cme parlà del nasar e dal murir.
[ DIO. Dio c'è. Se c'è la fica c'è. Solo lui poteva inventare una cosa così che piace a tutti in ogni luogo, ci pensiamo anche se non ci pensi, appena tu la tocchi cambi faccia. Che momento lungo o corto non si sa. Fa anche dei miracoli, per chiamarla a un muto gli è tornata la voce. Ah se potessi spiegarmi ma è difficile come parlare del nascere e del morire. ]
( Dall’ antologia “Poesia erotica italiana del novecento” a cura di Carlo Villa - Newton Compton, 1981 )
sabato 28 marzo 2009
Sotto la chiesa parrocchiale di Oppeano un tesoro
Sotto la chiesa parrocchiale di Oppeano esiste senza dubbio una cripta o una parte ipogea che potrebbe risalire a culti non proprio cristiani- credo che il luogo sotterraneo sia in origine un mitreo e per questo volutamente dimenticato e lasciato all'oblio.
Già qualche anno fa spedii al giornale L'Arena. -rubrica :lettere al Direttore- la questione, ma proprio un cultore della storia locale, Dino Coltro, ebbe a rispondermi che non esisteva in nessun caso la necessita di scavare o di fare indagini in quel logo. Sotto la chiesa di Oppeano esiste un tesoro di ordine culturale e storico e ora più che mai bisognerebbe almeno fare delle indagini non invasive come carotaggi o indagini con strumenti del tipo sonar. La leggera collinetta dove sorge il tempio oppeanese è stata da sempre uno dei luoghi fra i più sacri del veronese costruito sulle vestigia di culti e di edifici pagani.
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